sabato, Maggio 8

Venerdì Santo, tra processioni e riti sacri Venerdì Santo di diguino, di martirio, dove le donne sono protagoniste

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Le rappresentazioni del Venerdì Santo sono molto suggestive perché spesso sono ‘animate’. In alcune località si portano in processione le statue che insieme al corteo umano si fermano in alcuni luoghi cittadini, che rappresentano le varie stazioni della via Crucis, ma, in molte città, questo rito è vivo.

A Teramo, ad esempio, la Madonna addolorata che cerca il figlio morto è un lungo pellegrinaggio attorno a sette chiese, a seguire, alle prime luci dell’alba si apre un corteo, al quale partecipano principalmente donne vestite di nero a simboleggiare il lutto, tutti i partecipanti alla processione seguono un uomo che porta la croce e tengono in mano delle candele per rendere ancora più suggestiva l’atmosfera tragica del Venerdì Santo. Finalmente la Madonna trova suo figlio morente e rientra in chiesa. Nella tarda serata del venerdì inizia la processione del Cristo morto. La processione inizia con un uomo incappucciato (pare che l’identità debba rimanere ignota) che porta la croce dalla quale pende un drappo bianco, il sudario di Cristo, la processione è seguita da donne vestite di nero che reggono i simboli della passione, e anche alcune bambine, anche loro vestite a lutto che rappresentano i dolori della Vergine.
Nella processione teramese del venerdì le bambine hanno un ruolo importante, oltre le sette di cui parlavamo prima, nel corso della processione si potranno incontrare la Veronica, una bimba vestita di nero, e la Maddalena, anche lei una piccolina completamente vestita a lutto.

A Politena, in Calabria, la mattina del Venerdì Santo dal Duomo appare un uomo (anche in questa tradizione il nome e il volto dell’uomo devono essere sconosciuti). Il fedele indossa una tunica rossa e una parrucca bionda e deve portare in processione la croce. Il fedele che impersona Gesù inizia il suo cammino seguito da tantissimi fedeli e dalla statua della Madonna Addolorata che, prima di seguire il figlio, rimane sul sagrato del duomo, dove vengono intonati degli inni sacri.
Il Sabato Santo trascorrerà tra preghiere e riti religiosi non molto suggestivi, nella maggior parte dei casi si veglia il sepolcro, una giornata quasi di calma, di riposo, prima della festa della domenica.

In molte località la domenica di Pasqua la Resurrezione avviene nella piazza principale del paese.

Di norma avviene così: Gesù Risorto e la Madonna addolorata percorrono la città in sensi di marcia diversi, s’incontreranno intorno a mezzogiorno nella piazza principale. La madre e il figlio si mandano dei messaggi grazie a dei ‘messaggeri’ uomini e bambini che portano delle bandiere, Gesù annuncia la sua resurrezione, la Madonna racconta il suo dolore. Alla fine la Vergine capisce che suo figlio è vivo, così si toglie il suo mantello nero lasciando spazio ad un manto azzurro.
In alcuni paesi del sud all’apertura del manto vengono legate alcune scaramanzie. Se le donne che portano la Vergine riescono a far cadere il manto nero con un colpo solo l’anno andrà bene e si inneggia a San Giuseppe altrimenti, se il manto non si riesce a togliere, l’anno sarà sciagurato per l’econimia del paese. Alla fine madre e figlio si abbracciano a mezzogiorno in punto. E’ arrivata la Pasqua.

 

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