lunedì, Aprile 19

Vaccino anti – Covid-19: un obiettivo sensibile “Indubbio che i milioni di fiale rappresentino un obiettivo estremamente sensibile sul piano della sicurezza”, spiega Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana di Intelligence, in questa intervista

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«Auspicabilmente se si inizierà a fare vaccini a gennaio/febbraio sarebbe utile riuscire a vaccinare tra i 6 e 10 milioni di persone in tre mesi», con priorità per le categorie a più alto rischio. Così assicura oggi Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, relativamente al vaccino contro il Covid-19. Ciò posto, il tutto «dipenderà dal numero di dosi che verranno distribuite in Italia ed in Europa», e «farà la differenza anche il tipo di vaccino che sarà utilizzato». Il perché altri Paesi europei prevedono l’inizio della distribuzione già a dicembre, non è dato saperlo al momento. Ma forse potrebbe incidere anche il problema della logistica, ovvero la necessità di organizzare la catena del freddo adatta ai diversi vaccini, e, più ancora, il problema della sicurezza della gestione dei vaccini dall’arrivo in Italia fino all’iniezione al paziente. Un tema molto grave, considerando che stiamo parlando di sicurezza nazionale, oltre che di un business enorme sul quale la criminalità non ha mancato già di metterci mano. Il rischio è, da una parte, che le partite di questo preziosissimo medicinale siano oggetto di furto, e dall’altra che in commercio vengano immesse partite contraffatte.

«I nostri sistemi di intelligence hanno intercettato la potenziale distribuzione in Italia di vaccini cinesi anti-covid-19, che non sono riconducibili alle imprese farmaceutiche che in Cina si occupano di vaccini, allo stato non riconosciuti dalle altre autorità sanitarie, compresa quella italiana», ha dichiarato in questi giorni Marcello Minenna,Direttore generale dell’Agenzia delle Dogane. «Sono vaccini che non servono a nulla, anche perché il loro trasporto richiede temperature molto basse, mentre la loro vendita on line e il trasferimento poco chiaro, destano sospetti».Altresì, Minenna ha sottolineato che l’Agenzia delle Dogane ha alzato i livelli di controllo e di allerta con un continuo monitoraggio dei carichi navali ed aerei.

Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, rispondendo in question time al Senato sui vaccini e la sua distribuzione, del possibile impiego della Difesa e di come si stanno organizzando le Forze Armate, ha dichiarato che «il Comando Operativo Interforze ha già avviato un processo di pianificazione che prevederà, ad esempio, per quel che riguarda il contributo alla distribuzione del vaccino, l’impiego, se ritenuto necessario dalle suddette autorità, delle infrastrutture logistiche e degli assetti di trasporto delle Forze Armate». «La Difesa quindi è pronta a rispondere con tutte le sue risorse di personale, mezzi e strutture alle esigenze che saranno rappresentate dalle autoritàcompetenti». In altri Paesi le Forze Armate è stato programmato gestiscano la scorta ai carichi di vaccini nel trasposto ai punti di distribuzione.

Per provare a capire meglio le dimensioni del problema della sicurezza del vaccino anti – Covid-19, abbiamo intervistato Mario Caligiuri, professore ordinario all’Università della Calabria, Presidente della Società Italiana di Intelligence, e uno dei massimi esperti italiani in fatto di intelligence e sicurezza.

 

Professore, in quanto a intelligence e sicurezza sul fronte sanitario, l’Italia come è organizzata in generale? non relativamente al vaccino Covid-19? E quale la nostra cultura in merito?

Sulla sicurezza sanitaria l’Italia sta dimostrando notevoli limiti finanche nelle aree più efficienti, come la Lombardia e il Veneto. Si somma a questo aspetto la difficoltà delle istituzioni politiche di fronteggiare un’inedita emergenza come quella del Covid-19. Le agenzie di intelligence, in particolare quelle statunitensi, avevano già considerato possibile già dal 2008 l’insorgere di una pandemia. Peraltro nel nostro Paese, successivamente all’11 settembre 2001, venne istituito presso la Presidenza del Consiglio un nucleo di intelligence dedicato alle tematiche della biodifesa, della guerra biologica e delle emergenze sanitarie. Sulla cultura della sicurezza scontiamo qualche ritardo, amplificato per gli aspetti sanitari, che richiedono specifiche conoscenze scientifiche. Infatti, a una non diffusa cultura della sicurezza si sommano anche non diffuse conoscenze scientifiche.

La criminalità organizzata italiana come opera nel settore sanitario?

La criminalità organizzata è presente ovunque vi siano risorse economiche. Il settore sanitario occupa una posizione rilevante nei bilanci delle Regioni, per cui le infiltrazioni criminali nella politica sanitaria sono rilevanti. E questo si può riscontrare per quanto riguarda sia gli appalti pubblici per le forniture di farmaci e reagenti, i servizi e le apparecchiature sanitarie; sia nella gestione della sanità privata, dove non è difficile ipotizzare una confluenza di interessi tra corruzione politica e affari criminali. Sono infatti numerosi i casi delle ASL sciolte per infiltrazioni criminali, così come in Calabria l’omicidio nel 2005 del consigliere regionale Francesco Fortugno va inquadrato proprio nell’ambito degli interessi criminali nel controllo della sanità. Inoltre, le mafie sono fortemente coinvolte nell’economia illegale della contraffazione dei farmaci e nel commercio delle droghe sintetiche. Pertanto il comparto sanitario, anche in senso tecnico, è una delle attività maggiormente seguite dalla criminalità organizzata. E questo soprattutto in questa fase pandemica, nella quale le mafie si stanno organizzando per infiltrare ancora di più l’economia legale, come ben spiega nel suo ultimo libro Nicola Gratteri, scritto insieme ad Antonio Nicaso, Ossigeno illegale. Come le mafie approfitteranno dell’emergenza Covid-19 per radicarsi nel territorio italiano’, appena pubblicato da Mondadori.

Quali azioni si devono mettere in atto, quando i vaccini arrivano in Italia, per garantire la sicurezza? E stiamo parlando solo di sicurezza da furti o che altro?

Prima di tutto devono essere controllati i canali di approvvigionamento, in quanto già l’acquisto del vaccino potrebbe dare adito a qualche perplessità, sia in termini di scelta di uno specifico prodotto rispetto ai concorrenti sul mercato, sia in termini di costo per singola dose e tempi di arrivo. Non è un caso, infatti, che alle recenti dichiarazioni sull’efficacia dei rispettivi vaccini rilasciate dalla Pfizer e da Moderna, siano seguite immediate ricadute sulle quotazioni in borsa.
Probabilmente, però, al momento, potrebbe non essere né utile né realistico fare riferimento a un singolo vaccino, ma considerare una possibile scelta più ampia di vaccini fra quelli in fase di sperimentazione più avanzata. Infatti, va ricordato, benché non necessario, che una valutazione definitiva su quale sia il prodotto più sicuro ed efficace non è stata ancora compiuta. Non a caso, come annunciato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen sono stati stipulati diversi contratti per assicurare che ogni Stato membro riceva le dosi nello stesso momento, alle medesime condizioni e in un numero proporzionale alle rispettive popolazioni. L’Italia ha già aderito a questa iniziativa mediante l’APA,
Advanced Purchase Agreement, e sono in corso valutazioni sul migliore vaccino individuato, di cui si sono richieste circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 milioni di persone già dal mese di gennaio 2021. Il target dei cittadini a cui somministrarlo, come le modalità di somministrazione e distribuzione delle dosi nel territorio nazionale, restano da definirsi. In ogni caso, non è difficile immaginare come tali dinamiche possano certamente suscitare gli interessi del mondo criminale. E rispetto all’enorme giro di affari che l’approvvigionamento comporta, quello dei furti mi sembra davvero l‘ultimo dei problemi.

Lo stoccaggio avverrà in luoghi nascosti? C’è già un piano per lo stoccaggio in luoghi sicuri?

I due hub di prima distribuzione per il Nord e Sud Italia sembrano essere stati individuati negli aeroporti di Malpensa e Fiumicino, ma sui luoghi di stoccaggio successivo vige il massimo riserbo e ,mi sembra giusto che sia così. Su questo tema sarà utile e opportuno conoscere le informazioni che il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri potrà fornire a tempo debito. È indubbio, infatti, che i milioni di fiale rappresentino un obiettivo estremamente sensibile sul piano della sicurezza.

Nei centri di distribuzione come sarà garantita la sicurezza secondo Lei?

Sicuramente sarà garantita attraverso i vari corpi dello Stato, i quali istituzionalmente collaborano con i Servizi di intelligence.

L’Italia è attrezzata secondo Lei per evitare che la criminalità organizzata colpisca? E se sì come? o comunque come si dovrà organizzare?

Indubbiamente lo stoccaggio di milioni di dosi di vaccino è un argomento assai delicato, che mobilita vasti interessi. Ad esempio, già l’individuazione delle ditte per il trasporto e lo stoccaggio potrebbe incontrare l’interesse della criminalità organizzata. Non ci sono dati significativi e strutturati sulla presenza della criminalità organizzata nei settori privati che si occupano di queste attività. Come per esempio emerge dall’analisi di settori economici specifici quali la gestione delle cave e del movimento terra che sono pesantemente infiltrati dalla criminalità organizzata in tutta Italia, di sicuro sarà necessario un monitoraggio preventivo e costante nei settori dei trasporti e della distribuzione delle merci. Un altro importante aspetto relativo alla sicurezza riguarda l’ordine pubblico nella concomitanza della somministrazione delle dosi. La criminalità organizzata, infatti, o anche movimenti eversivi di vecchia e nuova costituzione, potrebbero fomentare il già elevato disagio sociale, che con l’aggravarsi della crisi economica rischia di oltrepassare la soglia di guardia, minacciando anche la sicurezza nazionale e la stabilità delle istituzioni democratiche.

Le aziende produttrici coopereranno alla sicurezza nel momento in cui i vaccini arrivano sul suolo italiano o sarà tutta responsabilità nostra?

Questo dipenderà esclusivamente dal tipo di contratto che sarà sottoscritto e comunque, se eventualmente prevedibile, andrebbe a incidere sui costi complessivi dell’acquisizione delle dosi.

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