mercoledì, Settembre 22

Venezuela, la popolazione chiede pane e medicine

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Continua la crisi del Venezuela. La popolazione continua a soffrire e dopo i medicinali (di cui continua però la scarsità, come dimostrano le recenti manifestazioni di cui proponiamo un video), l’ultima guerra è sul pane. Il presidente Nicolas Maduro accusa i fornai di essere dei sabotatori che speculano e nascondono i sacchi di farina per venderli al mercato nero. Immediata la replica del sindacato dei panettieri, secondo cui invece le consegne sono sempre meno.

Per questo Maduro è intervenuto e ha firmato un decreto nel quale si stabilisce che con la farina di grano non si possono fare brioche o altri dolci, ma soltanto pane, e solo del tipo a prezzo calmierato. Migliaia i controlli nel Paese e diverse sono le persone arrestate. Scomparse dai bar del Venezuela alcuni prodotti tipici come i croissant cachitos, ma anche molti altri tipi di dolci.

Ma i problemi rimangono, così come le file chilometriche davanti ai fornai. L’inflazione oltre l’800% è sicuramente il male maggiore di questa crisi. Tanto che, secondo gli ultimi dati, il Venezuela, a corto di fondi per le importazioni, ha ridotto di molto anche quelle di farina di grano. E se pensiamo che il petrolio non è più sufficiente per mantenere in attivo il bilancio del Paese, il quadro è completo.

Tuttavia il ministro dell’Economia, Ramón Lobo, ha voluto rassicurare la comunità internazionale affermando che il Venezuela ha la sufficiente capacità finanziaria per rispettare gli impegni internazionali: in particolare il Paese dovrà pagare circa 17 miliardi di dollari di debiti con l’estero. Il ministro, nonostante l’andamento altalenante dei prezzi del greggio, ha affermato che sono grandi le possibilità che l’accordo dell’Opec sul taglio della produzione si estenda oltre la data stabilita e ha sottolineato che l’incremento del prezzo del barile di greggio, nelle ultime settimane, permetterà al Paese di ottenere le risorse finanziarie per rispettare gli impegni internazionali.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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