martedì, Settembre 28

USA: quel Cuomo che imbarazza Biden È improbabile che, in caso di impeachment, l’esito finale possa permettergli di giungere alla fine del mandato; un risultato i cui costi – in termini di consenso personale e per i Democratici – sarebbero comunque elevati

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Le accuse di molestie rivolte al governatore di New York, Andrew Cuomo, hanno colpito duramente l’immagine di un politico che nel 2020, nei mesi più gravi della pandemia di COVID-19, si era proposto con successo come una sorta di anti-Trump, tanto da che da più parti se ne era parlato come di un possibile sfidante alle presidenziali del 3 novembre. Le accuse di molestie sono, però, solo la punta dell’iceberg. Cuomo è, infatti, sotto attacco anche per come sono state gestite le case di riposo durante la pandemia e per come i decessi legati alla pandemia stessa sono stati riportati alle autorità federali, consapevolmente ridicendone il numero in modo da evitare la possibile apertura di un’inchiesta. Il governatore (che è al suo terzo mandato e che ha annunciato l’intenzione di volere correre per il quarto nelle elezioni del 2022), si trova, quindi, sotto il fuoco incrociato dell’opinione pubblica e dell’autorità giudiziaria, mentre i rappresentanti democratici nel legislativo dello Stato di New York stanno discutendo della possibilità di privarlo dei poteri speciali che gli erano stati concessi per affrontare l’emergenza COVID-19 ed eventualmente di aprire una procedura di impeachment nei suoi confronti.

È una vicenda delicata che, seppure indirettamentecoinvolge anche l’amministrazione. Cuomo è un esponente di punta del Partito democratico e guida dal 2011 uno Stato in cui, nel corso degli anni, la posizione di quest’ultimo si è consolidata anche fuori dalle tradizionali roccaforti urbane. Andrew che è stato sposato a Kerry, una delle figlie di Robert Kennedy è inoltre figlio di Mario Cuomo, anch’egli governatore dello Stato fra il 1983 e il 1994 e importante esponente dell’ala liberal del partito neglianni d’orodel reaganismo. È comprensibile come, con questo retroterra, le accuse che gli sono state rivolte appaiano assai imbarazzanti e come la pressione per le sue dimissioni sia forte tanto nel mondo politico quanto nell’opinione pubblica. Nonostante tre mandati ‘di successo’, secondo i sondaggi, il 60% circa degli intervistati si è detto favorevole a questa possibilità. Le dimissioni di Cuomo sono state chieste inoltre – in modo più o meno esplicito – dal Presidente Biden e dai vertici delle istituzioni federali, fra cui lo speaker della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, il leader della maggioranza in Senato e senatore per lo Stato di New York, Chuck Schumer, e la sua collega Kirsten Gillibrand.

La rimozione dall’incarico e l’eventuale interdizione dai pubblici uffici sono anche le probabili conseguenze della procedura di impeachment, la cui apertura (al di là dei tempi che richiederà) appare pressoché certa dopo il deposito dei risultati dell’inchiesta condotta dal procuratore generale dello Stato di New York. A livello politico, tuttavia, le conseguenze di una simile procedura appaiono ben più pesanti. La messa in stato d’accusa di uno dei simboli del Partito democratico rischia di rafforzare la posizione dell’opposizione repubblicana sia a livello statale che federale. Essa rischia, inoltre, di mettere in luce la frattura che esiste nel partito del governatore e nel suo elettorato, una parte del quale è comunque favorevole a che Cuomo completi il mandato. Sempre all’interno del partito, essa rafforzerebbe, infine, la posizione di quanti chiedono da tempo un serio ricambio generazionale. Non a caso, fra i primi a domandare le dimissioni del sessantatreenne governatore, lo scorso febbraio, vi sono stati diversi membri della pattuglia di giovani democratici eletti alla Camera dei rappresentantidallo Stato di New York, come Alexandria Ocasio-Cortez, Grace Meng, Mondaire Jones e Jamaal Bowman.

In questo senso, l’‘affaire Cuomo sembra destinato ad avere ricadute pesanti non solo sul suo protagonista. Ciò spiega anche la presa di posizione della Casa Bianca, che già a marzo si era detta a favore delle dimissioni ove le indagini avessero confermato le accuse mosse al governatore. Resta da capire se e quanto l’intervento del Presidente influirà sulle decisioni di quest’ultimo, che sinora ha negato ogni addebito. Nonostante la popolarità di cui ha goduto (e di cui continua a godere, almeno in parte dell’elettorato), è difficile che Cuomo riesca a sostenere la pressione crescente cui è sottoposto e la perdita costante di alleati dentro il partito. Dati gli equilibri del Legislativo dello Stato di New York, è inoltre . Tutto questo senza contare che il voto per il seggio governatoriale coincide con le elezioni federali di midtermun appuntamento cui l’amministrazione guarda non senza preoccupazione e i cui esiti potrebbero risentire negativamente di una crisi la cui portata sembra crescere di giorno in giorno.

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