mercoledì, Dicembre 1

Vaticano: Francesco e la sua battaglia contro le armi nucleari Possibile mediazione con la Corea del Nord?

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Durante la Guerra Fredda, qual’ era stata la posizione del Vaticano riguardo alle armi nucleari?

E’ un’ idea che non trova nemmeno in Pio XII. Quando si parla di ‘guerre Stellari’, bisogna distinguerne due. Il Muro di Berlino cade a causa delle Guerre Stellari perché l’ Unione Sovietica non ce la fa a rincorrere Reagan e, a sua volta, Reagan rovina le finanze americane perché indebita gli Stati Uniti, fino a che giapponesi, cinesi non si comprano buona parte del suo debito estero. Tutto parte dal famoso ‘riarmo’ che, però, mette in ginocchio l’ Unione Sovietica che non riesce a stare dietro all’ America nella ‘guerra stellare’, quel sistema laser che avrebbe dovuto  bloccare i missili sovietici. Dall’ altra parte, c’è l’ elezione di un Papa polacco che è stata, secondo molti, la prima crepa nel muro di Berlino. Sono vere entrambe le cose, ma sono due ‘guerre stellari’ diverse: da una parte ci sono le legioni angeliche, cioè il fatto spirituale che fa sollevare i popoli dell’ Est contro il comunismo, ossia contro quell’ ideologia nata per difendere gli stessi popoli dal potere. I popoli, sentendosi traditi, si ribellano. Dall’ altra parte, la ‘guerra stellare’ di Reagan che porta l’ Unione Sovietica al collasso. Nel momento in cui Gorbaçev liberalizza non solo l’ economia, anche la politica, l’ Unione Sovietica crolla non riuscendo a superare la prova della democrazia. Il tutto grazie all’ abilità di entrambi gli attori sulla scena: Reagan, attore di professione, e  Giovanni Paolo II, attore per passione. Tra loro, una sinergia non tanto grande quanto la si immagina.

Se si pensa alla crisi missilistica del 1962, quando Papa Roncalli, con il suo radiomessaggio, soffia nell’ etere il suo messaggio, l’ appello non cade inascoltato e contribuisce a fermare le navi di Cruscev, che era molto interessato ad assecondare il Papa e il pacifismo per portare dalla sua parte la Chiesa cattolica non per favorire una liberalizzazione del Cattolicesimo all’ interno del blocco comunista di Varsavia, ma per avvicinare il Terzo mondo. D’ altro canto, Kennedy con il suo ultimatum “se avanzate è guerra”, ha messo con le spalle al muro Cruscev. Giovanni XXIII era un’ anima contadina, quindi molto radicata in terra, la cui percezione del demonio era molto meno forte di quella che ha Bergoglio. Nessun Papa ha mai sentito così vicine la fine del mondo e la presenza del demonio quanto Francesco. Se noi non ci poniamo all’ interno di questa lettura ‘demoniaca’ della Storia, non capiamo Francesco. Lui vede davvero il ‘Drago a sette teste’ nelle testate multiple che partono da Pyongyang. Anche Roncalli aveva questa percezione, ma la sua cultura contadina gli impediva questo tipo di suggestioni.

Qual è l’ obiettivo di questo Convegno, organizzato dalla Santa Sede?

Oggi il Papa ha giocato una sorta di partita di calcio, il suo mondiale. Ha schierato undici nobel. Il suo problema è ‘qualificarsi’. Il famoso bando delle armi nucleari è stato firmato, il 7 luglio, da 122 Stati, ma per entrare in vigore deve essere ratificato dal almeno 50 Stati. E’ stato ratificato da Santa Sede, Guyana e Thailandia. Quello di oggi è stato un modo per fare pressing sui governi affinché ratifichino. Non costa niente ai governi ratificare perché quanti accordi internazionali sono stati sottoscritti e poi non sono stati rispettati. Però, questi trattati pongono un principio: come ricordato oggi da Bergoglio, dichiarano l’ illegalità di queste armi. A rigore, quindi, chi li firma dovrebbe, il giorno seguente, smantellare il proprio arsenale, ma di fatto nessuno lo fa come è successo per altri tipi di armi. Perché il Papa fa questo pressing se poi rimane solo un fatto formale? Perché la storia della Chiesa insegna che la ‘Parola di Dio’ cambia il mondo, ma anche la ‘parola degli uomini’, quando si cristallizza facendosi norma, pone dei principi e, silenziosamente, il diritto lavora nell’ immaginario dell’ umanità. Si pensi alla ‘Conferenza sulla pace e sulla sicurezza in Europa’ degli anni ’70 quando l’ Unione Sovietica sottoscrisse una serie di principi che mai avrebbe rispettato. Eppure il Cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato Vaticano, mi spiegò che quei principi firmati e sottoscritti, come una sorta di “zeppa nell’ ingranaggio”, in qualche modo, misero in contraddizione o comunque diedero adito a poter mettere in contraddizione l’ Unione Sovietica. Questo è il vantaggio del diritto. Ecco perché il Papa vuole che il trattato venga ratificato e che tutti gli Stati possessori di armi nucleari, lo sottoscrivano. In questo modo, nonostante continueranno ad avere le armi nucleari, avranno firmato un trattato internazionale. Il diritto pone dei principi, delle contraddizioni. Questa è un’ idea che da sempre caratterizza la diplomazia vaticana.

A margine dell’ inaugurazione del Convegno sul disarmo, il Cardinale Turkson, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha, in queste ore, dichiarato: «Stiamo già parlando con alcuni membri della Conferenza episcopale coreana per vedere come si può entrare in contatto con il regime della Corea del Nord». Il Vaticano può riuscire nell’ intento?

Pyongyang è davvero un universo chiuso. La Corea del Nord è uno Stato teocratico: per i nordcoreani, Kim Yong-Un è un dio e quindi non potrebbero mai accettare i rappresentanti di qualsiasi altra religione. Il dialogo si potrebbe porre con la Corea del Nord non sul piano diplomatico, ma su quello inter-religioso in quanto si considerano anche una religione. Niente a che vedere con la crisi cubana.

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