martedì, Ottobre 19

Vaccino: la Germania è la Germania, l’UE vale solo per gli altri La cosa è scandalosa. Non solo e non tanto perché la Germania al solito frega tutti, ma perché così facendo, in realtà, sottrae al resto del mondo quelle dosi

0

Mentre mi accingo a non leggere le addirittura trenta pagine di contumelie di Matteo Renzi a Giuseppe Conte, contumelie che lui chiama proposte dopo una ‘pars destruens’, non posso non parlare del solito gran pasticcio del vaccino. Però, purtroppo, Renzi è sempre Renzi, Grillo è sempre Grillo, Conte è sempre pochette, Zingaretti è sempre Bettini.
Quanto a quest’ultima equazione, si risolve in un battibaleno = Zingaretti non esiste, c.v.d.
Quanto a pochette, si barcamena, si agita, si dà daffare, finge di capire e di sapere, ma in realtà gioca una partita cinica e devastante per noi poveri italiani: una partita di puro potere, forte della certezza (pensa) che il Governo non possa cadere per paura delle elezioni, tanto che risponde abbastanza duro a Renzi. Siamo in Italia e quindi ha ragione lui. In qualunque altro Paese del mondo (proprio qualunque) sarebbe già a casa con il badante e l’Italia avrebbe un Presidente del Consiglio.
Quanto a Renzi è quello di sempre: cattivo, acido, violento, supponetene, ma specialmente disperato. A mio modestissimo parere questa è l’unica cosa della quale gli altri contendenti non hanno tenuto adeguatamente conto … la cosa può scappare di mano. Comunque, secondo il suo solito, attacca a testa bassa a parole, parole, parole: lui farebbe meglio (lo escludo), il piano è raffazzonato (sbagliato, il piano non esiste) è privo di visione del futuro (esatto, ma Conte non sa cosa sia e Giggino è già passato).
Quanto a Grillo, lancia oscuri messaggi sulla inopportunità del vaccino, contando sulla insulsaggine di Conte & co.: è evidente a chiunque che il vaccino contro Covid-19 deve essere obbligatorio, non perché sia indispensabile (in altri Paesi, vedi Germania, non lo è, ma lì è un altro discorso!), ma perché tra vaccino-sì e vaccino-no c’è un gioco politico. In Italia si gioca politicamente anche sul se fare o meno pipì quando ti scappa: e allora l’unica soluzione è obbligare tutti a farlo. Certo, se poi il divo Domenico Arcuri oltre a chiacchierare avesse anche fatto un piano serio, per esempio dicendoci come si prenota dove e quando … per carità non con la solita app che non funziona!, e Speranza si fosse fatto assegnare un numero di vaccini adeguati, tutto sarebbe meglio. Ma ciò non è. Punto.
Resta solo Vincenzo De Luca, che è caduto nella trappola che lui stesso si è aperto. Peggio per lui. Però un certo prof. Sebastiani dice stentoreo ‘ragazzi studiate matematica’ … no caro collega, pardon chiedo scusa ex-collega, io sono ormai fuori, se si vuole fare cosa utile, si dice ‘ragazzi studiate’ … vogliamo fare pubblicità di tipo commerciale anche per la cultura?

Ma, alla fine, il vaccino è arrivato. La graziosa infermiera e il simpatico infermiere hanno ricevuto la loro dose, parlando di amore universale o che so io. Andrea Crisanti, il combattivo virologo dubbioso, giura che si farà vaccinare, Massimo Galli, a scanso di equivoci, si è fatto già vaccinare (lui non crea scandalo, bah!), perfino Matteo Bassetti ha sorriso un istante dicendo che andava a vaccinarsi e dunque ora possiamo, pardon: potremmo, passare alla pratica, o no?

Noi abbiamo ricevuto circa 10.000 dosi, la Germania 150.000. Da ‘Huffingtonpost’ risulta che Arcuri sostiene che si tratta di dosi proporzionali al numero di abitanti: noi 60 milioni, i tedeschi 80, e che le prime dosi sono simboliche, per cui le nostre 10.000 non sono proporzionali agli abitanti, mentre le 150.000 tedesche sì. Boh: ‘Huffingtonpost’ (27.12.2020) e Arcuri docent a me gira la testa!
Sta in fatto che poi noi riceveremmo 450.000 dosi a settimana, neve permettendo, i tedeschi molte di più, ma è tutto regolare. Sta solo in fatto che, dunque, prima della fine di Marzo i settantenni se lo scordano il vaccino. Però la Germania, di contrabbando per così dire, se ne è comprate altre trenta milioni di dosi. Boh.

Per carità, la Germania è la Germania, l’UE vale solo per gli altri, esclusi naturalmente Ungheria, Polonia ecc. ri-Boh! La cosa però, detto fra di noi, è scandalosa. Non solo e non tanto perché la Germania al solito frega tutti, ma perché così facendo, in realtà, sottrae al resto del mondo quelle dosi. È lecito chiedersi quanti ottantenni africani, ad esempio, avrebbero potuto essere salvati con quelle dosi: ognuno ha la sua coscienza e se la guada da sé; noi faremo il vaccino se ci va bene fra un anno, ma almeno siamo stati più leali, fessi, ma leali. Una volta tanto difenderei Conte … se se ne fosse reso conto!, di essere stato leale, intendo.

Sorvolo su Verona che toglie la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano (che però pare non sia mai andato a ritirarla, il che non è esattamente un atto raffinato) perché non gli piace Salvini, e lui, Saviano, risponde al solito suo modo logorroico e vittimista. Uffa.
Sorvolo anche sulla assessore milanese che scoppia in lacrime perché i campani che hanno regalato un Presepe a Milano si sono arrabbiati perché lei lo ha dato a Bergamo per pura generosità … a Bergamo la signora dà regali riciclati e si offende se il donante si arrabbia: Boh!
A Pompei viene dissotterrato uno spaccio di cibi caldi, che i giornali immediatamente chiamano ‘street food’, la pacchianeria non si ferma di fronte a nulla, e il ministro Franceschini se ne vanta come se lo avesse scavato lui in persona, parlando di perfetto ‘lavoro di squadra’, la solita frase fatta e così si butta in vacca una scoperta clamorosa. Peccato.

Questo è il nostro Paese, questo ci potevamo aspettare, questo abbiamo.
Ma ora il tema è (dovrebbe essere) il piano di rinascita. E lì, si fanno i fuochi di artificio.
Il piano non c’è -questo lo abbiamo capito- fondamentalmente perché Conte non sa che fare, è inchiodato dalle bambinate degli stellini che non vogliono il MES e fesserie simili, vuole tenersi a tutti i cosi i servizi segreti e ha fatto la sua grande pensata, mettere tutto in mano a quattro tecnici e poi dire che è colpa loro. Ma non è che Renzi voglia altro: vuole solo che su quei tecnici possa metterci le mani anche lui, e quindi su quei soldi. Il PD, del resto, sballottato nella tempesta, non sa che fare, Bettini è a casa col mal di pancia. L’unica cosa, lo sanno tutti, lo sappiamo tutti, sarebbe mandare Conte e compagni a casa, ringraziarli tanto, nominarli cavalieri della Repubblica, e trovare qualche persona di buon senso e di un po’ di studi che si faccia carico di tutto. Beninteso senza Renzi.
Ma il fatto è che il coraggio e la lealtà per farlo mancano, mancano del tutto. E quindi non si farà.

Quest’anno si chiuderà tristemente, con Conte a Palazzo Chigi illuminato di bianco rosso e verde (il Palazzo, non Conte, una pacchianeria unica) e la sua bella pochette, Gualtieri a dire che tutto va bene madama la marchesa, la Azzolina a straparlare di banchi a rotelle e di imbuti, Bonafede a non fare nulla altro che mostrare la sua inutile barba, e sorvolo su Giggino, che va a dire cose ad Haftar e non so a chi altri. Oddio, c’è chi sta anche peggio, se pensate che Trump non ha vinto le elezioni e sta alla Casa Bianca!
Non ci resta che sperare almeno per il vaccino: che, sia pure tra mille ritardi e diseguaglianze, alla fine si riesca, entro la fine del prossimo anno, a vaccinarsi in numero sufficiente di persone. Almeno questo, ma io sono pessimista: vedremo.
Buon 2021.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

End Comment -->