domenica, Settembre 19

Veneto chiama Bruxelles: via sanzioni contro Russia I perchè delle azioni spiegati da Valdegamberi e Fallico

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Nella risoluzione Valdegamberi  -a differenza di quella del Parlamento francese, che impegna il Governo esclusivamente sul tema economico delle sanzioni-, l’elemento politico è ben evidente, nello spirito autonomista proprio del Veneto, infatti, al Governo italiano si chiede di: «condannare la politica internazionale dell’Unione Europea nei confronti della Crimea, fortemente discriminante ed ingiusta sotto il profilo dei principi del Diritto Internazionale, chiedendo di riconoscere la volontà espressa dal Parlamento di Crimea e dal popolo mediante un referendum». E il Consigliere il dato politico ce lo spiega chiaramente: il Veneto ritiene che ilprincipio di autodeterminazione dei popoli, in nome del quale è stato riconosciuto lo Stato del Kossovo  -riconoscimento che faceva comodo alla politica occidentale-, vada riconosciuto alla CrimeaProprio ragionando su Kossovo e Crimea è evidente che si sono adottati due pesi e due misure diverse. In questo caso, l’Europa ha pestato una buccia di banana, invece di tutelare i diritti dei popoli li nega. E l’Europa persevera nell’errore, Federica Mogherini, infatti, ha detto che serve inasprire le sanzioni, invece di sedersi attorno un tavolo e trovare la via per riorganizzare i rapporti tra Europa e Russia”.

La risoluzione che attende di essere approvatarichiamerà sia lo Stato italiano che l’Europa a prendere provvedimenti che vadano in questa direzione, prendendo in considerazione tre punti fondamentali: il riconoscimento dell’auto-proclamato Stato di Crimea, come è stato riconosciuto il Kossovo, la ridiscussione dei rapporti tra Europa e Russia non in via unilaterale, e il ripristino dei rapporti commerciali”. Il documento è stato firmato, dice il Consigliere, “dalle principali forze di maggioranza, ma è stata estesa anche a quelle di minoranza che vorranno aderirvi. Mi auguro venga votata anche dalle opposizioni”, a parole, infatti, il Consigliere ha riscontrato “condivisione trasversale”, “non so’ se sarà votata da tutti, ma sicuramente penso che sarà accolta dalla stragrande maggioranza dei membri del Consiglio”. Valdegamberi si spinge oltre: il riconoscimento della Crimea da parte della UE propone di subordinarlo a un “nuovo referendum in Crimea, questa volta vigilato dalla Comunità internazionale”.

La risoluzione, se approvata dal Consiglio, politicamente sarebbe molto importante, secondo il Presidente Antonio Fallico: “è un segnale che viene da una delle regioni italiane più ricche. Una voce importante come quella del Veneto penso che non possa essere ignorata, a livello politico e civile. È importante come pressione politica. Quella del Veneto in Italia, come quella della Baviera in Germania; sarebbe una novità dal punto di vista politico”, un campanello di allarme che potrebbe suonare nei corridoi di Bruxelles. Fallico, infatti, è ben consapevole che la partita si giocherà sui tavoli che definiranno il documento che arriverà al tavolo della “riunione dei Capi di Governo che dovrebbe tenersi a Bruxelles nella seconda metà di giugno, nel contesto della quale si dovrebbe decidere se prolungare ulteriormente -per un anno- le sanzioni o meno. Lì, alcuni Paesi che hanno detto di no alle sanzioni, tra cui l’Italia, dovrebbero mostrare più coraggio, e mantenere questa posizione contraria anche in sede di voto”. I presupposti, ci spiega il Presidente di Banca Intesa Russia, potrebbero esserci, l’aria a Bruxelles, sembra essere cambiata. “In questo momento, c’è molto movimento. In Germania, la Baviera si è dichiarata contraria alle sanzioni, dunque, la Germania vive una certa contraddittorietà. In Italia Renzi non ha nascosto la sua contrarietà alle sanzioni e ha manifestato la sua insoddisfazione. Questo mi fa sperare che la sua posizione sarà contraria anche quando dovrà votare, e spero che non sia il solo. Anche l’Ungheria si è dichiarata contraria, insieme all’Austria”. A queste condizioni politiche si aggiunge una situazione sul ‘terreno’ che potrebbe far gioco contro le sanzioni: “La situazione economica generale d’Europa non è per nulla brillante, così come negli USA. La crisi sistemica non si cancella semplicemente immettendo fortissima liquidità nel mercato. La strategia monetaria non è sufficiente. Secondo me, di questo c’è già consapevolezza nella Commissione Europea”. Insomma: “C’è un grande movimento che ci fa sperare che le sanzioni europee possano sparire dal primo luglio di quest’anno”.

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