domenica, Ottobre 24

Venezuela: Natale ai tempi dell’iperinflazione di Maduro Reportage da una vigilia di Natale di una famiglia di San Felix a caccia di questo o quell’ingrediente mancante da mettere in tavola nella notte Santa

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A.A.A contanti cercasi

La prima cosa che un venezuelano domanda all’entrare in un negozio, qualsiasi cosa esso venda, è: “Hay punto?”. Vogliono sapere se è possibile pagare elettronicamente, dal momento che la mancanza di denaro contante in circolazione obbliga gli utenti ad usare sempre di più le proprie carte. “Il bolivar è piú virtuale del Bitcoin”, scherza il mio amico. Ma niente paura, in Venezuela anche il contante si compra: pagando mediante bonifico circa il 70-80% in piú del valoreliquido’ che si desidera. Cosí se, per esempio, ho bisogno di 280.000 bolo per pagare il biglietto del bus (le compagnie di trasporto non accettano pagamenti elettronici) che da Caracas mi porterá a Puerto Ordaz per festeggiare il Natale in famiglia dovrò trasferire circa 500.000 bolivares al conto di un terzo disposto a vendermi contanti. Lo stesso vale per gli acquisti: esistono due prezzi differenti a seconda del metodo di pagamento. Cosí un chilo di farina puó costare da 30.000, se si paga in contanti, fino a 80.000 bolivares, se si usa il POS.

La conseguenza piú evidente della mancanza di contante è il limite massimo di 10.000 bolivares -il costo di due caffè- che un utente puó ritirare quotidianamente attraverso uno sportello automatico. I miei amici hanno voluto mostrarmelo, ma l’ATM era a corto di contanti. I biglietti da 5,10 e 20 bolivares ancora a uso a inizio anno sono giá fuori circolazione. Di recente il Banco Central de Venezuela ha introdotto la banconota da 100.000 bolivares, che si differenzia da quella da 100 per la scritta ‘mil’, mille, al di sotto della cifra e una lieve variazione di colore. A dicembre dello scorso anno la banconota da 100 bolivares era quella di piú alta denominazione nel Paese. A quanto equivale in dollari la banconota piú alta del Paese? 0,89 dollari all’attuale cambio parallelo. La spesa fuori controllo del Governo, il controllo statale della valuta stabilito dal Governo chavista dal 2003, il contrabbando di denaro con i Paesi limitrofi e il clima di insicurezza hanno portato al collasso del bolivar, che viene scambiato nel mercato nero a circa 10 mila volte il prezzo ufficiale. E ora Maduro pensa a Petro.

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