venerdì, dicembre 14

Uzbekistan: un altrove possibile Ecco cosa deve sapere chi è interessato ad affrontare un viaggio nella ‘terra di Tamerlano’

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C’era una volta ‘la terra di Tamerlano’: un Paese carico di magia, una regione sospesa nel tempo che Marco Polo decise di attraversare per raggiungere l’Asia Orientale. Una terra che divenne in breve tempo punto di incontro di genti e di culture e fulcro degli scambi fra Oriente e Occidente. Dove i mercati cittadini si fecero passaggio obbligato per avventurieri di varia provenienza, ingolositi dalle rotte commerciali della Via della Seta.

Nel tempo l’Uzbekistan è riuscito a preservare quell’incanto e oggi attira i viaggiatori per quella strana commistione di terre desertiche e natura esplosiva, paesaggi lunari e architetture arabe, cultura antica e magnifici scorci, che ne fanno una meta turistica molto particolare e sempre più ricercata anche dai turisti italiani. Sviluppatasi notevolmente malgrado i conflitti che vedono coinvolti i Paesi confinanti, il turismo è divenuto in breve tempo un elemento propulsore della crescita economica che sta investendo il Paese. Complici del suo sviluppo, l’estrema gentilezza della popolazione locale e la varietà di offerte culturali e paesaggistiche, ma anche la progressiva apertura mostrata nei confronti della modernità e del progresso migliore.

L’Uzbekistan di oggi: riferimenti geo-politici

Trasformato ufficialmente in Repubblica in seguito allo smembramento dell’Unione Sovietica del 1991, l’Uzbekistan è un Paese dell’Asia Centrale racchiuso fra Kazakistan, Turkmenistan, Afghanistan, Kirghizistan e Tagikistan e privo di sbocco diretto sul mare. Conta oggi 30 milioni di abitanti, di cui circa due milioni vivono nella capitale Tashkent, nella parte nord orientale del territorio. Un Paese laico e pacifico, in cui convivono in armonia fedi diverse pur nella prevalenza islamica.

Quando partire, come organizzarsi

Un clima soggetto a pesanti escursioni termiche quello uzbeko; sbalzi che sono avvertiti in maniera considerevole non soltanto fra estate e inverno, ma anche fra il giorno e la notte. Si può approfittare di temperature più miti da marzo a maggio e da settembre a novembre, che sono i periodi ideali per andare alla scoperta del Paese.
Da tenere presente che in Uzbekistan le distanze fra un posto e l’altro sono tutt’altro che irrisorie: per riuscire a ottimizzare i tempi e non rischiare di rinunciare a destinazioni meritevoli di attenzione, è preferibile informarsi sui portali di agenzie specializzate che trattano tour dell’Uzbekistan. Rimettendosi all’esperienza di guide turistiche competenti si avrà modo di orientarsi più facilmente nella storia, nell’arte e nella cultura uzbeka. Una cultura che trasuda fascino e mistero ma che a noi occidentali può anche sembrare distante e complessa: accompagnatori ben istruiti sapranno renderla senz’altro più ‘potabile’ dandoci modo di conoscerla più a fondo e apprezzarla quanto merita.

Cosa vedere in Uzbekistan

Con ben 5 siti nominati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, l’Uzbekistan non deluderà i viaggiatori che si lasceranno sedurre dalle atmosfere rarefatte e dalla sua storia millenaria. Se le sue città polarizzano l’attenzione per l’imponenza delle moschee e dei monumenti e le pregevoli testimonianze del suo passato glorioso, è spostandosi verso l’interno del Paese che si vivono probabilmente le esperienze più inusuali e coinvolgenti, di cui è principale responsabile la natura in gran parte selvaggia e inesplorata che caratterizza questa porzione di Paese.

Tashkent

Capitale dell’Uzbekistan, Tashkent ha un volto simile a quello di molte città dell’est europeo ed è nota per essere una città culturalmente molto vivace. Centro culturale di eccellenza il Museo delle Arti Applicate che, oltre a quella che è ritenuta la più antica copia del Corano, ospita al suo interno il meglio della produzione artistica uzbeka. A Tashkent vale la pena anche dare uno sguardo alle stazioni della metropolitana: dichiarate monumento storico-artistico per le loro pregevoli decorazioni, secondo le regole imposte dal vecchio regime sovietico non possono essere fotografate dai turisti.

Samarcanda

Basta pronunciare questo nome per evocare leggende millenarie e miti ancestrali. Passeggiando per il suo centro storico e negli antichi quartieri divenuti Patrimonio dell’Umanità, si rivivono le stesse atmosfere dei secoli in cui la città era uno dei centri commerciali più importanti del’Asia Centrale. Cuore pulsante di Samarcanda la splendida Piazza Registan abbracciata dalle sue 3 madrase, le antiche scuole islamiche (Shedor, Tilla Kari e Ulugbek): disposti ognuno su un lato diverso della piazza, questi edifici hanno enormi portali d’ingresso e sono ricoperte di maioliche e mosaici che colpiscono per l’intensità dei colori e l’eleganza delle decorazioni.

Bukhara

Degna di un set hollywoodiano, la suggestiva Bukhara sembra spuntare come per magia nel bel mezzo del deserto uzbeko. Situata nella parte centro-orientale del Paese, la cittadina è un fulgido esempio di architettura araba, di cui la migliore espressione è il complesso monumentale di Lyabi Hauz, formato una grande moschea e due madrase che padroneggiano una piazza alberata. Non si può lasciare Bukhara senza una puntata alla Fortezza Ark e alla Moschea Talon.

Khiva

Un tempo centro commerciale fra i più importanti del Paese e capitale dell’impero di Tamerlano, la cittadina di Khiva nasconde le impronte del suo vissuto glorioso fra le mura della suacittà interna’. Simbolo della città il Minareto monco di Kalta Minor, destinato a monopolizzare l’attenzione dei viaggiatori per gli splendidi colori di cui sono rivestite le piastrelle delle sue pareti. Imperdibili anche la Moschea di Juma e la Fortezza di Kunya Ark, dalla cui terrazza si può avere una visione completa della città e godere di un panorama di rara bellezza.

I turisti italiani interessati ad affrontare un viaggio in Uzbekistan troveranno una preziosa fonte di informazioni pratiche e approfondimenti di vario genere nel portale Viaggiaresicuri.it.

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