mercoledì, Maggio 12

Vale tutto

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Dinnanzi alla ennesima ripetizione di brogli alle Primarie del Partito Democratico per il sindaco di Napoli, come già seppure in maniera inferiore cinque anni fa, dinnanzi al patetico ingrossamento dei dati di affluenza delle analoghe consultazioni romane, dinnanzi all’incombente carnevalata pure romana fissata (forse) per il prossimo sabato 12 marzo dal centrodestra al fine di ‘incoronare’ come candidato Guido Bertolaso in titanica lotta solitaria, dinnanzi a tutto questo rimane ormai un’unica considerazione. Come in certi giochi da bambini, dove ad un certo punto uno grida «Vale tutto», non ci sono più regole da rispettare, quel che succede, succede. In politica, certo, ma non solo.

Antonio Bassolino, candidato soccombente sotto il Vesuvio, ha fatto ricorso dopo che oltre ai comportamenti più che disinvolti dei suoi sodali di partito sono stati rilevati anche gli interventi di ex esponenti della coalizione avversa postisi a presidio di seggi delle primarie. Le immagini mostrate dalla meritoria ‘Fanpage.it’, che già per prima aveva cominciato a scoperchiare l’indigeribile minestrone, evidenziano come a Scampia tal Claudio Ferrara, assessore dell’VIII Municipalità, candidato anche alle politiche del 2013 con Berlusconi quindi ritiratosi dopo l’esclusione di Cosentino, ed assieme a lui Giorgio Ariosto, candidato nel 2011 con la sigla del Pid, diano a più persone l’euro di obbligatoria sottoscrizione, spia di evidentemente ben più consistenti dazioni. Lo stesso Ariosto è poi presente la sera stessa ai festeggiamenti nel comitato della candidata vincente, Valeria Valente. Dati e filmati sinora resi pubblici potrebbero non essere gli unici, e neppure i più compromettenti. Nota per l’appunto tra l’altro Bassolino nel suo ricorso come oltre alle ‘interferenze’ di esponenti del PD «(…) nel caso del seggio 62 emergono chiaramente (…) modalità di controllo dell’ambiente antistante al seggio tipiche delle organizzazioni criminali, in una zona (Scampia), dove notoriamente è elevata la presenza camorristica e forte il controllo del territorio da parte dei clan». Gravissimo, certo, ma a rischio controquerela dei responsabili della criminalità organizzata: «Delinquenti d’accordo, ma paragonarci a quegli scalzacani del PD è troppo…». La situazione è in ogni caso talmente fuori controllo che addirittura un senatore del PD partenopeo, Vincenzo Cuomo, rimane esterrefatto: «Nessuno immaginava che dopo il disastro del 2011 osassero tanto, pensavamo fosse stata una lezione. Quelle primarie furono annullate per fatti molto meno gravi, dei cinesi in fila. Tutto ciò che questa volta il video mostra, non solo indigna ma mortifica la miseria di chi è costretto a prestarsi a tale mercimonio ed offende gli onesti militanti. I lupi perdono il pelo, non il vizio». Comunque, al momento, ricorso respinto. Tutto a posto.

Risalendo (geograficamente) a Roma, e sempre in ambito PD, schede bianche e nulle sarebbero state gonfiate a dismisura per far crescere l’affluenza apparente. La conferma della ‘manipolazione’ arriverebbe addirittura da un dirigente del partito. Secondo l’ufficialità ai seggi si sono presentate 47.317 persone: con ben 2.866 schede bianche ed 843 nulle, il 7,8% dei voti totali, francamente del tutto fuori norma tanto più per una consultazione su base volontaria. Sempre nella Capitale c’è poi l’incombente ‘farsa italia’ messa in piedi per cercare di dare una qualche legittimità alla periclitante candidatura del povero Bertolaso. La ‘sfida a se stesso’ farebbe ridere, non facesse piangere, e non fosse lo stesso Silvio Berlusconi, che continua a difenderlo ma non più ad apprezzarlo, a delegittimarlo sibilando in un momento di particolare irritazione «E’ talmente stupido che anche nel concorso per l’uomo più stupido del mondo arriverebbe secondo». Forse, a questo punto, si potrebbe davvero cominciare a sospettare che il ‘complotto’ per far salire al Campidoglio il Movimento Cinque Stelle non sia più solo un’efficace battuta.

Certo, tutto considerato e tralasciando episodi ‘minori’ la conclusione non può essere che occorra eliminare, o più pudicamente ‘superare’, le primarie che sono comunque strumento per quanto imperfetto di democrazia. Anzi, sarebbe finalmente il momento di regolamentarle per legge. Quello che colpisce è piuttosto l’impazzimento generale, a tutti i livelli, di cui questi episodi sono la spia, e di cui la politica è solo uno degli ambiti. Con, giusto per cogliere fior da fiore, Rita Dalla Chiesa che riscopre un grande classico, esigendo l’esecuzione degli assassini di Luca VaraniÈ aberrante quello che è successo. Se chiedessi la pena di morte per questi maledetti mostri, la cosiddetta ‘intellighenzia’ mi darebbe addosso. Bene, fatelo, fatelo tutti, perché io questa volta la vorrei. Fortissimamente la vorrei»), il padre di uno dei due omicidi che si precipita da Bruno Vespa per raccontare che ragazzo meraviglioso sia il figlio, Mario Adinolfi che proclama con certezza come i due delinquenti abbiano voluto colpire un rappresentante del popolo della famiglia (con o senza virgolette), Francesco Storace che intende perseguitare tutti gli indiani per risolvere la questione dei nostri Marò e chi più ne ha più ne metta… Davvero l’impressione, nel delirio avanzante sui più diversi fronti, è che ormai se vale tutto in realtà non vale più niente, e ci sia una sola regola: nessuna regola.

 

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