mercoledì, Dicembre 1

Vaticano: Giovanni XXIII, il Papa che scongiurò il disastro nucleare Il Pontefice che si mise tra i due blocchi

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Oggi, è in programma, in Vaticano, l’ inizio di un convegno, promosso dalla Santa Sede circa il disarmo nucleare. Le recenti minacce intercorse tra Stati Uniti e Corea del Nord sembrano riecheggiare un’ altra crisi: quella dei missili a Cuba, uno dei momenti di maggior tensione di tutta la Guerra fredda, durata ben tredici giorni – tra il 15 e il 28 ottobre del 1962 – tra Stati Uniti e Unione Sovietica. 

Il 22 ottobre 1962, il Presidente degli Stati Uniti d’America, John F. Kennedy, infatti, denunciò alla Nazione che sull’ isola Cuba era in corso l’ installazione di missili sovietici e che erano in viaggio, in procinto di giungere sull’isola, alcune navi dell’ URSS con a bordo le testate nucleari pronte ad essere montate sui vettori puntati sugli USA. Kennedy impose un blocco navale militare a 800 miglia dall’isola. Ciononostante, le navi sovietiche continuarono la loro navigazione.

A questo punto fu il Papa a prendere in mano la situazione. Il 25 ottobre successivo, alla Radio Vaticana, Giovanni XXIII rivolse «a tutti gli uomini di buona volontà» un messaggio in lingua francese, che era stato già inviato agli ambasciatori degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica: «Alla Chiesa sta a cuore più d’ogni altra cosa la pace e la fraternità tra gli uomini; ed essa opera senza stancarsi mai, a consolidare questi beni» e proseguiva:  «A questo proposito, abbiamo ricordato i gravi doveri di coloro che portano la responsabilità del potere. Oggi noi rinnoviamo questo appello accorato e supplichiamo i Capi di Stato di non restare insensibili a questo grido dell’umanità. Facciano tutto ciò che è in loro potere per salvare la pace: così eviteranno al mondo gli orrori di una guerra, di cui nessuno può prevedere le spaventevoli conseguenze».

«Continuino a trattare» – esortava Papa Roncalli- «Sì, questa disposizione leale e aperta ha grande valore di testimonianza per la coscienza di ciascuno e in faccia alla storiaPromuovere, favorire, accettare trattative, ad ogni livello e in ogni tempo, è norma di saggezza e prudenza, che attira le benedizioni del Cielo e della terra».

Questo messaggio  convinse il leader sovietico Nikita Kruscev a far invertire la rotta alle navi. In data 15 dicembre 1962, infatti, pervenne al Papa un biglietto di ringraziamento da parte di Kruscev che recitava: «In occasione delle sante feste di Natale La prego di accettare gli auguri e le congratulazioni… per la sua costante lotta per la pace e la felicità e il benessere». Nel video, il discorso di Papa Giovanni XXIII in occasione della pubblicazione della sua enciclica «Pacem in Terris», dell’aprile del 1963, certamente ispirata a quanto era accaduto pochi mesi prima.

(Video tratto dal canale Youtube JPIC Roma)

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