martedì, Settembre 28

Vaccini: tra sorci e Invalsi La frase di Draghi ha svelato la mentalità e la cultura dei nostri giovani, che scattano a vaccinarsi per non rovinarsi le vacanze, non perché potrebbero infettare

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E partiamo dai ‘sorci’. Eh sì, perché il ridicolo, ma anche la volgarità, sono ormai all’ordine del giorno. Sempre di più e sempre più roba da cantina.
E dunque, il professor Roberto Burioni, in un tweet -nei quali sguazza anche come tutti che ormai non ne possono fare a meno tranne, fateci caso, Mario Draghi- afferma che chi non si vuole vaccinare resterà chiuso in casa come i sorci. E, nella sua generosità, però, propone una raccolta di fondi per regalare, ai sorci, un abbonamento a Netflix. Non so perché Netflix, ma evidentemente a lui piace, evviva. Forse poteva aggiungere anche un decoder Tivùsat, visto che siamo in un Paese in cui uno ha l’abbonamento alla Rai, ma non riceve il segnale e quindi si deve procurare, a proprie spese, il decoder eccetera … di questo il Codacons non si occupa!
La cosa nasce dal fatto che sono partite lecertificazioni verdi‘ (che voi se volete chiamate green pass, io no perché non so l’inglese, anzi, già che ci siamo, se mi spiegaste perché ‘verde’, mi fareste un favore), a seguito delle quali chi non ne dispone non potrà entrare in locali chiusi, e poi in treni, aerei, eccetera.
Cosa sacrosanta, era ora. Però, perché cadere nella volgarità dei no-vax, o no-fax o no-tav e altri ‘no’ strani, e usare quella frase volgaruccia. Volgaruccia, dico, nulla di più. Perché Burioni dice che chi non ha la certificazione praticamente deve restare chiuso in casa … Fin qui andava bene. Ma perché dire che restano in casa come i sorci? tanto più che, come noto, i sorci spesso non si limitano a stare ‘in’ casa. È una caduta di stile. Una cosa che una persona della sua levatura non dovrebbe mai fare. Oltre a non dovere usare il tweet. Certo, lui da buon biologo con i ‘sorci’ ha un rapporto diverso dal nostro, se mi permette l’ironia e non mi querela!
Ma quando si legge che il Codacons interviene nella polemica, subito nata da quel tweet, chiedendo l’espulsione di Burioni dall’ordine dei medici, uno resta a bocca aperta. Ma questi del Codacons non hanno nulla da fare? Ma si rendono conto di essere ridicoli? E chi li autorizza a parlare a nome di tutti (secondo loro) gli italiani?
Lasciamo perdere. Ciò che volevo sottolineare è solo che chi di volgarità ferisce di volgarità (o peggio) perisce. Tanto più che, parliamoci chiaro, il tema è serio, serissimo, e così se ne svilisce il senso e il contenuto. Anche, e principalmente, quello politico.
Mi spiego.

La certificazione viene annunciata da Draghi in persona, durante una delle sue rarissime, e perciò importantissime, conferenze stampa, e nell’annunciarla (e a quanto capisco metterla davvero in pratica), dice quella frase ormai famosa (fateci caso, ‘sto Draghi va avanti a frasi famose!) sul fatto elementare che non vaccinarsi e propagandare di non farlo è come propagandare la morte. «L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire sostanzialmente – non ti vaccini, ti ammali, muori – oppure fai morire – non ti vaccini, ti ammali, contagi lui lei muore -, questo è».
Chi ha visto quella conferenza stampa può apprezzare il peso di quella affermazione. Detta senza alzare la voce, senza mutare il suo solito tono sommesso e poco espressivo, che ti costringe ad ascoltare bene le parole, perché non le accompagna mai con gesti, battute o altro.
Quella frase gelida ha avuto due effetti. Il primo, quello di moltiplicare per mille le richieste di vaccinazioni, specialmente di giovani. La seconda, quella di spiazzare completamente i due campioni principali del no vaccinazione‘: Matteo Salvini e la sua collega aggressiva Giorgia Meloni.

Cominciando da qui. Salvini, coda di paglia, si è sentito chiamato direttamente in causa da Draghi, che il suo nome o le sueideenon li ha nemmeno citati. E dunque, da un lato ha fatto quella comunicazione ambigua, in cui si mostrava il codice di una vaccinazione. Che non si sa se sia la sua. Lui lo lascia capire. E, mentre si lamenta di non essere stato chiamato al telefono da Draghi (e ci mancava pure), dice e non dice che si è fatto vaccinare. Insomma, conduce una ritirata disastrosa, cercando, malamente, di salvare la faccia.
La sua collega Meloni, si trova ancora più spiazzata. Per cui balbetta parole incomprensibili circa il fatto che difendere i ‘no vaccino’ non significa non fare il vaccino e roba simile.
Entrambi sanno che la stragrande maggioranza degli italiani ritiene i vaccini un toccasana, e in questo momento, poi, anche molti altri. Ma poi, quando si passa all’atto pratico, ecco che riparte la solita corsa a togliere questo o quello, limitare questo o quello eccetera, come ai tempi del coprifuoco quando si discuteva di un’ora in più o in meno. Sono le tipiche battaglie di retroguardia che questi campioni del bastian contrario ma non troppo hanno sempre fatto. Ma stavolta Meloni batte Salvini dieci a zero: in un tweet o non so cosa, se ne esce con l’affermazione che è comprensibile che si faccia usare la certificazione per certe cose, ma se anche ci vorrà la certificazione per un caffè «farà scappare milioni di turisti», proprio così, ‘milioni’ dice. Ve li immaginate le orde di turisti in fuga, con ogni mezzo, assetati di caffè che non possono prendere perché dovrebbero mostrare la certificazione e quindi si dirigono in massa alla frontiera svizzera o magari a nuoto o in barca in Tunisia … assisteremo a un flusso di turisti migranti in Tunisia.
Insomma, i due smargiassi hanno mostrato che sono fatti di pasta frolla. Mentre i soliti ‘io apro’, schiamazzano perché loro sono imprenditori privati e non possono chiedere i documenti ai clienti, non è loro compito, insomma, il solito scaricabarile, ma stavolta, ridicolo da torcersi a terra dalle risate.
Per fortuna, poi, è intervenuta la testa pensante degli stellini, che, senza ridere, dichiara che lui è sempre stato favorevole ai vaccini e quindi bisogna vaccinarsi … se lo dice lui!

L’altro aspetto della frase di Draghi è stato l’immediato tumultuoso afflusso di richieste di vaccinazione, specialmente dai più giovani.
Ottima cosa? Sì, certo, ma.
Ma, mette in mostra in maniera brutale la mentalità e la cultura dei nostri giovani. Scattano di corsa per non correre il rischio di non potere andare a ballare o altro, corrono terrorizzati. Finora, però, non si erano resi conto -e non solo i giovani beninteso- che non vaccinarsi è un modo per diffondere la morte.
Badate, è tremendo.
Io spero che non sia così, ma in questo Paese molta gente, specialmente giovane, non ha alcuna idea del vivere sociale, dei doveri di convivenza. Scatta a vaccinarsi per non rovinarsi le vacanze, non perché potrebbero infettare i genitori, che, magari contrari ai vaccini, morirebbero pure.
Ripeto, io spero di cuore che non sia così. Ma a me tutto ciò è sembrata l’altra faccia della medaglia delle indagini Invalsi: cultura da terza media, e anima … … beh, fate voi, a me mancano le parole.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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