lunedì, Giugno 21

USA-Russia: prove tecniche di distensione? Le relazioni fra Mosca e Washington sembrano essere entrate in una fase più tranquilla, a luglio la prova

0

L’incontro del NATO-Russia Council che si è svolto a Bruxelles il 20 aprile scorso offre lo spunto per qualche riflessione sullo stato delle relazioni fra Mosca e Washington, che, dopo le animosità del passato, sembrano essere entrate, da qualche mese, in una fase più tranquilla. Esso offre, inoltre, lo spunto per qualche riflessione sul tema più generale dei rapporti fra Stati Uniti ed Europa, che trovano nella NATO un luogo privilegiato in cui esprimersi.
Fra l’altro, l’incontro del 20 aprile rivestiva un’importanza speciale perché il primo dopo quasi due anni di sospensione della collaborazione tecnica e politica seguita all’annessione della Crimea da parte di Mosca e al ruolo da questa svolto nel conflitto in corso nell’Ucraina orientale. Molte erano, quindi, le aspettative che ruotavano intorno al meeting. Quello dei rapporti con Mosca è un tradizionale punto di frizione fra gli USA e i loro alleati europei. Dopo la compattezza (almeno formale) dimostrata nei primi mesi, la crisi ucraina e la sua evoluzione hanno messo, inoltre, in evidenza le molte fratture che esistono nel fronte europeo, al cui interno, per ragioni diverse, un certo numero di Paesi guarda con favore alla normalizzazione dei rapporti con un partner economico e politico importante quale è la Russia.

Su questo piano, gli esisti dell’incontro sono stati  -almeno a prima vista- deludenti. La conferenza stampa finale del Segretario Generale Jens Stoltenberg ha più volte riaffermato la distanza che esiste fra le parti, condizionando la ripresa della cooperazione al ritorno di Mosca al rispetto delle regole del diritto internazionale dopo l’annessione ‘illegale’ della Crimea. Egualmente critiche sono state le osservazioni sull’atteggiamento russo in tema di trasparenza e risk reduction delle sue attività esercitative, che negli ultimi mesi hanno rischiato più volte di sfociare in incidenti con le forze dell’Alleanza. Nel complesso, le posizioni non paiono, dunque, essersi avvicinate, anche se un margine di dialogo è stato forse trovato nella comune preoccupazione per gli sviluppi dello scenario di sicurezza in Afghanistan e le loro possibili ricadute a livello regionale. Sebbene la questione sia stata solo accennata in conferenza stampa, l’esistenza di una convergenza sull’Afghanistan è stata confermata dall’ambasciatore russo, Alexander Grushko, che si è inoltre dichiarato possibilista sulla prosecuzione del dialogo con la NATO. Su quest’ultimo punto, un peso determinante lo avrà la valutazione che Mosca darà, nelle prossime settimane, degli esiti dell’incontro del 20 aprile.

Qualcosa sta quindi  -seppure impercettibilmente- cambiando? Al di là delle prese di posizione ufficiali, la stessa convocazione del NATO-Russia Council appare un segnale significativo. Dopo che negli scorsi mesi erano circolate con insistenza voci secondo cui i tempi non sarebbero stati ‘ancora maturi’ per una riunione del Consiglio, la decisione dell’Alleanza di riattivare uno strumento che non era mai stato mai davvero accantonato, rappresenta un segnale di dialogo importante nei confronti di un interlocutore che  -per la sua posizione e le sue potenzialità-  non può essere marginalizzato troppo facilmente.  Allo stesso modo, Mosca, nonostante gli ‘atout’ dei quali dispone, non può permettersi il lusso di accettare una posizione eccessivamenteripiegata’. L’attuale scenario di prezzi bassi sta danneggiando pesantemente un’economia in cui il settore energeticopesaper il 25% del PIL, il 50% del bilancio federale e il 70% dell’export. Secondo le valutazioni del Fondo Monetario Internazionale, la contrazione dell’economia russa prodotta da tale stato di cose sarebbe stata, nel 2015, nell’ordine del 3,8%, valore cui occorre sommarne uno compreso fra l’1 e l’1,5% legato all’effetto delle (peraltro costose) sanzioni imposte dal Paese da Stati Uniti e UE.
Anche l’intervento militare in Siria, se da una parte è valso a Mosca parecchie simpatie in un’Europa che appare sempre più affascinata dal ricorso all’uso della forza, dall’altra si è rivelata un’avventuraonerosa, con stime che ne fissano il costo fra i tre e i quattro milioni di dollari al giorno nei momenti di massimo impegno.
E’ però sul piano politico che il ripiegamento della Russia rischia di dimostrasi, a lungo termine, poco produttivo.

Il prossimo 8-9 luglio, il vertice NATO di Varsavia vedrà confrontarsi due visioni assai diverse dell’Alleanza: quella della ‘vecchia Europa’, che in essa cerca prima di tutto un foro di dialogo politico con gli Stati Uniti sulla grandi questioni internazionali, e quella della ‘nuova Europa’ centro-orientale, che in essa cerca prima di tutto uno scudo contro le temute ambizioni della Russia ‘neo-imperiale’ di Vladimir Putin. I risultati di questo confronto condizioneranno pesantemente il futuro della NATO e i rapporti di forza che emergeranno al suo interno. Essi, tuttavia, condizioneranno non poco anche il modo in cui la NATO stessa si rapporterà con la Russia e con le sue ambizioni geopolitiche. Un dato, questo, che proprio per le ambizioni che nutre, Mosca non può permettersi, oggi, di sottovalutare.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->