sabato, Dicembre 4

VEGA: faccia a faccia con le onde gravitazionali Ecco cos'è il progetto VEGA, e il laboratorio spaziale per l'osservazione delle onde gravitazionali

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Sarebbe dovuto partire oggi, alle 5:15 ora italiana, dalla base di lancio europea di Kourou, il vettore VEGA con a bordo il satellite Lisa Pahfinder. Ma un’ora prima del momento zero il conto alla rovescia è stato interrotto. Nonn si esclude che il lancio possa avvenire domani, prima finestra utile. Niente di grave, dicono dalla base.

Il sistema, una volta lanciato, viaggerà per un milione e mezzo di chilometri fino a posizionarsi al punto di Lagrange 1, una posizione di equilibrio gravitazionale virtuale da cui avrà luogo la missione, realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Si tratta di un’operazione che ha il compito di aprire la strada alla costruzione di un osservatorio delle onde gravitazionali che dovrebbe essere pienamente compiuto entro il 2034 con il lancio della missione e-Lisa. «A questo punto, se ci sono, come la teoria di Einstein prevede, difficilmente potranno passare inosservate» dice in un comunicato il Presidente dell’ASI, Roberto Battiston. E ha aggiunto: «Le onde gravitazionali sono l’ultima frontiera dell’astrofisica, la traccia a tutt’oggi inafferrabile della forza più elusiva che permea il nostro Universo. Elusiva al punto che solo quando da tranquille onde diventano veri e propri tsunami  -a seguito di eventi gravitazionalmente catastrofici come, per esempio, la collisione fra due buchi neri- possiamo sperare di registrarne le increspature. E il sistema messo a punto dall’Agenzia Spaziale Europea sembra aver tutte le carte in regola per riuscirci».

LISA Pathfinder è il precursore tecnologico dell’osservatorio spaziale di onde gravitazionali pianificato dall’Esa come terza grande missione nel suo programma scientifico Cosmic Vision. In particolare, la sonda intende mettere alla prova il concetto di rivelazione di onde gravitazionali dallo spazio dimostrando che è possibile controllare e misurare con una precisione altissima il movimento di due masse di prova (in lega d’oro e platino) in una caduta libera gravitazionale quasi perfetta, che verrà monitorata da un complesso sistema di laser.
L’Optical Metrology Subsystem, così si chiama il sottosistema di LISA Pathfinder al quale spetterà il difficile compito di registrare il passaggio di onde gravitazionali misurando con un laser lo spostamento di due cubi d’oro-platino l’uno rispetto all’altro, nei test a terra ha dimostrato di poter raggiungere una precisione di due picometri: ovvero, due miliardesimi di millimetro. Precisione sufficiente a registrare, nel tessuto dello spazio, increspature come quelle attese dallo scontro fra corpi celesti di enorme massa. Eventi che, calcolano gli scienziati, dovrebbero indurre nei cubi di LISA Pathfinder spostamenti nell’ordine del picometro  -un centesimo della dimensione media di un atomo. Questo per ciò che riguarda la misura della variazione nella distanza fra le masse di test, i due cubi d’oro-platino. Quanto alla deviazione angolare del raggio laser al quale spetta di tenerli sotto controllo, qui l’accuratezza arriva a un centesimo di miliardesimo di grado. Subito dopo il lancio, Lisa Pathfinder è stata posizionata in un’orbita di parcheggio transitoria e leggermente ellittica. A questo punto, la sonda utilizza i suoi propulsori per raggiungere la posizione finale ad una distanza dalla Terra di circa 1.5 milioni di chilometri in orbita intorno al primo punto di Lagrange, momento di equilibrio gravitazionale tra Sole e Terra.

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