lunedì, Aprile 19

USA – Russia: un Navalny di mezzo L’‘affaire Navalny’ costituisce solo un tassello che rischia di pregiudicare sul nascere un dialogo il cui rilancio – seppure in forme diverse – ha rappresentato una priorità per tutti i Presidenti che si sono succeduti alla Casa Bianca

0

L’ennesima puntata dell’‘affaire Navalny, iniziata a metà gennaio con il ritorno in Russia, l’arresto e la condanna dell’attivista, sembra avere occupato il centro dei rapporti fra Mosca e Washington già pochi giorni dopo l’insediamento della nuova amministrazione USA. La questione Navalny’ è stata toccata durante il colloquio telefonico che Joe Biden ha avuto con il Presidente russo, Vladimir Putin lo scorso 26 gennaio, insieme a vari altri punti caldi nei rapporti fra i due Paesi. Biden ha inoltre affrontato la questione nei colloqui avuti con gli alleati europei e ha pubblicamente chiesto la scarcerazione ‘senza condizioni’ dell’attivista. L’Unione Europea ha ventilato la possibilità di introdurre nuove sanzioni a carico di Mosca mentre a Washington si sono alzate voci che chiedono al Congresso di adottare un ‘Navalny Act’ che renda possibile un intervento di questo tipo anche da parte degli Stati Uniti. Un’iniziativa in questa direzione sarebbe già stata presa, fra gli altri, dal senatore repubblicano Marco Rubio, che sarebbe riuscito a raccogliere intorno alla sua proposta un sostegno sostanzialmente bipartisan.

Il rischio è che questo stato di cose finisca con l’interferire con la più ampia agenda dei rapporti fra il Cremlino e la Casa Bianca. Il Presidente Biden ha ereditato dal suo predecessore una situazione complessa, caratterizzata più da ombre che da luci, nonostante la dichiarata intenzione di Donald Trump di ‘rilanciare’ i rapporti con la Russia dopo le tensioni che avevano caratterizzato la presidenza Obama. Tuttavia, questa attesa ‘distensione’ non sembra esserci stata. Al contrario, secondo pressoché tutti gli osservatori, i rapporti Stati Uniti-Russia appaiono, oggipeggiori che nel 2016 sotto pressoché tutti gli aspetti. In campagna elettorale, Biden ha espresso più volte la volontà di affrontare le questioni oggi sul tappeto. Da questo punto di vista, la proroga fino al 2026 del trattato ‘New START’ sulle armi nucleari strategiche (che avrebbe dovuto scadere il 4 febbraio) rappresenta un inizio incoraggiante. I punti di divergenza fra Mosca e Washington rimangono, tuttavia, molti primi fra tutti quelli legati all’attivismo del Cremlino in teatri sensibili come quelli libico, quello siriano o quello ucraino.

Proprio la questione ucraina ha rappresentato, per l’amministrazione Trump, un’importante pietra d’inciampo. L’irrigidimento delle sanzioni contro Mosca, il sostegno alla presenza militare statunitense nei Paesi dell’Europa centro-orientale e l’accresciuto attivismo nel Mediterraneo orientale in funzione di dichiarato contrasto della presenza russa sono tutti fattori che – negli ultimi quattro anni – hanno contribuito in modo importante al raffreddamento dei rapporti fra Russia e Stati Uniti e che non sembrano destinati a venire meno con l’insediamento di Biden alla Casa Bianca. L’attenzione che il nuovo Presidente sembra volere tornare a rivolgere alla NATO sembra, inoltre, destinata ad aggiungere nuovi fattori di tensione, dati i timori che diversi membri dell’organizzazione nutrono per la politica ‘neo-imperiale’ della Russia putiniana. L’attuale vicinanza di Mosca alla Turchia e la posizione sempre più antagonistica che quest’ultima sembra avere assunto nello scenario mediterraneo rischiano anch’esse di riverberarsi – per il tramite della NATO – sul sistema delle relazioni fra Washington e il Cremlino.

Spettatore interessato di questi sviluppi è PechinoDall’inizio degli anni Duemila, si è assisto a un progressivo ma sostanziale avvicinamento della Russia alla Repubblica popolare cinese, avvicinamento che ha interessato diversi ambiti e che ha trovato il suo collante nella comune sfida al ruolo svolto dagli Stati Uniti nel definire le coordinate dell’attuale ordine internazionale. L’abbraccio con la RPC, tuttavia, pone a Mosca parecchi problemi e delinea, per la Russia, un ruolo futuro essenzialmente da ‘junior partner’. La definizione di un modus vivendi con Washington potrebbe forse offrire una via d’uscita da questa situazione. Resta da stabilire se e quanto le dirigenze dei due Paesi siano davvero disposte a pagare il prezzo che essa impone. L’‘affaire Navalnycostituisce solo un tassello di questo complicato puzzle tripolare; un tassello che, per contro, rischia di pregiudicare sul nascere un dialogo il cui rilancio – seppure in forme diverse – ha rappresentato una priorità per tutti i Presidenti che si sono succeduti alla Casa Bianca dalla fine degli anni Novanta, indipendentemente dal loro colore politico.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->