lunedì, Settembre 20

USA: Trump cerca immigrati

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Che cosa succede se negli USA Donald Trump decide dideportaretutti gli immigrati privi di documenti? La domanda qualche mese fa si rincorreva per le strade americane e non solo, tra il beffardo, il faceto e il ‘l’angoscia’ di coloro che, appunto, i documenti non li avevano.  Le deportazioni di massa non ci sono state, ma la risposta è arrivata all’inizio di questa settimana. Gli Stati Uniti sono a corto di lavoratori stagionali, soprattutto addetti agli hotel o ai resort. I funzionari federali hanno dichiarato che non vi sono abbastanza lavoratori americani qualificati e disponibili a svolgere alcuni tipi di lavoro temporaneo non agricolo. Così l’Amministrazione Trump ha deciso di concedere altri 15.000 visti temporanei per lavoratori stagionali non agricoli negli Stati Uniti. Il Segretario alla Sicurezza nazionale, autorizzato dal Congresso, ha concesso gli ulteriori visti della categoria H-2B dopo aver rilevato che le aziende non riescono a completare gli organici con i lavoratori statunitensi.

Una legge federale prevede il tetto di 66.000 visti H-2B all’anno, ma il Congresso ha autorizzato i permessi extra, dopo aver consultato anche il Dipartimento del Lavoro. Per molti datori di lavoro, l’azione è stata decisa troppo tardi per permettere il completamento degli staff per la stagione estiva. Lo scorso anno, i visti extra erano stati 13.382; il visto H-2B permette ai detentori di lavorare legalmente negli Stati Uniti tra i quattro e i dieci mesi.

Per un’Amministrazione che ha dichiarato guerra agli immigrati sembra quasi una beffa. Il Ministro della Sicurezza Interna, John Kelly, ha dichiarato che la decisione di aumentare i visti dimostra «l’impegno dell’Amministrazione nel supportare il business americano», e ha spiegato che si tratta di un’estensione ‘una tantum’.

Le reazioni non sono state unanimi. Secondo alcuni la decisione «minaccia di invertire la tendenza dei datori di lavoro all’aumento delle retribuzioni e alla preferenza, invocata proprio dall’Amministrazione Trump, per i disoccupati americani». Una preoccupazione che scatta in una fase in cui i dati sulla disoccupazione dei lavoratori meno qualificati sembra volgere al positivo. Nei giorni scorsi, infatti, il Dipartimento del Lavoro aveva reso noto che il tasso di disoccupazione dei lavoratori ispanici è sceso al 4,8 per cento in giugno, il livello più basso registrato negli anni ’70. Secondo il Dipartimento del Lavoro, il tasso per i neri americani è stato del 7,1 per cento -su questa fascia di lavoratori il tasso migliore del 7 per cento netto si era registrato solo nell’aprile 2000.

Secondo alcuni analisti, tra questi quelli del think tank Economic Policy Institute, non ci sarebbero dati che confermano la carenza di lavoratori stagionali. «Espandere il programma H-2B senza riformarlo per migliorare le protezioni e aumentare i salari dei lavoratori migranti consentirà essenzialmente ai datori di lavoro senza scrupoli di avere ancora più libertà d’azione nel mercato del lavoro a basso salario e pochi diritti», ha dichiarato Daniel Costa, direttore dell’area immigrazione dell’istituto.

Kelly ha riconosciuto che molti lavoratori temporanei «sono vittime quando vengono qui,per quanto vengono pagati».  Ci sono numerosi casi di controversie che documentano come i migranti impiegati nel programma H-2B siano spesso sfruttati e derubati dai datori di lavoro e persino diventati vittime del traffico di esseri umani, ha sottolineato Costa. Gran parte degli abusi e delle discriminazioni nel programma H-2B è perfettamente legale perché i datori di lavoro sono stati autorizzati a sottopagare per anni i lavoratori H-2B grazie a scappatoie nei regolamenti salariali. E poiché i lavoratori statunitensi sono costretti a gareggiare con i lavoratori vulnerabili H-2B, i salari e le condizioni di lavoro per tutti i lavoratori nelle maggiori attività H-2B sono degradati, prosegue l’analisi di Costa. «Di conseguenza, non c’è dubbio che il programma H-2B necessiti di importanti riforme per proteggere sia i lavoratori migranti che americani, ma ogni spinta per espandere H-2B dovrebbe essere fatta attraverso il processo legislativo regolare e dopo un completo dibattito al Congresso, in modo che i membri sono responsabili per i loro voti».

In questo scenario, non bisogna perdere di vista il protagonista del mercato del lavoro a basso salario e a bassissimi diritti: l’immigrato senza documenti, quelli a rischio ‘deportazione’. Un viaggio nelle cucine dei ristoranti da New York per capire come i latinos vivono senza permesso di lavoro, realizzato tempo fa da Barbara Meo-Evoli, ci aiuterà a capire.

L’odore di preparazione dei cibi freschi e la musica che esce dalla cucina accarezza i sensi dei clienti che varcano la porta di uno dei ristoranti a Brooklyn a New York. Il cibo è squisito, preparato da mani meticolose, attente al dettaglio e discrete. Spesso i clienti chiedono di parlare con il cuoco per farsi consigliare  un piatto o per ringraziarlo personalmente, ma il team che lavora in cucina non esce. lavoratori. In questo ristorante come negli altri, sono immigrati clandestini provenienti dal Messico e America Centrale.

Secondo un rapporto del Pew Research Center, nel 2016 gli immigrati clandestini negli Stati Uniti sarebbero stati 11,1 milioni, cifra che sarebbe rimasta costante nel corso degli ultimi sei anni. Nel 2014  gli immigrati senza documenti che lavorano negli Stati Uniti avrebbero contribuito per di 13.000 milioni di euro a finanziare la sicurezza sociale, ma solo una piccola frazione di tale importo (1.000 milioni di euro) saranno destinati a loro. Questa incoerenza deriva dalla pratica di molti datori di lavoro di assumere immigrati con falsa carta verde, che prevede il pagamento delle tasse per aiutare a finanziare la sicurezza sociale.
Io lavoro 8 ore al giorno per quattro giorni alla settimana e 13 ore per due giorni“, ci dice Francisco (nome di fantasia per proteggere la sua identità), 30 anni, che ha vissuto per 15 anni negli Stati Uniti senza documenti. Anche lui, come molti altri immigrati a New York, che lavorano in nero in un ristorante e ha precedentemente lavorato nella costruzione, due settori di attività in cui, nelle aree urbane, è massicciamente presente il lavoro nero ad un costo inferiore rispetto a quello di lavoratori americani.

In alcuni settori, secondo il Dipartimento del Lavoro, gli immigrati clandestini rappresentano la metà della forza lavoro, nel settore agricolo addirittura oltre il 75%. Se l’Amministrazione Trump deportasse tutti quei lavoratori  dell’agricoltura, della ristorazione, delle costruzioni, come li andrebbe a sostituire? Ci sarebbero americani disposti a prendere il loro posto?

E ‘difficile vivere lontano dalla famiglia“, dice Francisco con lo sguardo fermo e stanco, mentre sta strofinando una padella. “Si vive con la nostalgia di colori, sapori, note e parole della  terra, lavorando sodo per salvare molte più ore di quanto previsto dalla legge e alla fine della vita tornare al paese d’origine con un piccolo capitale, avviare un business e morire là dove sei nato“.

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