martedì, Settembre 21

Usa – Russia: sale la tensione

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Lo scorso ottobre si è svolta Trident Juncture 2015, esercitazione militare tenutasi in Italia, Spagna e Portogallo con l’ausilio di unità terrestri, aeree e navali e di forze speciali provenienti da tutti i Paesi membri della Nato agli ordini dell’ammiraglio Mark Ferguson, comandante delle forze navali Usa sia in Europa che in Africa. Come ha annunciato lo Us Army Europe: «Con oltre 25.000 partecipanti, Trident Juncture 2015 sarà la più grande esercitazione Nato dalla caduta del Muro di Berlino», organizzata allo scopo di testare le capacità della ‘punta di lancia’, il cui ruolo, secondo quanto comunicato da un portavoce della Nato, consisterebbe nel rispondere a una crisi in maniera preventiva. Si tratta, in altre parole, della messa a punto di una guerra da condurre con la partecipazione di tutti i Paesi membri della Nato. Lo scenario simulato prevede che «nella East Cerasia, un Paese ha invaso un Paese vicino più piccolo e minaccia di invaderne un altro. Le implicazioni della crisi sono globali». L’Alleanza Atlantica è quindi chiamata «a lanciare una missione internazionale di assistenza e appoggio per proteggere gli Stati minacciati».

Benché la Nato abbia impiegato nomi fittizi, è palese che la ‘East Cerasia’ rappresenti l’Europa orientale e il ‘Paese invasore’ la Federazione Russa, accusata dalla stessa Nato di aver occupato l’Ucraina e di costituire una minaccia mortale per l’intera area geografica, specialmente in seguito all’esercitazione militare russa tenutasi nel marzo 2015, nel cui ambito sono stati mobilitati 80.000 uomini, 65 navi da guerra, 220 aerei 316 sottomarini lungo l’asse Artico (Penisola di Kola), il confine polacco-lituano (Kaliningrad), la Crimea e il Mar Nero. Successivamente, gli Stati Uniti hanno patrocinato il progetto Fleet Partners, teso a rinsaldare l’alleanza strategica tra Nato e Georgia e Ucraina e integrare le rispettive marine militari per rafforzare la presenza dell’apparato bellico dell’Alleanza Atlantica nel Mar Nero in chiave anti-russa, come ha denunciato il capitano Oleg Shvedkov al quotidiano russo ‘Novaija Gazeta’. Parallelamente, gli Usa hanno organizzato la conferenza dall’eloquente titolo Deterring Putin ed invitandovi a partecipare i generali di 38 Paesi europei; scopo dell’incontro era quello di individuare quali piani propagandistici affiancare a quelli militari al fine di contrastare più efficacemente la Russia. Secondo quanto denunciato dall’ex direttore dell’Fsb Nikolaij Patrušev durante una riunione del Comitato di Sicurezza Nazione russo, gli Usa avrebbero inoltre stanziato finanziamenti destinati alla realizzazione di laboratori per la produzione di armi biologiche in numerosi Paesi dell’Europa orientale: «Decine di miliardi di dollari sono stati investiti per la produzione di armi biologiche ai confini stessi della Russia, e più precisamente sui territori dei Paesi membri della Comunità degli Stati Indipendenti». Naturalmente, ciò viola palesemente i trattati che gli stessi Stati Uniti avevano firmato per l’abolizione di armi chimiche e biologiche, in base ai quali la Russia si è impegnata a distruggere i propri arsenali entro il 2020, mentre gli Usa hanno ottenuto una proroga fino al 2028.

Parallelamente, al largo della Scozia, è stata effettuata la più grande esercitazione aeronavale Nato della serie Joint Warrior, con la partecipazione di oltre 50 navi da guerra e 70 cacciabombardieri messi a disposizione da ben 14 diversi Paesi. In Ungheria, Romania, Bulgaria e Lituania, cui la Germania ha offerto anche obici semoventi Panzerhaubitze, si sono tenute altre operazioni militari Nato, con aerei radar Awacs, caccia F-16 e navi da guerra nel Mar Nero. In Georgia, dove si è recata una delegazione dell’Assemblea Parlamentare Nato per accelerare l’ingresso del Paese nell’Alleanza, le truppe rientrate dal teatro afghano sono state ri-addestrate da istruttori Usa per operare nel Caucaso. In Azerbaijan, Tajikistan e Armenia sono state selezionate forze militari d’élite per operare sotto comando Nato, nel cui quartier generale sono già presenti ufficiali appartenenti a questi Paesi.

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