domenica, Ottobre 17

USA: nuovi Stati approvano leggi per coltivare la canapa, una vera rivoluzione La settimana della canapa nelle testate estere, dal 27 al 31 agosto

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Settimana all’insegna della svolta rivoluzionaria americana, in quanto altri tre Stati stanno per aggiungersi ai nove che hanno già legalizzato la cannabis, si tratta di Michigan, North Dakota e New Jersey dove il locale Governatore ha anche anticipato che – a differenza degli altri Stati USA, non è previsto un referendum di approvazione popolare. L’Illinois è anch’esso entrato nel novero degli Stati USA che hanno accettato e promulgato la legalizzazione della cannabis prima della triade annunciata nel corso della settimana corrente. In Israele la situazione è ancora calda, oltre il vivo dibattito nei media nazionali circa la Legge che sanzionerebbe molti limiti alla coltivazione e commercializzazione di cannabis, l’utenza è scesa in strada a Tel Aviv chiedendo di non fare in modo che i costi delle cure basate sulla cannabis a scopo terapeutico aumentino, perché sarebbe un grave vulnus alle loro necessità di cura. La Grecia constatata la alta redditività della cannabis, oggi tra le colture privilegiate, implementa le aree destinate a coltivare la canapa, prospetta un notevole miglioramento nella ricerca e definizione di nuovi posti di lavoro. Infine l’Australia dove gli Stati Occidentali hanno innalzato il livello di cannabinoidi coltivabili ed estraibili tramite processazione portandosi a livelli tra i più ragguardevoli a livello mondiale.,

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Anche l’Illinois legalizza la coltivazione e commercializzazione di canapa industriale. L’Illinois è l’ultimo Stato -in ordine di successione- tra gli Stati degli USA che finora hanno approvato con apposita legge la coltivazione e la processazione di canapa industriale. Attraverso una legge promossa dal Senatore Bruce Rauner, agli inizi della settimana in corso, gli addetti all’agricoltura interessati alla coltivazione possono coltivare e produrre specifici prodotti dell’indotto con una regolamentazione approvata dalle Autorità Governative statali. In modo significativo, la legge permette ai coltivatori ed a chi processa il prodotto di estrarre CBD, il derivato al quale il mercato è principalmente interessato a questo specifico prodotto quando è nella sua fase di fioritura in tutto il Mondo. Uno degli Stati più caratterizzanti del Midwest USA, l’Illinois, conta oggi circa 25 milioni di acri (10 milioni di ettari all’incirca) di terreni agricoli e 75.000 aziende agricole. Lo Stato è famoso soprattutto come coltivatore grandemente interessato alla coltivazione di soia e mais. Lo stesso Senatore Rauner ha affermato in tal proposito: «La legalizzazione della coltivazione di canapa industriale è semplicemente fare una cosa di buon senso». La legge fissa un programma di concessione di licenze per coltivatori e processori industriali sotto stretto controllo del Dipartimento di Agricoltura dello Stato DOA, che monitorerà le colture ed il livello di THC. La canapa non può superare lo 0.3% di THC negli Stati Uniti ed in Canada. A differenza di alcuni programmi statali introdotti negli USA, l’Illinois non fissa alcun limite al numero delle licenze che possono essere concesse qualora ve ne siano le caratteristiche di legge oggi correnti. Il Dipartimento di Agricoltura DOA dell’Illinois è obbligato a definire il programma di concessioni nei prossimi 120 giorni. Secondo Jen Walling, direttore esecutivo dell’Illinois Enviromental Council, sul tema ha aggiunto: «La canapa può arrecare «vantaggio all’industria dell’agricoltura sostenibile e milioni di dollari in investimenti e crescita economica all’Illinois. La canapa industriale porterà nuove opportunità ai contadini dell’Illinois». Più della metà degli Stati degli USA sono in fase avanzata nello stilare e promulgare leggi apposite riguardanti la coltivazione di canapa industriale e poi pubblicare negli atti ufficiali statali all’insegna di programmi di coltivazione, ricerca, sviluppo e commercializzazione coordinati da una Legge Federale che sta anch’essa per essere aggiornata.

USA

Negli ultimi anni, già nove Stati degli USA hanno legalizzato la cannabis ed altri tre sono in dirittura d’arrivo su pari obbiettivo: Michigan, North Dakota, Stati dove si prevede tra non molto verranno indetti i relativi Referendum per la definitiva approvazione. E nel frattempo, nel New Jersey il Governatore promette la legalizzazione entro quest’anno con una apposita Legge e senza nemmeno dover passare attraverso la via della approvazione popolare per mezzo del Referendum connesso. Gli Stati che hanno finora approvato, Washington, Colorado; nel novembre 2014, California, Nevada, Maine, Massachusetts. Con un referendum nel novembre 2016 il Vermont. Il prossimo mese di novembre i cittadini americani torneranno alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Congresso ed al Senato. In due Stati -Michigan e North Dakota- Stati entrambi confinanti col Canada, i residenti voteranno anche sulle relative leggi riguardanti la legalizzazione della cannabis a scopi ricreativi. Da sondaggi recenti, sembra che la maggioranza dei cittadini di entrambi gli Stati siano favorevoli alla legalizzazione. In un altro Stato, sulla Costa Est, il New Jersey, il Governatore Phil Murphy ha promesso di approvare la Legge sulla legalizzazione entro la fine dell’anno senza passare attraverso il vaglio del referendum.

North Dakota – Se i cittadini dello Stato voteranno per la legalizzazione nel mese di novembre, si tratterà dello Stato più conservatore tra quelli che finora hanno approvato la legalizzazione. Allo stesso tempo diventerà lo Stato che ha percorso più rapidamente il tratto che va dall’approvazione della cannabis ad uso medicale a quella per uso ludico. Solo due anni fa, nel 2016, i cittadini del North Dakota hanno votato il Disegno di Legge per approvare la cannabis medicale, con il 64% dei voti. Dopo soli due anni, si vota per la piena legalizzazione. Secondo i più recenti sondaggi prima del voto, i residenti sono al 46% a favore della legalizzazione, il 39% è contro ed il 15% è ancora indeciso.

Michigan – Appare una maggioranza assoluta a favore della legalizzazione. Grandi differenze tra il Michigan ed il North Dakota. Il Michigan, infatti, ha una consolidata industria della Cannabis medicale, settore coltivato nello Stato già fin dal 2008. Il 63% della popolazione ha votato a favore della legalizzazione della cannabis medicale. Con una così inveterata tradizione ed abitudine locale alla cannabis medica, dopo aver riscontrato i grandi vantaggi sia per la salute in ambito medico sia per quel che concerne la redditività nella coltivazione, dovrebbe sembrare meno difficile approvare anche l’utilizzo della cannabis ad uso ricreativo. Secondo studi recenti condotti dall’Istituto per la Ricerca sulle Politiche Pubbliche presso l’Università del Michigan, vi è una netta maggioranza a favore della legalizzazione nello Stato. Mentre vi è molta incertezza su quali candidati votare circa il Senato dello Stato, molti meno dubbi vi sono a proposito della legalizzazione della cannabis. Dai sondaggi appare che il 61% ha dichiarato che voterà a favore della legalizzazione; il 34% ha dichiarato che voterà contro ed il solo 5% ha dichiarato di essere ancora indeciso. Tutto questo induce a immaginare che il voto a favore della legalizzazione dovrebbe prevalere alquanto nettamente. Negli stessi sondaggi, appare che la percentuale a sostegno della legalizzazione varia molto da fascia a fascia di età.  Solo il 30% dei cittadini del Michigan con oltre 65 anni di età ha dichiarato che voterebbe per la legalizzazione rispetto al 62% tra i cittadini collocati tra 30 e 64 anni di età. Tra gli abitanti del Michigan con meno di 30 anni, il sostegno alla legalizzazione sale fino all’80%.

New Jersey – Ci si chiede se il Governatore riuscirà a mantenere le sue promesse- Phil Murphy, il nuovo Governatore del New Jersey, ha vinto le elezioni lo scorso anno, dopo aver promesso che -se fosse stato eletto- avrebbe approvato la legislazione sulla legalizzazione entro la fine dell’anno. Se tutto avrà successo, il New Jersey sarà il secondo Stato USA a vedere la legalizzazione della cannabis senza passare attraverso il Referendum popolare dopo il Vermont, che ha optato per questa via nel 2018. Prima che la promessa del Governatore del New Jersey possa vedere la luce del Referendum, però, il testo di legge deve prima passare al vaglio del Senato del New Jersey, dove gli avversari sono già arroccati contro. Secondo testate giornalistiche locali condotti nell’aprile dell’anno in corso, solo 5 senatori su 40 hanno detto che voteranno contro e 15 non hanno ancora deciso cosa votare oppure non ha risposto all’item relativo. Come se si trattasse di una forma di compromesso, un gruppo di senatori contrari alla legalizzazione hanno proposto un disegno di legge, da loro redatto, nel quale di disegna una sorta di depenalizzazione. In tale testo, si sottolinea che vi può essere una conversione da pene detentive a forme di compensazione pecuniaria come ammende e multe. Il Senatore Phil Murphy ha già fatto sapere di non voler accettare questo compromesso e che non vuole vedere la legalizzazione stessa come un argomento criminalizzato. «Rispetto molto il parere dei senatori che hanno proposto una forma di depenalizzazione per minimi quantitativi di Cannabis e li ringrazio per aver riconosciuto la natura del problema -ha affermato in un documento pubblico il Governatore Murphy- ma la sola depenalizzazione non sarebbe sufficiente a mandare falliti gli spacciatori in strada ed allo stesso tempo non proteggerà i nostri bambini. Non aiuterà ad opporci alle lacune razziali che vediamo ogni giorno quando si commina una qualche pena a fronte di reati nel settore. Se i nostri obbiettivi sono proprio questi, allora, l’unica opzione logica è proprio la legalizzazione, la regolamentazione e la tassazione sulla vendita di Cannabis agli adulti».  Al momento, il disegno di legge è nella fase finale della sua formulazione e dovrebbe essere approvato entro la fine dell’anno. Allo stesso tempo, il procuratore di Stato Gurbir Grewal, ha ordinato alla Magistratura di sospendere i procedimenti giudiziari nei casi relativi alla Cannabis fino a settembre.

Australia

Esponenti ufficiali dell’Australia Occidentale hanno innalzato l’ammontare in offerta sul mercato di THC disponibile per canapa industriale fino a raggiungere un pieno 1%, portando lo Stato in linea con altri all’interno del territorio australiano, in un processo generale di innalzamento nel condurre ad un livello più alto di THC disponibile. Solo Svizzera e Uruguay hanno un limite superiore di 1% mentre la gran parte delle Nazioni al Mondo operano su su limiti quali lo 0.3%. In Unione Europea i consumatori locali stanno spingendo affinché l’Unione riveda al rialzo i limiti portandosi a livelli tra lo 0.2 e lo 0.3%. Le variazioni in atto nell’Australia Occidentale sono sull’onda di emendamenti ed aggiornamenti all’Industrial Hemp Act del 2004 e sono stati passati al vaglio del Parlamento dello Stato la scorsa settimana. Il limite precedente era di 0.35 THC. «Il sostegno trasversale al sistema politico per queste variazioni di legge ed emendamenti sono un segno dell’ampia coscienza riscossa in quest’ambito circa il potenziale nella creazione di posti di lavoro per l’industria regionale della canapa industriale», ha affermato Alannah MacTiernan, Ministro dell’Australia Occidentale per Agricoltura e Alimentazione dopo che le variazioni di legge sono state approvate nell’iter parlamentare. «Questi emendamenti ridurranno il rischio per i coltivatori di canapa ed apriranno nuovi panorami per quanto riguarda le opportunità in campo lavorativo anche nella produzione di sementi così come cibi e bevande derivate dall’indotto”.

Australia e Nuova Zelanda hanno aperto i propri mercati ai cibi derivati dalla lavorazione di canapa nell’aprile 2017. Le variazioni di legge approvate si stima prenderanno effettivamente avvio a Settembre.

Israele

Vibranti proteste in strada in difesa dell’utilizzo della cannabis a scopo medicale, bloccate le principali strade di Tel Aviv, per mezzo di letti d’ospedale e sedie a rotelle. L’oggetto della protesta è la riforma della cannabis medica che ha portato all’eliminazione delle selezioni autoctone individuate in Israele, la riduzione delle dosi ed all’aumento dei prezzi. Centro nevralgico della protesta, Azrieli Junction, arrestato Nir Yopatero. Anche le famiglie dei manifestanti si sono aggiunte alle proteste, bloccata anche Kaplan Street, nella regione di Kraya, la riforma della cannabis medica è stata fortemente osteggiata e criticata. Sui cartelli scritte e slogan dove si chiede delle clausole che caratterizzano la riforma israeliana del settore della cannabis, una riforma che finora ha portato all’eliminazione dell’85% delle specie di cannabis attualmente in uso in territorio israeliano. Ha creato non poco scalpore vedere ammalati protestare scendendo in strada con lettini d’ospedale e sedie a rotelle. Tra gli altri fattori scatenanti della protesta, come anticipato, l’innalzamento dei costi della cannabis, specialmente per i pazienti particolarmente malati e la riduzione delle dosi somministrate principalmente ai malati di cancro, nel tentativo del Ministero della Salute israeliano di ridurre la produzione di olio per il trattamento dei tumori. Anche le strutture di alcuni programmi televisivi che curano da vicino questi eventi, si è unita alla protesta dei pazienti. Alla fine delle virulenti proteste, Nir Yupatero, uno dei leader della protesta, è stato arrestato per aver aggredito un poliziotto, dopo aver cercato di separare un autista da un veicolo che avrebbe potuto arrecar danno alle numerose donne accorse a sostegno delle proteste. Yoptero, noto anche come L’Angelo perché produce olio di cannabis per i malati di cancro nelle proprie abitazioni, è stato arrestato pochi mesi fa a casa sua ed oggi si ritrova a dover affrontare nella sede della Corte di Giustizia una accusa di coltivazione illegale di Cannabis.

Grecia

Gli investimenti in impianti di processazione di canapa industriale e di cannabis medicale stanno implementando la propria presenza sul mercato nazionale greco. Attualmente ammontano complessivamente ad un controvalore di almeno 255 milioni di Euro e sono ancor oggi in progressione positiva in Grecia, secondo quanto riporta lo stesso direttore di Cannatec Greece, una società leader del settore in assoluto. In un incontro avuto con Athens-Macedonian News Agency (AMNA), Dionysis Sarmazanidis ha affermato che le forme di sostegno per la produzione prenderanno avvio entro la fine del 2019. Inoltre, ha aggiunto che gli investimenti potrebbero anche attestarsi su livelli ancor superiori poiché il budget per alcune fattorie sono già stati finalizzati a tal scopo, mentre i nuovi posti di lavoro stimati non comprendono i futuri benefici che ne potrebbero derivare agli operatori professionali del settore agricolo. Una società sussidiaria di Golden Greece Holdings Cannatec ha già siglato un accordo con società europee per la vendita di propri prodotti compresa la casa automobilistica Mercedes che utilizza canapa industriale per costruire parti dei propri veicoli.

Mentre alcuni produttori agricoli stanno attualmente adottando una politica dello stare alla finestra a guardare circa la coltivazione di Canapa industriale, potrebbe diventare facilmente chiaro a breve che la revisione di legge recentemente approvata e che facilita la coltivazione di canapa industriale potrebbe risolvere molti problemi tra i coltivatori ed agricoltori in genere, come sottolineato pure dallo stesso Sarmazanidis.

La processazione delle piante avrà sede nella Grecia del Nord operando sotto il controllo della Golden Greece Holdings che sta pianificando -al contempo- di fare ulteriori investimenti nel settore dell’industria della Canapa industriale a Polyastro, circa 70 milioni di Euro, Lagada con circa 15 milioni di euro e Veria con 20 milioni di Euro, successivamente attraverso un impianto a Kavala che è in dirittura d’arrivo anch’esso.

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