giovedì, Maggio 13

VEGA: faccia a faccia con le onde gravitazionali Ecco cos'è il progetto VEGA, e il laboratorio spaziale per l'osservazione delle onde gravitazionali

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La missione è stata realizzata con un importante contributo italiano, sia scientifico che tecnologico. I sensori inerziali, strumenti di alta precisione di fondamentale importanza per la sonda, sono stati realizzati dall’Agenzia Spaziale Italiana con prime contractor industriale CGS (Compagnia Generale per lo Spazio) su progetto scientifico dei ricercatori dell’Università di Trento con a capo il Principal Investigator Stefano Vitale, dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). Alla missione partecipa Selex ES con il sistema di micro-propulsione a gas freddo.

Per quanto riguarda il lancio che porterà LISA in orbita, è il sesto di VEGA. Il primo è stato nel febbraio 2012.

Il progetto di VEGA ha visto la luce in Italia ed è uno dei fiori all’occhiello della nostra industria. La società ELV (costituita al 70% dal gruppo AVIO e al 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana) è responsabile del lanciatore nel suo complesso, mentre il gruppo AVIO è responsabile dello sviluppo e realizzazione dei quattro stadi.

Il progetto del lanciatore VEGA è nato in Italia e in seguito è stato fatto proprio dall’Agenzia Spaziale Europea. L’Italia ha sostenuto il programma di sviluppo con il 65% dei finanziamenti, seguita dalla Francia con circa il 12,5%. Allo sviluppo di VEGA hanno partecipato con quote minori anche Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi. VEGA è un lanciatore in grado di portare un carico utile, cioè un satellite, di massa tra i 300 e i 1500 Kg, destinato a un’orbita polare bassa, cioè un’orbita inclinata di 90° rispetto all’equatore, a una quota di 700 km. Le dimensioni di VEGA sono di circa 30 metri di altezza (contro gli oltre 50 metri dell’Ariane 5), per una massa al lancio di 128 tonnellate (contro le 710 dell’Ariane 5). Diminuendo l’inclinazione dell’orbita richiesta e mantenendo la medesima quota, VEGA può lanciare carichi utili più pesanti, mentre diminuendo il carico utile può raggiungere quote maggiori.

VEGA è composto di tre stadi a propulsione solida, cui è affidato il compito di vincere la forza di gravità, e uno stadio addizionale a propulsione liquida, tra il terzo stadio e il satellite da lanciare, che controlla l’assetto del lanciatore, la sua traiettoria, il rilascio del satellite e il rientro nell’atmosfera dell’ultimo stadio. I primi tre sono chiamati rispettivamente P80, Zefiro 23 e Zefiro 9, permettono al lanciatore di raggiungere la quota desiderata, il quarto, chiamato AVUM, ha il compito di rilasciare il carico.

Dal punto di vista industriale i ruoli chiave sono giocati da società italiane: oltre la ELV, vi sono altre società nazionali. Avio è  responsabile dello sviluppo e realizzazione dei quattro stadi, tre a propellente solido e l’Avum a propellente liquido. Il primo stadio, P80, è il più grande motore monolitico mai realizzato con la tecnologia Filament Winding. Infine, VITROCISET è responsabile della realizzazione del segmento di terra, dalla torre di lancio al banco di integrazione e test. Al programma -rileva l’Asi- partecipa anche Telespazio che supporta i servizi di lancio da Kourou e fornisce sistemi software sia per il lanciatore che per il centro di controllo; Thales Alenia Space ha sviluppato il trasponditore per telemetria, traiettografia e comando in banda X, che agirà come unica interfaccia tra il satellite e la stazione di terra.

Un sistema, insomma, che non solo porta l’Italia ad un’autonomia dei lanciatori, ma dà molte opportunità industriali a coloro che vi partecipano.

 

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