lunedì, Luglio 26

Venezuela: Maduro e l’opposizione, prove di vero dialogo? Intervista a Leonardo Morlino, professore di Scienze Politiche presso la Luiss e Presidente dell’IPSA

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Alcuni rappresentati del Governo venezuelano e dell’opposizione si sono riuniti la scorsa settimana a Santo Domingo per iniziare un eventuale processo di dialogo politico, volto a raggiungere quanto prima una negoziazione capace di aiutare il Paese ad uscire da questa crisi. Gli incontri continueranno il prossimo 27 settembre ma la domande è un’altra. Nicolas Maduro e l’opposizione sono in grado di arrivare a un negoziato? Ad oggi, non è chiaro se MUD e Governo riusciranno a raggiungere un dialogo politico volto ad ottenere una negoziazione efficiente e reale, lasciando così il Paese in ginocchio di fronte ad una crisi sempre più grave.

Secondo il Presidente della Repubblica Dominicana, Danilo Medina, ci sarebbero le disposizioni per un raggiungimento di qualsiasi tipo di negoziazione. Infatti, le due parti si sarebbero incontrate la scorsa settimana a Santo Domingo – invitate da Josè Luis Rodriguez Zapatero e lo stesso Medina -, per cercare almeno di intraprendere un dialogo politico volto, in futuro, a costruire un vero e proprio processo di negoziati. Dalle agenzie latinoamericane tra cui El universal, El Informador, Ultimas Noticias, BBC, però, emerge un forte dubbio sul vero significato di questa riunione, in quanto Maduro si mostra gran sostenitore ed entusiasta per i passi in avanti, mentre l’opposizione risulta essere decisamente diffidente, attribuendo alle riunioni della scorsa settimana un valore tutt’altro che effettivo. Infatti, tra Maduro e il MUD – stando a quanto pubblicato dalle agenzie e quotidiani latinoamericani – ci sarebbero divergenze e accuse in merito, che rischiano, forse, di compromettere qualsiasi progetto di riavvicinamento.

Da un lato, Maduro avrebbe confermato l’esistenza di un dialogo da parte del Governo con l’opposizione, accusando quest’ultima di aver mentito a tal proposito ( il MUD avrebbe negato l’esistenza di qualsiasi forma di dialogo con Maduro). Il premier venezuelano avrebbe poi aggiunto che dal 2016 fino ad oggi sarebbero avvenuti ben 100 incontro tra Governo e opposizione, aggiungendo che anche Leopoldo Lopez avrebbe preso parte a questi incontri.

Dall’altro, l’opposizione nega ogni forma di dialogo precedente e sminuisce, inoltre, il valore delle riunioni che hanno avuto – e avranno- luogo nella Repubblica Dominicana. Infatti, secondo l’opposizione, gli incontri a Santo Domingo rappresenterebbero una mera fase di esplorazione, e non significherebbero affatto un dialogo politico. Invece, Maduro, secondo quanto riportato dall’agenzia El Informador, avrebbe assicurato questo venerdì che le due parti – Governo e MUD – sarebbero prossime al raggiungimento di un accordo di convivenza.

Vi è una chiara mancanza di dialogo tra le due parti la quale ha evidentemente pertanto a una totale discordanza di opinioni e di significati assegnati alle varie occasioni politiche. L’opposizione si è mostrata decisamente molto più scettica e diffidente riguardo una negoziazione e un dialogo politico. Lo ha confermato questo sabato il deputato dell’Assemblea nazionale, Luis Florido – secondo El Universal -. Florido avrebbe, infatti, dichiarato che le riunioni avvenute a Santo Domingo (lo scorso giovedì) sarebbero solo degli ‘incontri esplorativi’, smentendo apertamente Maduro e, di conseguenza, l’esistenza di qualsiasi forma di dialogo e negoziazione fra Governo e opposizione. Secondo il deputato, inoltre, il Governo starebbe strumentalizzando il tema ‘negoziazione’ per fini propagandistici, ed è proprio per questo che l’opposizione avrebbe pianificato la sua agenda, le sue aspirazioni e garanzie affinché si possa iniziare un dialogo, senza però parlare ancora di negoziati. Suddetta agenda, secondo Florido, prevede elezioni democratiche, un nuovo Consiglio Elettorale Nazionale (CNE), dei garanti internazionali presenti durante gli incontri tra le due parti, rilascio dei ‘prigionieri politici’ e il permesso di ingresso nel Paese di aiuti umanitari, medicinali e alimenti.

Sembra, però, imprescindibile la presenza di Paesi garanti negli incontri previsti nella Repubblica Dominicana tra opposizione e Governo. Secondo El Informador, il MUD avrebbe scelto il Cile, il Messico e il Paraguay come suoi ‘accompagnatori’ in un eventuale dialogo. Mentre, secondo quanto pubblicato dalla BBC lo scorso 15 settembre, i Paesi che dovrebbero prendere mediare suddetto riavvicinamento sarebbero Messico, Cile, Nicaragua e Bolivia.

E’ interessante, oltreciò, analizzare il ruolo degli Stati Uniti nelle ultime vicende politiche venezuelane. Lo scorso venerdì, il Governo di Donald Trump, dopo aver imposto delle sanzioni durissime contro il Governo di Nicolas Maduro, avrebbe mostrato il suo appoggio riguardo suddette riunioni tra opposizione e Maduro, aggiungendo che Washington ribadisce la necessità di una restaurazione completa della democrazia in Venezuela e che appoggerà qualsiasi iniziativa che cercherà di ottenere questo obiettivo.

Abbiamo intervistato Leonardo Morlino, professore di Scienze Politiche presso la Luiss e Presidente dell’International Political Science Association (IPSA), per cercare di fare un quadro generale sull’attuale situazione interna venezuelana emersa  a seguito degli ultimi risvolti politici.

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