domenica, Maggio 16

USA: svolta sui reati per droga No alle carcerazioni di massa, fuori a giorni 6.000 detenuti per reati legati alla droga

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Nella ‘guerra alla droga’ le pene detentive lunghe non servono. E’ la conclusione alla quale gli USA, patria del pugno di ferro contro coloro che si macchiano di reati riconducibili alla droga, sono giunti da tempo; ora dalle parole si passa ai fatti.

Anche gli Stati Uniti soffrono di sovraffollamento carcerario, il numero dei detenuti supera del 32% la capienza totale del sistema carceri; la popolazione carceraria tocca quota 1.560.000 -un quarto della popolazione carceraria mondiale-, di cui 206.000 nelle prigioni federali, il restante, la parte più consistente, nelle prigioni dei singoli Stati. Dei 206mila detenuti nelle carceri federali molti sono i condannati per reati legati alla droga, frutto della politica della ‘tolleranza zero’ per i crimini legati alla droga. Ora 6.000 di questi detenuti torneranno in libertà. Non si tratta, tecnicamente, di una amnistia (istituto non previsto negli USA), bensì di una riduzione di pena. Il Ministero della Giustizia ha deciso di rilasciare anticipatamente 6.000 detenuti tra il 30 ottobre ed il 2 novembre; si tratta di detenuti per reati legati alla droga, ma che non hanno commesso violenze. E sarà solo la prima tranche di scarcerazioni per riduzione di pena, una scarcerazione ‘di massa’ che alla fine metterà in libertà 46.000 dei 100.000 detenuti per droga nelle carceri federali, che al sistema costano un terzo dei 27 miliardi di dollari del bilancio del Dipartimento di Giustizia. Il provvedimento di riduzione delle pene non riguarda, invece, i 208mila detenuti per droga che sono rinchiusi nelle prigioni dei diversi Stati americani.

La scarcerazione è frutto della presa d’atto, da parte da parte del sistema giudiziario americano, condivisa a livello nazionale bipartisan, che la politica dellatolleranza zeroin fatto di droga non funziona, dell’inefficacia, insomma, delle carcerazioni di massa deipesci picccoli’, e del conseguente intervento della U.S. Sentencing Comission, agenzia indipendente che fissa le condanne per i crimini federali.
La Commissione, nell’aprile 2014, ha votato all’unanimità per ridurre le linee guida di condanna per molti reati di droga federali. Tre mesi più tardi, il gruppo ha nuovamente votato all’unanimità per rendere retroattiva la riduzione condanna, andando, così, incidere sulla riduzione dei soggiorni detentivi per migliaia di persone che stanno già scontando la loro pena nelle strutture federali. Il Congresso non ha bloccato la decisione della Commissione, e la modifica è entrata in vigore il 1 ° novembre 2014. L’attesa di un anno per rendere effettiva la decisione è stata motivata da ragioni organizzative. Contestualmente, il Ministero della Giustizia, già a fine dello scorso anno, ha dato istruzione alle procure di non incriminare e perseguire i criminali che commettono reati non violenti e di basso cabotaggio legati alla droga, soprattutto se non hanno legami con le bande di narcotrafficati, il cui smantellamento resta invece l’obiettivo primario della giustizia.

Un terzo degli individui che saranno rilasciati dal 30 ottobre al 2 novembre, sono stranieri che saranno rimpatriati, i restanti una parte sarà agli arresti domiciliari, il restante sarà libero e coinvolto in percorsi di riabilitazione.

 

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