lunedì, Giugno 21

Valls, En Marche! stoppa la sua candidatura

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In Kosovo votata la sfiducia al governo di Isa Mustafa. La mozione era stata proposta dai gruppi parlamentari Iniziativa per il Kosovo, Alleanza per il Futuro del Kosovo e Movimento Autodeterminazione ed è stata appoggiata dal Partito Democratico del Kosovo, partner di coalizione al potere con la Lega democratica del Kosovo. Ora elezioni parlamentari anticipate potrebbero essere organizzate entro 30 o 45 giorni e la data sarà decisa nei prossimi giorni.

Problemi anche in Austria, dove si è dimesso il vice cancelliere e segretario del partito popolare Oevp, Reinhold Mitterlehner. In una conferenza stampa ha definito «paradossale il doppio ruolo di forza di governo e di opposizione» nel quale si troverebbe il suo partito: «Non sono qui come fermata a richiesta, in attesa di un successore», ha detto riferendosi al suo collega di partito e ministro degli esteri Sebastian Kurz.

Passiamo all’Iran, dove l’ayatollah Sayyed Ali Khamenei ha lanciato un nuovo messaggio: «I nemici dell’Iran stanno cercando di creare insicurezza e sedizione nel Paese». Ha chiesto alla Nazione di ‘vigilare’ ma ha anche ricordato che la Repubblica islamica è stata capace di «creare un ambiente sicuro in una regione ricca di tensioni e in un mondo pieno di frenesia», sottolineando che i nemici cercano di allontanare questa situazione positiva dalla nazione iraniana. Per Khamenei, «l’obiettivo a breve termine del nemico è quello di interrompere il clima di sicurezza e provocare disordine e sedizione nel Paese. Se si è disposti ad affrontare questo complotto si sarà certamente in grado di neutralizzarlo».

In India un ufficiale dell’esercito è stato sequestrato ed ucciso da miliziani combattenti nello Stato di Jammu & Kashmir dove si era recato per partecipare ai festeggiamenti per un matrimonio. L’ufficiale è stato rapito la notte scorsa da un commando di cinque o sei uomini armati dalla casa di suoi parenti nel distretto di Shopian. Il suo corpo è stato rinvenuto nell’area di Harmain.

Si aggrava l’epidemia di colera, partita lo scorso ottobre in Yemen.  In meno di un mese e mezzo, sono 780 i casi registrati, secondo Medici senza Frontiere (Msf) che lancia un allarme per potenziare l’assistenza internazionale nel Paese, vittima della guerra civile. «Siamo preoccupati che l’epidemia continui a diffondersi e vada fuori controllo», ha detto Shinjiro Murata, capo missione di Msf in Yemen.

In Israele invece chiude il telegiornale ‘Mabat‘ della televisione statale. La decisione è del governo, che la settimana prossima lancerà un nuovo ente pubblico di radio-trasmissioni, ‘Kan‘. «Non solo ci hanno ucciso ma adesso ci seppelliscono come fossimo un asino. Questo è un momento di vergogna per il governo», ha denunciato uno degli anchorman, Yaakov Achimeir. Inoltre da oggi cessano anche i programmi di radio Gerusalemme.

Passiamo al Venezuela, dove l’Ovcs fa sapere che dall’inizio dell’ondata di proteste antigovernative, 44 persone sono morte e quasi 2 mila sono state arrestate dalle forze di sicurezza. Il numero di vittime sono 36. In quanto agli arresti, secondo il Foro Penale Venezuelano (Fpv) 1991 manifestanti sono stati fermati in queste settimane dalle forze dell’ordine, dei quali almeno 635 sono ancora detenuti.

Chiudiamo con l’Afghanistan, dove almeno sette persone sono morte ieri sera nella provincia occidentale di Herat quando il veicolo su cui viaggiavano ha urtato una mina nascosta sul bordo della strada. Le vittime dell’attentato per ora non rivendicato appartenevano tutte alla stessa famiglia. Fra di esse, anche due donne e tre bambini.

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