mercoledì, Settembre 22

Venezuelani non possono lasciare il paese in aereo field_506ffb1d3dbe2

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Caracas – Il Governo venezuelano deve alle compagnie aeree internazionali oltre 4.000 milioni di euro, per prestazioni rese nel corso del 2013 e nei primi tre mesi del 2014. Questo  ha costretto i vettori a tagliare le offerte da e per il Venezuela, togliendo ai cittadini la voglia di lasciare il paese.

Dal mese di aprile, l’Asociación Venezolana de Líneas Aéreas (Alav) ha lanciato i primi allarmi sul debito e sulla diminuzione delle offerte sia da parte delle agenzie di viaggio, sia nei siti web delle compagnie aeree, e ad oggi è quasi impossibile ottenere un biglietto.

Lunedì scorso, la Asociación Venezolana de Líneas Aéreas (Alav) ha rilasciato una dichiarazione in cui ha messo in guardia circa il significativo aumento dei biglietti e dal 1° luglio è entrato in vigore il nuovo sistema di tariffazione per i biglietti aerei, inclusa la tassa Sicad II (Sistema Complementario de Adquisición de Divisas), pari a 50 bolivares per dollaro, che sostituisce la Sicad I (10 bolivares per dollaro), applicata fino ad oggi.

L’organizzazione ha informato che l’applicazione del nuovo regime «potrebbe produrre una contrazione del settore e un calo dei collegamenti aerei da e verso il paese, questa volta per la scarsa richiesta di biglietti aerei» a causa dei costi elevati.

Ma giovedi scorso, il ministro dei trasporti aerei e acquatici, Luis Graterol, ha confermato la sospensione della possibilità di calcolare il prezzo dei biglietti secondo la Sicad II. «Abbiamo aperto le porte al settore aereo internazionale per verificare l’effettivo costo in dollari dei biglietti all’estero, con Sicad I», ha detto il funzionario, dopo la segnalazione inviata dal Alav.

Graterol ha fatto queste osservazioni dopo un incontro con i rappresentanti delle compagnie aeree internazionali, dove ha raggiunto un accordo con nove aziende che coprono le rotte da e verso altri paesi.

«I colloqui resteranno cordiali. In arrivo nuove rotte concordate con le aziende, tra cui gli Stati Uniti, con l’utilizzo di codici condivisi. Così ai venezuelani si offrirà la possibilità di avere accesso alla biglietteria» ha detto il rappresentante del governo.

Truffe e voli

L’italiana Alitalia è stata la prima compagnia aerea ad aver cessato l’attività in Venezuela, a causa del credito vantato verso il governo venezuelano. La cessazione dell’attività commerciale parte dal 2 giugno e a chi aveva acquistato i biglietti in anticipo è stato promesso un rimborso.

La seconda compagnia aerea ad attivare l’allarme è stata American Airlines, che dal 1° luglio ha tagliato  l’80% dei suoi voli da/verso il Venezuela, portandoli da 40 a 10 ogni settimana. La società conserva il programma di voli per Miami, ma ha cancellato le rotte per New York, il Texas e San Juan de Puerto Rico.

In una dichiarazione, la società statunitense ha detto che il governo venezuelano le deve 750 milioni di dollari e che la decisione di ridurre il numero di voli verso il paese sudamericano è dovuta al fatto di non aver trovato una soluzione per il saldo del debito.

In altri casi più gravi, i vettori con meno fama internazionale come Dutch Antilles Express, le cui operazioni sono state sospese lo scorso anno dall’Istituto Nazionale dell’Aviazione Civile (INAC), sono stati citati in giudizio da Alianza Nacional de Usuarios -Alleanza Nazionale degli utenti-, perché più di 20.000 persone attendono il rimborso dei biglietti acquistati in anticipo.

Il ministro Graterol ha detto che il presidente Nicolas Maduro ha recentemente approvato un pagamento per 186 milioni di dollari relativi al debito relativo al 2012, 2013 e 2014 nei confronti di quattordici compagnie aeree nazionali che operano destinazioni nazionali e internazionali.

«Quando le compagnie aeree consegnano tutti i documenti richiesti al Centro Commercio Estero (Cencoex), e dopo le relative analisi, vengono immediatamente pagati», ha detto Graterol. «Questa», ha detto, «è una buona notizia e smantella alcune posizioni critiche, che a loro volta presentano un’immagine sbagliata sulla realtà economica delle linee aeree in Venezuela».

L’intera situazione ha fatto sì che, nel caso delle agenzie di viaggio, le perdite abbiano toccato l’80% dei proventi della vendita di biglietti a causa della scarsa disponibilità di voli e degli elevati costi attuali, poi le compagnie aeree offrono per il Venezuela i biglietti aerei con i prezzi più elevati.

Gli utenti e le compagnie aeree dell’associazione dei consumatori si aspettano che con gli annunci fatti dal ministro Graterol, nelle prossime settimane si inizi a normalizzare la situazione della vendita dei biglietti, una volta accertati i prezzi e pagati i debiti che il Governo Venezuela intrattiene con le compagnie internazionali.

La benzina potrebbe aumentare

La settimana scorsa il Ministro dell’Energia e del Petrolio, presidente della Petroleos de Venezuela, Rafael Ramirez, ha suggerito che nei prossimi mesi in Venezuela potrebbe anche aumentare il prezzo della benzina.

L’annuncio è stato fatto durante la presentazione della relazione di gestione 2013 della compagnia petrolifera statale, dove è stato detto che avere la benzina più economica del mondo fa perdere fino a 100.000 barili al giorno di valore a causa del prezzo del carburante.

In Venezuela, ogni litro di benzina costa 0,01 dollari, il che produce a PDVSA (Petróleos de Venezuela, S.A , compagnia petrolifera venezuelana) 7.180 miliardi di dollari di perdite ogni anno; così afferma Ramirez nella presentazione della relazione annuale. Ecco perché ha sottolineato che per il paese è importante iniziare a discutere seriamente quale sia il prezzo equo da pagare per un litro di carburante consumato.

Ramirez ha rilanciato la sua proposta più volte, ma il governo ha sempre frenato il presidente della Petróleos de Venezuela volte ad applicare l’aumento, temendo le conseguenze economiche del rialzo.

«Abbiamo diverse proposte da sviluppare», ha detto Ramirez senza però fornire ulteriori dettagli sui possibili prezzi, mentre ancora una volta ha dichiarato che la società venezuelana subirà gravi problemi se vorrà continuare a sovvenzionare i costi di produzione del combustibile.

Forse il governo venezuelano rinvierà ancora una volta l’aumento dei prezzi del carburante, dato che ora il paese affronta una grave crisi economica, con un tasso di inflazione che ogni anno è superiore al 60%.

 

(Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli)

 

 

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