venerdì, Gennaio 28

Vaccino: perchè l’obbligo non regge Articolo 32 della Costituzione: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Se un cittadino italiano, per la sua propria dignità umana, non vuole farsi vaccinare, si possono fare tutte le leggi che si vuole, quello ha diritto a non vaccinarsi

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Covid-19: credo che ci vorranno anni prima che si riesca finalmente ad uscire dalla continua ‘discussione’, quasi sempre astiosa e polemica, su vaccino, passaporto (non green-pass!), richiamo (non booster) e obbligo di legge, obbligo vaccinale più coerente e meno contraddittorio di un provvedimento come la certificazione o passaporto verde, che ‘di fatto obbliga, ma non obbliga’ e che, altra stranezza, lascerebbe indenne lo Stato da ogni eventuale responsabilità.
Uffa!

Cominciamo da quest’ultima cosa, che ho sentito ripetere anche da un non vaccinato ammalato, prono e cosparso di tubi, affermava: a. che lo Stato non risponderebbe per gli eventuali danni e quindi lui era contrario al vaccino; b. che per ‘senso di responsabilità’ verso la famiglia non si era vaccinato, né si sarebbe vaccinato, per risparmiare alla famiglia i rischi delle possibili conseguenze della vaccinazione. Di fronte ad un discorso simile, non vedo cosa si posa rispondere, salvo il ricovero alla neurodeliri. Spero che quel tizio sia guarito, ma, fossi la sua famiglia, rifuggirei da lui ora e per sempre, e, visto che ci siamo, se ho ben capito è un pilota di aeroplani, spero che gli tolgano la patente.
La responsabilità dello Stato. Chiunque abbia acquistato un’auto o fatto un mutuo in banca, ha imparato una cosa comune a tutte queste situazioni. Tu puoi firmare sei chili di carte varie scritte in corpo tre, ma, se poi si apre la contestazione, prima o poi un giudice lo trovi che mandi al macero le carte firmate e dica la logica verità: non eri informato sul serio e quindi la banca, o quel che sia, paghi.
Ma, insomma: ammesso e non concesso che a qualcuno accada qualcosa, davvero credete che lo Stato (cioè noi) ne resterebbe fuori? Suvvia, siamo seri! Tra l’altro, basterebbe il fatto che lo Stato ha comprato quella roba e l’ha somministrata, la responsabilità alla fine sua sarebbe. Ma lasciamo queste sottigliezze agli avvocati e andiamo avanti.

Da un punto di vistaesteticoposso capire che ci sia chi pensa che è più coerente l’obbligo vaccinale, che e più ‘bello’ che le cose che fa lo Stato siano coerenti, e dunque che se ti mette in pratica nella necessità di vaccinarti, tanto vale faccia la legge.
Questo per l’estetica. Ma, permettetemelo, non per il diritto, ma specialmente non per la storia e la prassi, insomma per la vita quotidiana.
Può darsi benissimo che Mario Draghi o chi per lui abbia tirato fuori il passaporto perché ha paura di imporre l’obbligo, ma nella sostanza non è così, anzi, dire le cose così è molto superficiale. Tanto più che la cosa ci è caduta addosso e per un anno intero non si sapeva nemmeno che fare per curarla. È sempre facile (ed è uno degli sport più praticati dai nostri politicanti) ‘dopo’ dire male di ciò che si è fatto, ma le decisioni si prendono ‘al momento’, non dopo, in poltrona a fare le bucce.Ma così si difende anche Giuseppi! Ebbene sì, duole dirlo, ma è così.
Ciò premesso, vediamo perché.


Primo, l’articolo 32 della Costituzione italiana si divide in due parti separate da un punto. Quando ‘ero piccolo’ e andavo prima alle elementari e poi all’università, mi hanno spiegato due cose: una che il punto separa due frasi, è un cambiamento di discorso; due, che le disposizioni di legge si leggono per intero, altrimenti si rischia di falsarne il significato. L’art. 32 è proprio il caso.
La prima frase, seguita da un punto (chiaro? un punto) dice: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Ora, pertutelarebisogna agire, cioè, per esempio, depurare l’acqua, coprire le fogne, ridurre l’inquinamento, non distribuire veleni in strada, ecc… e, se necessario, predisporre un vaccino -che si pratica ad una persona non malata, e cioè non è una ‘terapia’.
Certo, potrebbe fare una legge, ma questa maledetta malattia è una malattia endemica da combattere, come il morbillo, o è una malattia che ci è caduta addosso da un momento all’altro? Questo non lo sa nessuno. Lo Stato ha agito, correttamente, in emergenza, ha tamponato, eccetera e ha dovuto litigare con quelli che erano contro i vaccini o almeno contro questo. E, alla fine, ha scelto la via più lineare, perfino più garantista, come è di moda dire. Perché ha sostanzialmente detto: non vi volete vaccinare? bene, non vaccinatevi, ma se non siete vaccinati non potete andare con gli altri a teatro, al cinema, ecc… Come ho scritto un’altra volta: i no-tutto, si facciano dei cinema e dei ristoranti per no-tutto e faranno il loro comodo. Lo Stato ha poi aggiunto: se volete (dovete) andare a lavorare, non potete mettere a rischio quelli che sono al lavoro e sono vaccinati, e quindi fatevi un tampone o restate a casa.
Per capirci meglio. Io, che sono vecchio e pensionato, il vaccino potevo pure non farmelo, perché non avrei messo in pericolo nessuno, standomene in pensione a casa. Ma siccome fesso non sono, me lo sono fatto ben felice e mi arrabbio come un cane quando, al ristorante, i ristoratori non controllano, perché mettono in pericolo me. Dato che, lo sappiamo tutti dal primo giorno: un vaccinato può essere ‘infettato’, ma non si ammala seriamente, però, siccome è infettato, può infettare. Sto virus, insomma, è come una cimice: appena può ‘zompa’ su un altro vaccinato o no. Poi se ha zompato su un vaccinato, se ne va al più presto zompando su un altro, se invece l’ospite non è vaccinato, lo fa ammalare e, appena possibile, riprende a zompare. Questo è il suo mestiere.
Lo Stato, in piena emergenza, ha scelto questa strada e continua correttamente a mantenerla. Anche perché, ma non è questo il punto, se fa la legge, poi come fa a costringere a vaccinarsi? Nell’unico modo possibile: chiedendo a chiunque di … mostrare il certificato. I nostri figli si iscrivono a scuola, dopo avere prodotto il certificato. Cosa c’è di strano?
Ma specialmente, che c’entra la coerenza estetica dello Stato? Tanto più che l’art. 32 non prescrive la legge per latuteladella salute, ma la prescrive per leterapie‘: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». Se lo Stato decidesse di imporci una terapia percurarel’infezione, allora sì, dovrebbe fare una legge.
Ma non è finita qui.

L’art. 32 ha una terza frase, che dice: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Tutte le frasi di una legge si debbono leggere.
Questa, come si dice in gergo giuridico, è una disposizionedi chiusura‘, cioè serve a garantire che, comunque, la libertà e la dignità umana siano obbligatoriamente garantite. E quindi, con buona pace dei giuristi della Domenica, se un cittadino italiano, per la sua propria dignità umana, non vuole farsi vaccinare, si possono fare tutte le leggi che volete, quello ha diritto (avete letto bene: diritto) a non vaccinarsi. Costringerlo non si può: si dovrebbe cambiare la Costituzione, e non basterebbe, perché quel diritto viene dal diritto internazionale, è parte della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani‘.

Alla fine, dunque, esattamente come oggi: non vuoi vaccinarti? perfetto, fatti un tampone se vuoi andare a lavorare o salire su un treno, oppure evita di lavorare in fabbrica e pretendi (questo sì, che si potrebbe!) di avere treni riservati agli … infettandi!
La legge (il mito, della legge!) non può cancellare la dignità umana: lo ripeto, puoi ordinare quello che vuoi, per legge, ma non puoi ordinare a nessuno di rinunciare ai suoi diritti fondamentali, alla sua dignità. Per legge, puoi dirgli che è cretino, puoi farglielo scrivere sul passaporto, ma non puoi obbligarlo.
E smettiamola una buona volta di discutere di lana caprina. Ci sono problemi enormi da affrontare, non solo economici, ma proprio di vita, di futuro e di democrazia: e questi sono immensi. È di questo che si deve parlare, perché il nostro futuro e quello dei nostri figli dipende dal futuro della nostra economia, e, specialmente, dal futuro della nostra malridotta democrazia … rispetto alla quale -siamo chiari- Mario Draghi non è il ‘vulnus’ come si dice in gergo, il danno, il male, è, al contrario, l’ultimo baluardo, e stiamo cercando di bruciarlo, stiamo segando l’albero sul quale siamo seduti.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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