mercoledì, Ottobre 27

Vauro Senesi, comunista così 40

0

vauro

 

Parlando ieri  con Vauro Senesi, mi tornava in mente quella canzone di Vasco Rossi. La prima famosa, quella che cantò ubriaco a Sanremo, che parlava del Messico e di lui che voleva andarci. Voleva andare a vedere se è come dice il droghiere, ma io aggiungo il barista,  il collega informato, la tv, il web.

L’opposizione non c’è, c’è un opposizione in Italia? La vedi? Allora dimmi qual è, avanti!“. Cerco di ribattere che c’è un’opposizione, ora come ora, che sbarra fieramente la strada alle riforme … “Ah, le riforme, già. La sinistra che fa le riforme con Berlusconi. Bello, molto bello“.

Ma Grillo… “Grillo? Lui e quell’altro  spaventapasseri che sono andati in America a prender ordini e fare affari da miliardi? Una manfrina, diobono. Servono solo a incanalare la protesta in una strada che non sia pericolosa, una strada con le falci e i martelli, hai presente?

Ecco che finalmente compare il convitato di pietra, il vecchio Karl Marx. Sì, ho presente. Ma se nel 2013 invece del 25 prendeva il 28 percento dei voti a quest’ora il Premier era un pentastellato. Che ne so,  Vito Crimi, o Luigi Di Maio. O Paola Taverna.
Macchè, tutta una manfrina, ti dico, una manovra a tavolino. Grillo non andrà mai al governo, te lo dico io“.

Vasco Rossi fa capolino. Vorrei andare a vedere cosa è successo nei palazzi del potere, ascoltare le telefonate tra Italia, Germania, Francia, Stati Uniti, quelle decisive.

L’Europa sarebbe anche una buona idea, solo che non c’è nemmeno lei, c’è una bandiera un po’ scipita e una moneta. A me le bandiere non mi commuovono, per me anche il tricolore lasciamo perdere va’. L’inno italiano poi, il Va’ pensiero ce lo siamo fatto fottere dalla Lega e c’è rimasto l’inno più brutto del mondo. Ma il punto son le banche. Va bene tutto, anzi va male tutto, ma la politica fatta dalle banche quella no, diobono. La Grecia ora sta meglio di noi, ce la sta facendo da sola senza sottostare ai diktat della Troika. E la Spagna? Ora arranca pure lei, ma le riforme di Zapatero ancora reggono, per fortuna loro!

Torna Vasco Rossi. Sarà proprio così? Non sono mica tanto convinto che in Grecia stiano meglio, ora. Ci sarebbe da andare a vedere, anche in vacanza magari, ma con gli occhi aperti.

Eh, appunto, le riforme. Mi sa che dovremmo farle anche noi ste benedette riforme prima di ogni cosa, no? “Bravo, le riforme. Ma non quella del Senato, che così diventa  incontrollabile oltre che inutile. E poi son discorsi inutili, tutti. Da noi comandano mafia e camorra. Prima c’era la Democrazia Cristiana, che manteneva i rapporti con un certo equilibrio. Ora sono direttamente al potere, questi, in giacca e cravatta.  Che vuoi sperare più? Che riforme vuoi fare?

Insomma, tocca rimpiangere Andreotti. “Ai tempi di Andreotti in Italia la politica si faceva. Madonnina che mi fai dire? Ora mi metto a difendere Giulio Andreotti, Belzebù in persona. Ma Belzebù lasciamelo dire, c’aveva du palle così. La sinistra era sinistra, la destra destra e tutto aveva una sua logica. Comprese le bombe e le stragi. Tutto era chiaro, a saper leggere le cose con un minimo di comprendonio. Oggi ci vogliono far credere che destra e sinistra non ci sono più, e il bello è che è giusto, non ci sono più per davvero. Chi è che voleva confonder le acque qualche decennio fa, era socialista e poi diventò capo con le camicie di un altro colore?

Mussolini? “Ecco bravo, proprio lui. Ma a me non m’incantano. Io so’ nato comunista e resto comunista. Come diceva quello del film? Comunista così!

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->