giovedì, Ottobre 28

Vegetariani, vegani, carnisti di ritorno

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Amati, odiati, mangiati‘ libro di Hal Herzog, uscito in Italia nel 2012, riecheggia fortemente nel titolo il contemporaneo ‘Perché amiamo i cani, indossiamo le mucche, mangiamo i maialidi Melanie Joy. E in effetti analoghe sono le domande che entrambi gli autori si pongono, alla ricerca del  bandolo della matassa intricata dei nostri comportamenti scombinati, schizofrenici, dissociati che ci portano a trattare come un principino il nostro cane e a lasciare con indolente indifferenza che il maiale venga scannato nel più turpe dei modi. Pur compiendo un percorso investigativo nella psiche umana per certi versi coincidente, i due autori, entrambi per l’appunto studiosi di psicologia,  pervengono a conclusioni fortemente divergenti, lei ad abbracciare uno stile di vita vegano, lui a santificare quella virtù che per definizione sta nel mezzo e quindi a perorare il  consumo di ogni prodotto di origine animale, però in modo moderato, senza esagerare.

Lasciando per il momento ad altri contesti una disamina completa delle argomentazioni, in questa sede è utile entrare nel merito di una ricerca di cui il suddetto Herzog parla diffusamente nel suo libro, ricerca che lui usa senza sconti a sostegno delle sue tesi per cui è bene mangiare carne senza eccedere: si tratta del fenomeno degli onnivori di ritorno, di coloro cioè che, dopo avere per un periodo di tempo variabile praticato una dieta vegetariana  o vegana, ritornano baldanzosamente al loro precedente carnismo: è utile farlo anche perché l’argomento è a quanto pare di attualità,  affrontato e amplificato  nel numero di aprile 2016 della rivista di psicologia e neuroscienze ‘Mente  e Cervello, il chè testimonia di  un fenomeno in atto, o forse due: l’uno riferito ad una dinamica che induce vegetariani e vegani a ritornare sui propri passi alimentari«Hanno visto la luce e ricadono nel peccato», nelle sarcastiche parole di Herzog- e un’altra che induce ad usare mediaticamente il fenomeno per una denigrazione, variegatamente dissimulata, del multicolore universo animalista, polarizzato sulle proprie tesi ‘con fervore religioso’.

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