lunedì, Aprile 19

Venezuela, tra dati fasulli e la minaccia Usa nei confronti di Maduro

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Situazione che rischia di precipitare in VenezuelaJulio Borges, presidente del Parlamento, ha annunciato che un gruppo di deputati si recherà alla sede della Procura Generale per esigere un’inchiesta penale contro i responsabili del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) per aver diffuso ‘risultati falsi’ riguardo all’affluenza nelle elezioni per l’Assemblea Costituente di domenica scorsa.

L’amministratore delegato della società che ha fornito il supporto elettronico per le elezioni in Venezuela ha affermato che le cifre dell’affluenza al voto sono state alterate. Si parla di una differenza di un milione di voti tra le cifre sull’affluenza annunciate dal governo e quelle registrate dai loro sistemi elettronici. Intanto il segretario di Stato Usa Rex Tillerson ha minacciato di rimuovere Nicolas Maduro se il leader venezuelano non deciderà di lasciare di sua spontanea volontà: «Stiamo valutando tutte le nostre opzioni politiche per creare un cambio di condizioni in cui o Maduro decide che non ha un futuro e vuole andarsene di sua spontanea volontà, oppure noi possiamo riportare i procedimenti governativi alla loro costituzione». Anche la Ue pensa a sanzioni, dopo l’appello di ieri di Tajani. Sono in corso a Bruxelles consultazioni tra la Commissione europea e rappresentanti degli Stati membri per valutare ‘una risposta appropriata’. Sul tavolo ci sono «tutto il range delle misure» possibili, incluse quindi sanzioni.

E l’opposizione in Venezuela non si arrende: convocata per domani una manifestazione di protesta a Caracas, nella stessa giornata in cui si istallerà la controversa Assemblea Costituente. Ad annunciarlo il vicepresidente del Parlamento, Freddy Guevara.

Alla fine è arrivata la firma del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al pacchetto di sanzioni alla Russia approvato dal Congresso che comprende misure verso l’Iran e la Corea del Nord.

Primo giro di vite nei confronti delle ong che soccorrono migranti nel Mediterraneo dopo il codice di comportamento predisposto dal Viminale, che è stato sottoscritto solo da tre organizzazioni. La nave Iuventa battente bandiera olandese ed operante per conto dell’organizzazione non governativa tedesca Jugend Rettet, che non ha firmato il protocollo, è stata bloccata in nottata al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera italiana. In seguito gli investigatori del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo Speciale d’Intervento della Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo. Si indaga per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dalla nave sono stati fatti scendere due siriani, che sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell’isola. I due migranti erano stati trasferiti in precedenza a bordo della nave della ong tedesca proprio da una delle unità militari italiane impegnate nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo.

Boko Haram torna a seminare terrore. Le autorità del nord della Nigeria hanno riferito che gli estremisti hanno ucciso almeno sette persone in un attacco contro il villaggio di Mildu. Il villaggio è poco lontano dalla foresta di Sambisa, che è stata una roccaforte del gruppo fino all’anno scorso.

Ancora sangue in Afghanistan, dove un attentatore suicida a bordo di un’auto si è fatto esplodere al passaggio di un convoglio della Nato che si dirigeva verso l’aeroporto di Kandahar. Si parla di vittime, ma ancora non ci sono numeri ufficiali.

In Germania il ministro dell’Interno Thomas De Maizière ha commentato positivamente la misura di riconoscimento facciale nella stazione di Sued Kreuz a Berlino, entrata ieri nella sua prima fase di test. «Il progresso tecnologico non può essere fermato dalle nostre forze di sicurezza», ha ribadito il ministro. Ma tra i commenti negativi arriva quello dell’Ufficio statale per la protezione dei dati personali di Berlino, che stigmatizza il sistema come inaccettabile e parla di violazione dei diritti fondamentali.

Mentre la situazione tra Qatar e stati arabi continua ad essere tesa, l’Italia continua i suoi affari. «Oggi parte il contratto ‘Corvette’, firmato con la nostra Fincantieri, che prevede 5 miliardi di euro per la fornitura, in 5 anni, di 7 unità navali destinate alla Marina Militare del Qatar», ha annunciato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in visita a Doha. Il contratto, che riguarda Fincantieri, ammonta a 5 miliardi di euro.

Chiudiamo con Nils Miuznieks, commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, che in occasione della giornata commemorativa del genocidio dei rom durante la Seconda guerra mondiale ha ribadito: «Gli Stati membri del Consiglio d’Europa devono fare sforzi più vigorosi per un pieno riconoscimento del genocidio e di altre atrocità commesse nel passato contro i Rom. Riconoscere il passato è innanzitutto una questione di giustizia, ma è anche un passo necessario per rafforzare la fiducia e il rispetto reciproci tra le comunità Rom e non Rom, senza di cui le politiche che mirano a migliorare la situazione dei Rom hanno poche probabilità di successo».

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