giovedì, Dicembre 2

Venezuela e sanzioni sul petrolio: perché sì e perché no

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La PDVSA compra petrolio americano per la raffineria per cercare di tappare il buco aziendale. E se il Venezuela non può comprare dagli USA, avrà bisogno di pagare di più per fornirsi da altre Nazioni. «Se il Venezuela sarà capace di trovare fornitori disposti ad erogare credito in suo favore, certamente sarà necessario che paghi di più per avere quell’erogazione», ha dichiarato Andy Lipow, presidente della Lipow Oil Associates LLC a Houston. «Queste potrebbero venire dall’Africa, nel caso del petrolio, o dall’Europa, nel caso si trattasse di altra merce, tutti luoghi molto lontani se li compariamo con gli USA».

Porre un divieto alle esportazioni americane, e non alle importazioni, rappresenterebbe forse una misura intermedia, come afferma Antoine Halff, ricercatore presso il Center on Global Energy Policy alla Columbia University di Newle  York. «Renderebbe la vita più difficile per il Venezuela, la gestione delle operazioni più ardua su base giornaliera e accrescerebbe le spese; tutto questo è qualcosa di negativo per un rimborso, ma è un’idea. L’idea di rendere la vita difficile».

Una situazione complicata anche secondo David L. Goldwyn, rappresentante dell’Amministrazione Obama; «maggiori sanzioni potrebbero portare all’inadempienza dei debiti venezuelani e al collasso degli investimenti interni e nella produzione di petrolio». «Altri effetti potrebbero includere agitazioni dei cittadini, flussi di rifugiati lungo i confini del Paese ed un taglio del supporto finanziario del Venezuela verso Cuba e Haiti che, a sua volta, potrebbe far aumentare i flussi migratori verso gli Stati Uniti”.

Probabile aumento dei prezzi dei carburanti, perdite di posti di lavoro nel settore e un freno per le maggiori raffinerie. Queste le altre conseguenze probabili da considerare. Inoltre, una diminuzione nelle esportazioni, potrebbe far crescere i prezzi del petrolio mondiali e rafforzare la posizione di Russia e Iran.

Insomma, sanzioni che sembrano poter avere un’incidenza collaterale anche per Donald Trump e per gli Stati Uniti. Sarà forse questo il motivo per cui il Presidente sembra voler ancora ‘sorvolare’ sull’argomento?

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