domenica, Settembre 19

Usa: le forze centrifughe all’assedio di Washington

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Colorado, Maryland, Montana, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, New Mexico, Illinois, Iowa e Maine hanno dichiarato anch’essi che agiranno in osservanza dell’Accordo di Parigi, pur non avendo aderito all’United States Climate Alliace. Tale ente è stato artatamente sfruttato da diversi governatori locali per organizzare dialoghi bilaterali con rappresentanti di governi stranieri, aggirando (o meglio scavalcando) il governo federale. È il caso di Jerry Brown, il governatore (democratico) della California recatosi a Pechino per incontrare nientemeno che il presidente cinese Xi Jinping. Benché la motivazione ufficiale del viaggio fosse quella di esprimere il pieno sostegno della California all’Accordo di Parigi, in realtà Brown ha approfittato della situazione per discutere di commercio e ribadire il proprio appoggio al regime di libero scambio contro cui Trump si era scagliato sistematicamente in campagna elettorale.

L’acuto analista Wayne Madsen è convinto che potrebbe essere proprio il commercio a fungere da catalizzatore: «le Hawaii, che hanno da sempre un forte movimento indipendentista, hanno denunciato l’incostituzionalità del travel ban imposto dall’amministrazione Trump. Questo Stato rappresenta la porta d’ingresso degli Usa verso il Pacifico e l’Asia, ed ha quindi tutto l’interesse a difendere la libertà di viaggiare. Le Hawaii, i cui uffici commerciali presso Pechino e Taipei sono tutt’oggi molto attivi, hanno annunciato che non parteciperanno alla guerra commerciale di Trump. Anche altri Stati, in particolare i ribelli che si affacciano sul Pacifico, non adotteranno le politiche commerciali dell’amministrazione. Il fatto che la Costituzione degli Stati Uniti attribuisca al governo federale la gestione del commercio estero rischia di trasformare la questione in una vera e propria patata bollente. La California ha un grande ufficio commerciale a Pechino, Washington ed Oregon li hanno a Shanghai. Alcuni rappresentanti del commercio dei singoli Stati ricevono cortesie diplomatiche generalmente riservate ai consoli. Gli Stati non rinunceranno alle proprie opportunità di commercio estero per soddisfare i capricci di Trump. Le forze di decentramento attualmente attive sono in gran parte bipartisan e transcontinentali – ad eccezione di alcuni retrivi Stati del sud e dell’ovest – e non mostrano segni di cedimento».

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