domenica, Luglio 25

USA2020: gli States pronti alla violenza Gli americani sono sempre più preoccupati che il post-elezioni riservi disordini, rivolte, violenze, ma c’è un pezzo di America che crede che la violenza post-elettorale sia giustificata se vince la parte opposta alla propria

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Secondo il Pew Research Center, la grande maggioranza degli elettori di USA 2020 afferma che è importante per gli americani sapere chi ha vinto le elezioni presidenziali entro uno o due giorni dal voto. Ma solo la metà afferma di essere molto o piuttosto fiduciosa che ciò accadrà, e questo lo affermano sia i sostenitori di Donald Trump, sia quelli di Joe Biden. Lo stesso istituto già le settimane scorse ha certificato come nella maggioranza degli americani vi sia da una parte un fortissimo interesse per il voto, dall’altra una grande preoccupazione.

Gli americani nelle settimane scorse erano preoccupati, ci dice l’istituto di ricerca, per le possibili interferenze straniere (russe in primis), per la possibilità che si verifichino irregolarità e brogli, per la qualità dell’informazione elettorale, ma ora sono anche molto preoccupati dal rischio di violenze durante o soprattutto dopo il voto. Di mano in mano che la polarizzazione politica è cresciuta ed è diventata verbalmente incandescente, quasi tre quarti degli americani sono preoccupati per disordini, violenze, rivolte dopo il giorno delle elezioni, secondo un recente sondaggio di The Independent’, il che suggerisce, afferma il quotidiano, «che gli Stati Uniti sono una polveriera di angoscia partigiana».
Più di due terzi degli intervistati, il 68%, ha affermato di essere molto o abbastanza preoccupato per il fatto che i risultati delle elezioni non siano chiari il giorno dopo il voto, unitamente alla preoccupazione che le elezioni non siano libere e corrette e alla preoccupazione percontestazioni al voto e battaglie legali che potrebbero durare mesi. E da qui il fatto che quasi tre elettori su quattro, il 72%, si descrivono come molto o abbastanza preoccupati per la violenza post-elettorale, secondo un sondaggio JL Partners-Independent.

Ma attenzione, insieme alla ‘preoccupazione’, gli osservatori fanno rilevare che c’è un pezzo di America che crede che la violenza post-elettorale sia giustificata se vince la parte opposta alla propria, si tende a giustificare la violenza come un modo per raggiungere obiettivi politici. A sostenerlo sono 5 studiosi che hanno realizzato una ricerca resa nota già a settembre Larry Diamond, senior fellow della Hoover Institution; Lee Drutman, senior fellow della New America; Tod Lindberg, senior fellow presso l’Hudson Institute; Nathan P. Kalmoe, professore associato di comunicazione politica presso la Louisiana State University; Lilliana Mason, professore associato di governo e politica presso l’Università del Maryland.

Affermano questi cinque studiosi che «questo Paeseè diretto verso la peggiore crisi post-elettorale in un secolo e mezzo. La nostra più grande preoccupazione è che un’elezione presidenziale contestata -soprattutto se ci sono contese ravvicinate in alcuni Stati altalenanti, o se un candidato denuncia la legittimità del processo- potrebbe generare violenza e spargimento di sangue», e sottolineano «aumento negli ultimi mesi del numero di americani -sia democratici che repubblicani- che hanno affermato di pensare che la violenza sarebbe giustificata se la loro parte perdesse le imminenti elezioni presidenziali».

L‘ansia, la sfiducia e il sospetto aumentano, denunciano i media americani. «Attivisti ed estremisti sia di destra che di sinistra sono preoccupati che l’altra parte possa in qualche modo rubare le elezioni e stanno facendo piani su cosa fare se credono che stia accadendo. Esperti di conflitti globali avvertono che si tratta di una miscela tossica e che le condizioni sono mature per il conflitto e forse anche la violenza negli Stati Uniti». «I dipartimenti di polizia e la Guardia Nazionale dicono che si stanno preparando alle tensioni e alla possibilità di violenza nei giorni o nelle settimane a venire».

L’elemento che potrebbe far esplodere la miccia della violenza è il fatto che tutti oramai, dagli esperti ai politici fino alla gente comune, tutti hanno la consapevolezza che quasi certamente il mattino del 4 novembre gli USA non avranno un risultato elettorale chiaro, non si saprà chi ha vinto, e, peggio ancora, inizieranno le contestazioni e le battaglie legali tra le due parti contendenti, e i loro rispettivi sostenitori saranno tanto arrabbiati da essere pronti a scendere in strada e usare la violenza per imporre il proprio candidato.

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