sabato, novembre 17

Usa, Midterm: tutto secondo copione (o quasi) Yemen, Save the Children: 'Bombardamento degli alleati ha causato 150 vittime'

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Tutto come previsto negli Usa nelle elezioni di Midterm. Lo spoglio dei dati conferma che i Democratici hanno avuto la maggioranza alla Camera e i Repubblicani al Senato. I Democratici sono arrivati a quota 220 seggi alla Camera. Situazione ribaltata al Senato, dove i Repubblicani hanno 51 seggi, uno in più rispetto ai 50 che servono per avere la maggioranza. Verso il riconteggio dei voti in Florida nella corsa al Senato fra il democratico Bill Nelson e il repubblicano Rick Scott. Lo afferma lo stesso Nelson, spiegando che, nonostante Scott abbia dichiarato vittoria nelle ultime ore, il repubblicano è in vantaggio di poco più di 34.500 voti, ovvero di meno dello 0,5%. La legge della Florida richiede il riconteggio automatico quando il margine di vittoria è pari o inferiore allo 0,5%.

Tante le donne elette. La democratica Sharice Davids vince in Kansas e diventa la prima donna nativo-americana in Congresso. Sempre qui, e sempre per i Dem, è stata eletta in Minnesota Ilhan Omar, che diventa la seconda deputata musulmana insieme a Rashida Tlaib in Michigan. Il repubblicano Ted Cruz batte invece in Texas il democratico e grande promessa Beto O’Rourke.

«Un enorme successo questa sera. Grazie a tutti», ha twittato subito Donald Trump. «Non serve un’elezione per sapere che siamo una nazione divisa, e ora abbiamo una Washington divisa. Come Paese e come governo dobbiamo cercare un terreno comune», ha affermato invece in una nota lo speaker repubblicano della Camera Paul Ryan. Soddisfatto l’ex presidente Dem Barack Obama: «Il nostro lavoro ora va avanti.
Il cambiamento non può arrivare da una sola elezione, ma questo è un punto di partenza. Spero che si torni ai valori dell’onestà, della decenza, del compromesso e che si torni a un Paese non diviso dalle sue differenze ma legato da un comune credo».

Diversi i commenti internazionali alle elezioni di midterm americane, a partire dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: «Si può presumere con un alto grado di certezza che non ci siano prospettive brillanti per la normalizzazione delle relazioni russo-americane. Nonostante tutte le fobie negli Usa, la Russia non ha mai interferito nei processi elettorali di nessun Paese, compresi gli Stati Uniti».

«Siamo impazienti di lavorare con il 160/mo congresso e i nuovi rappresentanti eletti degli Stati Uniti. Ue e Usa sono partner strategici chiave e alleati. L’Ue è pienamente impegnata per una stretta partnership transatlantica e a una mutua cooperazione», ha commentato il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, mentre dall’Italia Matteo Salvini ha detto: «A leggere i giornali doveva essere il trionfo democratico e la sconfitta di questo presidente un po’ strano ma il voto vero è stato diverso, raramente i presidenti in carica vincono queste elezioni. Apprezzo Trump perché mantiene gli impegni presi; sono contento che gli elettori abbiano premiato una linea coerente che può piacere o non ma è una linea coerente, è il bello della democrazia anche per chi oggi ha il viso lungo».

«I soldati alleati del governo dello Yemen stanno conducendo una battaglia all’interno della città di Hodeidah. Il bombardamento dell’artiglieria sta avvenendo pesantemente da tutti i lati e al momento più di 150 persone sono state uccise». L’accusa arriva da Save the Children, secondo cui i bombardamenti di stamattina hanno colpito anche un ospedale, supportato dalla stessa ong.

Chiudiamo con il Camerun, dove sono stati rilasciati i 79 studenti rapiti il 5 novembre dai separatisti del nord-ovest in una scuola cristiana presbiteriana. Due dei tre membri dello staff sono ancora in mano ai rapitori.

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