mercoledì, Settembre 22

Venezuela, fine del dominio rosso nell'Assemblea Nazionale?

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La nuova Assemblea Nazionale

Il prossimo 6 dicembre, più di 19 milioni di votanti eleggeranno 167 deputati, tra i quasi 1800 candidati, secondo i dati del Consiglio Nazionale Elettorale. La quantità di deputati da eleggere per ogni entità federale è stabilita nella Costituzione e nella Legge dei Processi Elettorali. Secondo queste norme, 113 deputati verranno eletti in maniera uninominale (per nome e cognome) nelle circoscrizioni elettorali (municipi e/o parrocchie) con la base dell’1,1% della base della popolazione del Paese secondo il principio di rappresentazione popolare di ogni Stato sotto l’Assemblea; 51 verranno eletti per liste di raggruppamento politico e 3 deputati verranno scelti dai cittadini indigeni. Nonostante la Costituzione stabilisca il principio di rappresentazione proporzionale, di sicuro la nuova legge elettorale, approvata dalla maggioranza ufficialista a luglio 2009, proprio prima dei comizi parlamentari del 2010, ha fatto sì che in quelle elezioni venisse diluito questo principio, e ora gli Stati più popolati del paese, dove di solito trionfa l’opposizione, scelgono, in proporzione, meno deputati di quegli Stati che hanno meno abitanti, esattamente dove l’ufficialismo ha più votanti.

In aggiunta, il CNE ha modificato la composizione di alcuni circuiti elettorali, in modo tale che, come denunciato da alcune ONG, quali Súmate, e dai portavoce della MUD, è diminuito il numero di deputati in alcune circoscrizioni nelle quali l’opposizione si profila come vincente, mentre ha aumentato il numero in altre dove il blocco del Governo avrebbe più chiare possibilità di vittoria. «Monagas, per esempio, è uno stato nel quale una sola circoscrizione di soli 389.000 elettori ottiene 3 deputati chavisti e in altre di 200.000 gli elettori potranno scegliere 2 deputati. Ovvero, in Monagas ci sono più diritti politici degli altri stati, dato che 250.000 elettori di 10 circoscrizioni d’opposizione con lo stesso numero di elettori potranno scegliere un solo deputato» avvisa Thays Peñalver, avvocata e analista politica.

Ciononostante, l’autrice del libro ‘La conspiración de los 12 golpe’, vede come scenario possibile che anche in questo modo l’opposizione vinca la maggioranza dei voti generali, “circostanza che lascerebbe il governo decisamente malmesso in quanto perderebbe la sua legittimità originaria e diventerebbe minoranza di fronte al resto del mondo“. “L’opposizione non perderà nelle circoscrizioni dove tradizionalmente ha vinto, può solo aumentari i voti a proprio favore; al contrario il governo può solo perderli“, aggiunge.

 

Che cambiamenti delinea una modifica delle forze nell’Assemblea Nazionale?

I sondaggi delle ultime settimane danno la maggioranza ai candidati d’opposizione. Alcuni dicono che il margine sarà di approssimativamente 23 punti percentuali, ma altri lo portano fino a 30. In ogni caso l’opposizione si posiziona come vincitrice con, almeno, la maggioranza semplice delle poltrone. Gli analisti e i portavoce dell’opposizione concordano nel segnalare che in questa occasione gli elettori faranno pesare questa vittoria al governo.

Il famoso storico e cattedratico venezuelano Elias Pino Iturrieta segnala che mai prima d’ora il popolo venezuelano aveva affrontato una situazione simile in quanto alle scelte parlamentari. Inoltre, afferma che è la prima volta che il Governo si vede così seriamente con le spalle al muro. Avverte anche che durante gli anni di Governo di Hugo Chavez c’è stata violenza, ma mai si era arrivati ai livelli odierni, dato che la leadrship chavista era indubbiamente connessa con l’elettorato: “Il Presidente Maduro e il suo partito non possono contare su questo vantaggio. Non potranno evitare ciò che sta per succedere. La vittoria dell’opposizione nelle elezioni di domenica è inevitabile e il governo ne uscirà con le mani legate“.

Per quanto riguarda le minacce del Presidente Nicolás Maduro, il quale (insinuando una repressione violenta) ha dichiarato che il chavismo colpirà le strade se l’opposizione dovese vincere la maggioranza dell’Assemblea Nazionale, Pino Iturrieta sostiene che siano solo proclami: “Si vedrà, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Neanche la violenza farà arrendere i votanti, i quali sono decisi ad esercitare il porprio diritto, perchè han capito che il voto è la via pacifica per ottenere un cambiamento. Il mio pronostico è che la vittoria dell’opposizione sarà schiacciante e di fronte a questa il governo non avrà altro rimedio che accettare il risultato, seppur contro la propria volontà“.

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Elias Pino Iturrieta: “La vittoria dei candidati della MUD sarà schiacciante”

Spicca anche il fatto che il Partito di Governo è diviso e che le minacce di alcune frange non sono condivise da tutti.

Di fatto, in un’intervista concessa ad un’emittente radio, Freddy Bernal, deputato ufficialista molto legato al Presidente Chavez dal colpo di stato del 1992, e che ha occupato diverse cariche importanti nei Governi degli ultimi 17 anni, ha dichiarato che se i candidati ufficialisti non otterranno la maggioranza, il risultato sarà accettato e i chavisti passeranno all’opposizione in Parlamento. “Questa è una dichiarazione che va tenuta in considerazione”, sottolinea Pino Iturrieta. “La nuova Assemblea darà respiro e riscatterà la civiltà per il Parlamento, per il repubblicanesimo. Ci sarà sicuramente la possiblità che i cambiamenti permettano il ritorno dei sindaci processati e rimossi dalle proprie funzioni, e che si liberino i prigionieri politici. Inoltre verrà ripristinata la funzione di controllo dell’Assemblea, che non è poca cosa”, conclude lo storico.

Peñalver è daccordo con Pino Iturrieta in quanto al ritorno della democrazia in parlamento: “Con il trionfo dell’opposizione democratica si concluderà l’Assemblea ‘casermaria’. I deputati torneranno ad avere un presidente che concederà il diritto di parola quando gli spetta e finiranno i privilegi e gli abusi ai quali assistiamo oggi. Torneranno anche a funzionare le commissioni permanenti, gli strumenti più importanti dell’equilibrio democrático, che controllano e vigilano l’uso delle risorse e il dovuto funzionamento dei poteri pubblici, e con loro, tutti le verifiche”.

In quanto al ruolo della missione di accompagnamento elettorale della Unasur, Pino Iturrieta avverte: “È arrivata in maniera trasversale, e per questo motivo è stata accettata e il CNE li invitò come partner, non riescono a riconoscere la vittoria dell’opposizione. Ha già emesso un comunicato nel quale condanna l’omicidio di un dirigente dell’opposizione in piena campagna politica. Ciò ci indica quale sarà la sua posizione. Inoltre il presidente dominicano Leonel Fernández, che presiede alla missione, non getterà alle ortiche il proprio prestigio forgiato durante la sua presidenza nella quale non solo non fu mai accusato di violenza né corruzione, ma ha governato con ampiezza e apertura”.

Ci si aspetta che questo cambiamento significhi per tutti i venezuelani la possibilità almeno, di avere una visione plurale di ciò che succede nella casa dei rappresentanti del popolo, dato che i mezzi di comunicazione sociale potranno tornare a presenziare ai dibattiti e avvicinarsi al Palazzo Legislativo, possibilità che nell’ultimo lustro l’ufficializzo aveva negato.

 

Traduzione di Manuel Marini

 

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