giovedì, Dicembre 9

USA2020: parità in Senato, governo diviso? Chiunque esca vincitore dallo scontro per la Casa Bianca, quello che si prefigura è uno scenario di ‘governo diviso’ almeno fino alle elezioni di midterm del 2022

0

Il voto statunitense del 3 novembre non apre scenari complessi solo per il futuro della presidenza. Se – al di là di sorprese dell’ultimo momento – l’esito della corsa elettorale fra Donald Trump e Joe Biden sembra ormai delinearsi (almeno nelle sue linee generali), la delicata questione degli equilibri congressuali rimane, infatti, in sospeso. A spoglio ancora in corso, il Partito democratico sembra avere mantenuto la maggioranza che aveva alla Camera dei rappresentanti (seppure perdendo qualche seggio rispetto al voto di midterm del 2018) mentre quello repubblicano dovrebbe riuscire a mantenere quella cheaveva al Senato (anche in questo caso con qualche perdita rispetto al 2018). Da questo punto di vista, chiunque esca vincitore dallo scontro per la Casa Bianca, quello che si prefigura è uno scenario di governo diviso almeno fino alle elezioni di midterm del 2022. In altre parole, uno scenario simile a quello che ha caratterizzato gli ultimi due anni e che – nell’attuale quadro di forte contrapposizione politica – è stato punteggiato da screzi ripetuti e spesso violenti fra legislativo ed esecutivo.

Da questo punto di vista, quello che attende gli Stati Uniti appare un prolungato periodo di instabilità. Da diverse settimane, ad esempio, il Congresso è bloccato dalla contrapposizione democratici/repubblicani sull’approvazione del nuovo pacchetto di misure a sostegno dell’economia e, se avere superato l’appuntamento elettorale potrà contribuire a rimuovere alcuni degli ostacoli sulla strada del provvedimento, il risultato finale resta tutt’altro che certo. È probabile che questo genere di frizioni continui anche nei prossimi mesi, con un grado di intensità che dipenderà anche dagli strascichi che il voto presidenziale si lascerà dietro. Anche la composizione effettiva delle due Camere – chi concretamente occuperà i vari seggi – giocherà un ruolo in questa dinamica. Il voto del 2018, per esempio, ha significativamente ringiovanito la presenza democratica alla Camera dei rappresentanti e dato un peso maggiore ai delegati delle diverse minoranze; un fatto esemplificato dall’emergere del ‘fenomeno’ Alexandria Ocasio-Cortez e che ha influito sulle posizioni dell’assemblea riguardo auna lunga serie di questioni.

L’impatto che questo stato di cose potrà avere sia sul piano interno, sia su quello internazionale, è ancora in larga misura da valutare. L’esperienza degli ultimi anni ha confermato che possono esistere disallineamenti forti fra legislativo ed esecutivo anche nel caso in cui entrambi siano espressione dello stesso partito. Uneventuale amministrazione Biden non potrà, quindi, dare per scontato nemmeno il sostegno della Camera dei rappresentanti. Al contrario, è possibile che proprio di fronte a un’amministrazione democratica, le fratture che attraversano il partito tornino a galla. Nella corsa alla nomination, la figura di Biden è emersa non tanto per le sue qualità unificanti quanto per il suo potenziale appeal su una fascia di elettorato moderato che avrebbe potuto essere indotta a spostare il suo appoggio su Trump se posta di fronte a un’alternativa considerata troppo ‘radicale’. Evidentemente, la possibilità di un Senato in mano repubblicana non può che accentuare questa fragilità, soprattutto per quanto riguarda il campo della politica estera, in cui l’organo e i suoi comitati detengono molte importanti competenze.

Nei prossimi giorni, l’eventuale riconferma dei vertici dei diversi comitati potrà fornire altri indizi riguardo allo sviluppo dei rapporti fra amministrazione e Senato. Figure ‘di peso’ come Lindsey Graham in South Carolina, James Inhofe in Oklahoma e James Risch in Idaho – rispettivamente presidenti dei comitati giustizia, forze armate e affari esteri – sono già state riconfermate e ciò potrebbe costituire un importante elemento di continuità. In tutti e tre i casi, l’indice di convergenza delle rispettive posizioni rispetto a quelle dell’amministrazione uscente elaborato dal sito FiveThirtyEight appare elevato, andando dall’87,3% di Graham al 92,7% di Inhofe. È ancora presto per tratteggiare lo scenario di un Senato ‘trumpiano’ schierato contro un’amministrazione di segno opposto. Tuttavia, la competizione ancora in corso per il controllo della Camera Alta è un’altra conferma di come l’‘onda blu’ attesa già nelle midterm del 2018 fatichi a materializzarsi e di come – al di là della polarizzazione delle opinioni su Donald Trump e le sue politiche – gli Stati Uniti continuino ad essere un Paese profondamente diviso.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->