mercoledì, ottobre 24

Vaccini: quando l’obbligo non è obbligatorio ed è flessibile è … Grillo Al professore di diritto Giuseppe Conte la spiegazione circa la verosimiglianza giuridica del tutto

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Bisogna riconoscere che di questo Governo si può dire tutto il male che si vuole, ma che ci faccia annoiare assolutamente no. Prendiamo ad esempio la questione vaccini, su cui ne sentiamo una nuova al giorno. E infatti ieri, dopo avere letto l’intervista (o non so cosa) della Taverna, reduce da una visita otorinolaringoiatrica dopo le urla di ieri in Senato in cui dichiara che come è noto da sempre i bambini si portavano apposta a casa di un bambino col morbillo così si immunizzavano, arriva come una mazzata la dichiarazione del Ministro omonimo-del-comico –Giulia Grillo-, a proposito del fatto che, «sebbene mi prendano in giro su questo punto», badate bene, lo dice lei non io, sia chiaro, l’idea di un obbligo flessibile «a seconda dei territori è l’idea più sensata». Così, testuale, nulla di più e nulla di meno, anzi per la precisione: «abbiamo depositato ieri la proposta di legge della maggioranza in cui spingeremo per il metodo della raccomandazione ». Al di là della scelta infelice del termine ‘raccomandazione’, mi pare chiaro che l’intento è di sopprimere l’obbligo, ma renderlo facoltativo, addirittura regione per regione (e, beninteso, province autonome) a seconda della percentuale di immunizzazione del posto. E se in una stessa Regione i livelli cambiano da zona a zona, che facciamo, l’obbligo facoltativo di quartiere?

Rinviando al professore di diritto Giuseppe Conte la spiegazione circa la verosimiglianza di un obbligo … non obbligatorio -ma sono certo che non mancherà di chiarirci le cose con l’affabile nonchalance che abbiamo ammirato durante la languida conferenza stampa di mercoledì– mi permetto un paio di osservazioni da perfetto ignorante e per di più nemmeno Ministro -correndo il rischio di passare per un istruito stupido.

Intanto il metodo. Qualche giorno fa tal Davide Barillari, brillante e ascoltato esponente dei 5S poi ‘sconfessato’ da Davide Casaleggio (ma che c’entra Casaleggio?) secondo il quale (in perfetta consonanza con Paola Taverna) «La politica viene prima della scienza. I politici devono ascoltare la scienza, collaborare, non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto e cosa è sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi». Mi piacerebbe sapere che cosa mai sia la ‘scienza mainstream’, ma non fa nulla è una parola inglese e quindi è certamente una cosa serissima, ma che vuol dire quella frase: che se la scienza dice che se vai in acqua con una pietra al collo affoghi, la politica può dire che non è vero, anzi ‘futtatinn’? e uno, quindi, non affoga? Signor Barillari, ci provi, su! Certo che, a dire il vero, appare in perfetta consonanza con quanto dice la signora Ministro Grillo, quando afferma, naturalmente su Facebook: «Ritengo che la politica debba fare politica e che la scienza debba fare la scienza senza interferire nei rispettivi campi. La politica ha il compito di fare le regole per garantire una ricerca indipendente, trasparente e sicura»; a parte che la scienza trasparente è un concetto un po’ astruso, che vuol dire signora Ministro, la scienza di Stato? Certo Robespierre condividerebbe e anche Breshnev!

Ma sorvoliamo. E cerchiamo di immaginare l’applicazione di queste alate parole.
Innanzitutto, prima che la legge in questione entri in vigore, vale la vecchia. Se la Ministro non ci crede, provi a chiedere al professore di diritto, che, sono certo, lo confermerà. E quindi, i Presidi delle scuole hanno perfettamente ragione a dire: «L’autocertificazione in questa situazione ha l’unica ratio che un genitore non ci va proprio alla asl, e questo è fuori legge» e comunque, aggiungono, resta per ora in vigore la legge precedente con l’obbligo, pena l’esclusione dalla scuola, per i bambini da 0 a 6 anni. Chiaro?

Secondo. Se non esiste l’obbligo di certificazione, come si farà a … certificare quando si dovesse decidere che ci si deve vaccinare? Taverna permettendo.

Terzo. Mio figlio vive in una regione con il 99 percento di immunizzazione e dunque non si vaccina. Perfetto, ma, Signora Ministro faccia uno sforzo, ci pensi un istante, solo uno non si sforzi, nel momento stesso in cui mio figlio non si vaccina, la percentuale scende e se siamo al limite del 95 %? Inoltre, forse la politica non glielo ha detto, ma la scienza le potrebbe dire, se solo si prendesse la briga di informarsi, che virus ecc. non seguono le circolari ministeriali, ragione per cui, qualunque sia il livello di immunizzazione del greggese un bambino ha il virus e lo trasmette fa un guaio anche se il livello di immunizzazione è del 99,99%, no? Lei, credo, è Ministro della Salute non della Malattia, lasci questo compito alla Taverna che andrà a raccogliere bambini dappertutto per portarli a baciarsi in bocca con altri, malati di morbillo, di scabbia, di colera, ecc.

Infine,, se mio figlio si trasferisce in una regione con un livello inferiore di immunizzazione, diventa una mina vagante; certo, quando si va all’estero, spesso bisogna vaccinarsi per le più strane cose, vogliamo creare in Italia una situazione analoga, regione per regione: che facciamo mettiamo i passaporti per andare da Milano a Napoli? Tanto più che l’immunizzazione non segue la geografia amministrativa italiana, per cui le differenze possono esserci da quartiere a quartiere. Vi rendete conto di quello che dite?

Quarto. Il livello di immunizzazione di gregge’, che è solo un dato statistico, Signora Ministro, lo sa vero?, nel momento in cui scende sotto un certo livello, può determinare un rischio. Ma prima che i dati rilevino che il livello è sceso, ci vorrà del tempo, tanto più che non c’è più la certificazione, e … nel frattempo? Se la sente, Signora Ministro, di assumersi questa responsabilità? anche civile (risarcimento danni). Perché non prova a fare una telefonata al professore di diritto e chiedergli una consulenza?

Una domanda ingenua. Ma che bisogno c’è di complicarsi la vita e di complicarla a genitori e bambini, per il gusto di dire che il nuovo Governo ha rovesciato una delle ‘brutture’ del precedente?
Come ho già detto: sarà mai possibile in Italia che un Governo vada avanti invece di rifare al contrario tutto ciò che hanno fatto i Governi precedenti?
Ebbene sì, Signor Grillo (il comico), accetto il rischio di essere un istruito imbecille, cercherò di sopravvivere.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.