domenica, Aprile 11

USA2020: tutti i danni che Trump potrebbe ancora fare Prima di sloggiare dalla Casa Bianca il tycoon ha una varietà di problemi che potrebbe causare a danno degli USA e per fare dispetto a Biden. I licenziamenti di queste ore, le complicazioni nel processo di transizione fanno pensare che voglia ancora stupire

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Il primo e forse più insidioso danno che il Presidente uscente Donald Trump può fare è la estenuante battaglia legale alla quale si sta approntando, con in obiettivo la Corte Suprema degli Stati Uniti, 9 giudici, di cui 6 repubblicani, che dovrebbero, secondo il tycoon, ribaltare il risultato delle urne individuando il cavillo giusto.Sarà un percorso puntellato da una campagna di tweet martellante dai contenuti incendiari -in un Paese in cui c’è chi è disponibile a imbracciare le armi in nome delle bugie di ‘The Donald’. A dura prova sarà chiamata la democrazia americana, la sua credibilità e il suo prestigio, molto più di quanto già sia accaduto nei giorni immediatamente successivi al voto, quando gli Stati Uniti si sono resi conto che le reazioni scomposte del Presidenteli rendevano deboli.
Molto altro, però, potrebbe fare Trump in queste settimane prima che il Presidente eletto, Joe Biden, il 20 gennaio, finalmente possa insediarsi. E lo sta già facendo.

E’ delle scorse ore la notizia che ha licenziato il capo del Pentagono, Mark Esper, e ha nominato al suo posto Christopher C. Miller, «il Direttore del National Counterterrorism Center, molto stimato, sarà il segretario alla Difesa ad interim, con effetto immediato», ha annunciato su Twitter. Un licenziamento del quale si vociferava da mesi, era tra le uscite di scena previste in caso di secondo mandato di Trump, considerato che il Presidente aveva mal digerito l’opposizione di Esper aimpiegare le truppe per aiutare a reprimere le proteste a Washington, D.C.,

Ora Trump potrebbe -a brevissimo- licenziare altri due vertici della Sicurezza, ovvero il Direttore dell’Fbi, Christopher Wray, responsabile di aver smentito il tycoon in tema di frodi elettorali,e quello della Cia, Gina Haspel. Altri vertici di diversi dipartimenti potrebbero essere a rischio, tutti coloro che hanno osato dire o fare cose sgradite a Donald.

Mentre licenzia suoi uomini meno fedeli, Trump lavora contro il Presidente eletto mettendo i bastoni tra le ruote della macchina della transizione. Un danno non da poco.

Quello della transizione è un meccanismo complesso e delicatissimo che deve mettere in condizione il Presidente eletto di essere pienamente operativo dal giorno stesso del giuramento. Il ‘trasition team’, il team di collaboratori che prepara l’ingresso alla Casa Bianca di Biden, è immediatamente stato formato.
In una situazione normale, centinaia di persone vengono assunte, dotate di indirizzi mail governativi, uffici vengono aperti in ogni agenzia federale per poter avviare il lavoro sia con i funzionari di nomina politica, che a gennaio lasceranno, che con quelli di carriera che rimarranno. Inoltre i funzionari del transition team iniziano a lavorare con l’Office of Government Ethics per la presentazione delle dichiarazioni finanziarie, ed eventuali conflitti di interesse, dei futuri membri dell’amministrazione.

Il processo di transizione è obbligatorio, previstodalla legge, dal Presidential Transition Act.. Biden ed Harris hanno creato il sito web, BuildBackBetter.com, che delinea quattro prioritàimmediate: la pandemia di coronavirus, la recessione, il cambiamento climatico e il razzismo sistemico. Il team di transizione di Biden è formato e ha già ricevuto computer e iPhone dal governo perchè le comunicazioni siano sicure e quasi mille quadrati di uffici nell’Herbert C.Hoover Building a Washington. I membri della squadra hanno ottenuto le autorizzazioni di sicurezza temporanee e sono stati sottoposti al controllo dei precedenti dall’Fbi per accelerare il ‘via libera’ a chi potrà ricevere le informazioni dall’intelligence. In settimana, un gruppo di esperti sarà assegnato a tutte le principali agenzie governative e inizierà a elaborare i piani per attuare l’agenda di Biden; ma per l’accesso interno alle agenzie manca ancora il via liberadellaGeneral Services Administration (Gsa).
La Gsa, guidata da
Emily Murphy, unarepubblicana nominata da Donald Trump, si rifiuta di firmare la lettera per l’avvio della transizione,ovvero la lettera che consente al transition team del Presidente eletto Joe Biden di iniziare formalmente il suo lavoro e ricevere le risorse finanziarie necessarie. Il team sta già lavorando, ma non ancora a pieno ritmo in attesa che la General Services Administration, l’Amministrazione per i servizi generali, identifichi un vincitore, un annuncio puramente formale che garantirà però agli uomini di Biden una serie di risorse governative. La responsabile della General Services Administration, l’agenzia che si occupa degli edifici federali, ha un ruolo abbastanza oscuro ma importante quando viene eletto un nuovo presidente: firma documenti che assegnano milioni di dollari al transition team, oltre a dare loro accesso alle agenzie federali. E’ una dichiarazione formale che ancora non c’è. E non c’è perché Trump blocca la procedura.

Dalla Casa Bianca, riferiscono i cronisti, è arrivato l’ordine esplicito a tutte le agenzie di non comunicare con il team di Biden e bloccare ogni forma di cooperazione prevista dall’avvicendamento post elettorale, ovvero la dichiarazione ufficiale del governo di riconoscimento e ufficializzazione della vittoria di Biden, ovvero quello che Trump dice di essere intenzionato a non fare. Non solo, Trump continua a presentare ricorsi il che secondo alcuni prolungherà la paralisi, visto che il riconoscimento ufficiale della vittoria probabilmente arriverà solo dopo che tutti i ricorsi saranno stati valutati dai competenti Tribunali, o addirittura dopo il voto formale del Collegio Elettorale, fissato per il 14 dicembre,
La lettera Gsa è essenziale per lo sblocco di 6,3 dei 10 milioni stanziati per la transizione e l’autorizzazione all’accesso negli edifici federali per i componenti della squadra di Biden.

La campagna di Joe Biden sta valutando se avviare una azione legale contro il ritardo da parte del General Services Administration’s nell’ avviare il processo di transizione.

Il Gsa ha sempre riconosciuto ‘l’apparente vincitore’ poche ore dopo o massimo un giorno dopo la proclamazione sulla base delle proiezioni dei media.

La campagna di Biden ha fatto sapere che il denaro per sostenere una transizione finanziata privatamente è facile da raccogliere. Il team di Biden può raccogliere milioni di dollari in mezza giornata, hanno assicurato a ‘CNN’ fonti interne. Il danno vero è tutto politico, cioè un danno per il Paese, visto che il nuovo Presidente si troverebbe nelle condizioni di non poter essere pienamente operativo fin dal primo giorno dopo il giuramento.

Quella che si preannuncia, dunque, è una transizione turbolenta, come per altro ampiamente previsto, considerato come Trump ha gestito la Casa Bianca in questi quattro anni.

Ma i ‘danni’ che Trump può ancora fare spaziano assai. Un fronte sul quale gli osservatori ritengono si potrebbe esercitare parecchio è quello delle grazie.
Il tycon potrebbe decidere, sostiene la ‘
CNN’ di perdonare Michael Flynn, suo ex Consigliere per la sicurezza nazionale accusato di ‘relazioni pericolose’ con la Russia. Potrebbe « anche perdonare altri che sono stati condannati dalla squadra di Robert Mueller, tra cui Paul Manafort e George Papadopoulos» per cercare di minare simbolicamente il lavoro di Mueller. «Trump potrebbe anche perdonare preventivamente i suoi familiari e altri della Trump Organization. Secondo quanto riferito, i pubblici ministeri a livello statale di New York stanno indagando sull’Organizzazione Trump per varie potenziali frodi, una grazia presidenziale copre solo i crimini federali, non i reati statali. Tuttavia, Trump potrebbe concedere la grazia federale ai membri della sua famiglia nel caso in cui un futuro Dipartimento di Giustizia stabilisca che le accuse federali sono appropriate».

In ultimo ci si chiede se Trump potrebbe cercare di perdonare se stesso. «Non sappiamo in modo definitivo se un’auto-perdono presidenziale sia legale, principalmente perché nessuno l’ha mai provato prima. La Costituzione non pone alcuna limitazione esplicita al potere di grazia e gli studiosi legali non concordano sulla questione».

Gli Ordini esecutivi sono la passione di Trump, la sua quasi unica eredità. In queste settimane potrebbe produrne un profluvio. Secondo ‘CNN’,Trump potrebbe provare di nuovo a smantellare il Deferred Action for Childhood Arrivals, o attaccarsi all’Affordable Care Act. Ambiente,salute, immigrazione sono da sempre i suoi obiettivi preferiti, potrebbe esercitarsi in ‘ordini’.

E se un licenziamento di vertice può essere annullato con una riassunzione da parte del nuovo Presidente, se lo desiderasse, gli Ordini esecutivi, spiegano i tecnici, non è così facilecancellarli da parte di chi subentra.

Altro fronte preoccupante è il potere che un Presidente ha di declassificare le informazioni sensibili. Trump potrebbe declassificare informazioni sensibili, militari o meno, o rivelare fonti critiche, mettendo così in pericolo vite americane ma non solo, anche degli alleati.

Nè si esclude che Trump possa ordinare attacchi missilistici o ritirare truppe da teatri all’estero in maniera avventata come i precedenti dimostrano. Per esempio potrebbe accelerare il ritiro dall’Afghanistan in modi che sarebbero politicamente difficili da invertire per il presidente entrante, sottolineano gli osservatori. Altresì il Presidente potrebbe chiedere al suo staff di distruggere documenti importanti o compromettenti perché prove di illeciti.

Insomma, i danni che Donald Trump potrebbe ancora fare all’America e non solo in queste settimane sono potenzialmente enormi. E per uno che pensa già di ricandidarsi nel 2024 potrebbero essere le cartucce che serve sparare per tenere caldo il proprio elettorato.

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