giovedì, Ottobre 21

Venezuela al vaglio del Mercosur field_506ffbaa4a8d4

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Le motivazioni pur assumendo sfumature democratiche ed umanitarie vengono ben presto soppiantate da argomentazioni ben più concrete e di carattere economico e politico. Innanzi tutto occorre partire dal fatto che all’orizzonte del Mercosur vi è la discussione dell’accordo di libero scambio con la Comunità Europea punto cruciale per ossigenare la propria economia interna. Le possibilità per Macri sono quelle di scalzare Maduro ed acquisire la presidenza con un anticipo di sei mesi su quanto previsto e ritrovarsi proprio la leadership nel momento dell’incontro tra i due partenariati regionali (UE e Mercosur si incontreranno il prossimo ottobre). Un’opportunità che proprio da Macri potrebbe essere guidata verso un’accellerazione delle trattative, cosa poco probabile (secondo l’entourage di Macri) in caso di leadership venezuelana. Gli analisti di Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina infatti vedono con diffidenza una gestione delle trattative da parte di Maduro, memori del ruolo del suo predecessore Chavez che con gli altri presidenti progressisti della regione (Lula e Nestor Kirchner) fece fallire il progetto ALCA. Inoltre Buenos Aires non vede l’ora di giungere a capo del Mercosur per spingere il progetto verso ovest ovvero verso una partnership con l’Alleanza del Pacifico. Un corridoio che permetterebbe a Buenos Aires di interagire con un’area ben più appetibile in termini commerciali e soprattutto ideologici e che taglierebbe fuori dai giochi di cooperazione regionale Venezuela e Bolivia (paese prossimo all’ingresso nel Mercosur). Il ‘piano B’ per l’Argentina è dato dal prolungamento della presidenza uruguayana per altri sei mesi in attesa di capire cosa avverrà a Caracas nel prossimo futuro. Magra consolazione per le ambizioni di Macri, ma che tuttavia darebbe abbastanza garanzie sulla sopravvivenza del tavolo di dialogo tra Mercosur ed Europa. Resta da dire che stravolgimenti interni alla compagine regionale non gioverebbe in termini di immagine e soprattutto sulla percezione di tale compagine quale interlocutore attendibile e affidabile in ambito internazionale. Rischio da evitare in prospettiva dell’incontro di ottobre ed ecco anche il perché della inamovibile volontà di Tabaré Vázquez nel voler ottemperare a quanto previsto dall’atto costitutivo del Mercosur. Vázquez vuole giungere il 30 luglio prossimo all’ufficializzazione del passaggio della presidenza del Mercosur al Venezuela nonostante le rimostranze di ogni paese comprese quelle degli analisti dello stesso Uruguay. Tutti temono per la stabilità dei rapporti con l’Unione Europea, ma forze nessuno ha considerato come tale presidenza rappresenti un’ulteriore redenzione internazionale per il governo di Maduro che come i suoi corrispettivi regionali, ha bisogno di consolidare i rapporti con il Vecchio Continente. Una partnership regionale che permetterebbe a Caracas di ossigenare la propria economia ed evadere dal perpetrarsi delle sanzioni finanziarie statunitensi. Infine per Caracas la presidenza vuol dire attenuare le ambizioni dell’opposizione che finirebbero con il dover attenuare la propria attitudine destabilizzatrice per far fare ‘bella figura’ all’intera regione. Intanto, in attesa della fine di luglio, il cancelliere venezuelano Delcy Rodríguez si prepara al dibattito internazionale affidandosi alla legittimità della presidenza venezuelana, un passaggio dovuto ed in linea con l’atto costitutivo dello stesso organo regionale.

 

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