sabato, Maggio 8

Vendita di armi, i numeri spaventosi di un mercato sempre vivo

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Che i Paesi campino di guerre è ormai risaputo. A sostenerli le industrie militari, in particolare delle armi. A farla da padrone gli Stati Uniti, che con il cambio della guardia da Barack Obama a Donald Trump hanno visto rinnovare gli impegni con diversi Stati.

La nuova amministrazione infatti ha deciso di sbloccare la vendita di una nuova partita di armi sofisticate a Taiwan, originariamente stanziata da Obama. Secondo ‘Free Beacon‘, si parla di materiale per 1 miliardo di dollari. ma non è tutto, perché Trump ha smentito poco prima la precedente amministrazione confermando anche il sostegno in armi all’Arabia Saudita. Secondo alcuni osservatori  il cambio di strategia è il segnale di un nuovo approccio degli Usa al conflitto yemenita e di un riavvicinamento all’alleato arabo in chiave anti-iraniana. E poi gli affari sono affari.

Tra le grandi nazioni che esportano armi anche l’Italia, che nel settore ha diverse aziende leader. E proprio in questi giorni è arrivato l’appello di Amnesty International, secondo cui anche Roma sta fornendo armi all’Arabia Saudita e agli altri membri della coalizione che combatte in Yemen, il tutto «violando il diritto nazionale ed internazionale». Tra le norme violate, dice l’organizzazione, «ci sono quelle stabilite nel Trattato sul commercio delle armi a cui l’Italia ha aderito proprio per prevenire la sofferenza umana dovuta ad uno commercio sconsiderato e senza regole, oltre alla legge italiana 185 del 1985 che vieta espressamente la vendita di armi a paesi coinvolti in conflitti armati». Noi intanto vi mostriamo un servizio particolarmente esaustivo del commercio mondiale di armi.

(video tratto dal canale Youtube di Business Insider)

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