giovedì, Aprile 22

Usa, guai per Trump: bufera attorno a Flynn e Spicer

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Ancora guai negli Usa. Dopo il licenziamento del numero 1 dell’FBI, la commissione intelligence del Senato che indaga sul Russiagate ha spiccato un mandato di comparizione per l’ex consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump, Michael Flynn. La decisione arriva dopo che Flynn si era rifiutato di collaborare all’inchiesta sul Russiagate, e per costringerlo a presentare alcuni documenti sui suoi contatti con funzionari russi. Ma per Trump le grane non finiscono qui: il vice ministro della giustizia americano, Gerald Rod Rosenstein, ha minacciato di dimettersi dopo che la Casa Bianca lo ha dipinto come il ‘suggeritore’ del licenziamento di James Comey (al suo posto si valuta l’ex parlamentare Mike Rogers). Mentre tra le prossime teste a cadere c’è il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer. Secondo la ‘Cnn‘, Trump è insoddisfatto di come Spicer lo sta difendendo di fronte alla stampa: come possibile sostituto la vice Sarah Huckabee Sanders.

Intanto la Cia ha creato una task force speciale con il compito di ostacolare il programma nucleare e quello missilistico della Corea del Nord. Mentre Trump ha lanciato un messaggio chiaro riguardante l’altro scenario caldo ,quello mediorientale: «Dobbiamo umiliare l’Isis. Se non lo facciamo i nostri figli continueranno ad andare a combattere nelle loro fila». E cala di 4 punti l’indice di gradimento di Trump: secondo l’ultimo rilevamento di Quinnipiac University solo il 36% approva il lavoro del presidente contro un 56% che invece disapprova.

 

Yuri Guaiana, l’attivista italiano fermato a Mosca, è stato rilasciato. Ad annunciarlo su Twitter il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. La polizia di Mosca ha rilasciato non solo l’attivista dell’associazione radicale ‘Certi Diritti’ ma anche i quattro cittadini russi fermati assieme all’italiano mentre portavano alla procura generale di Mosca oltre due milioni di firme per chiedere un’indagine sulle presunte persecuzioni dei gay in Cecenia. «Nei riguardi dei cinque fermati, tra cui un cittadino italiano, sono stati compilati verbali amministrativi in base all’articolo 20.2 comma 2 del Codice amministrativo russo» ha spiegato il legale Serghiei Badamshin. «Mi contestano di aver fatto una manifestazione non autorizzata e di aver fatto resistenza a pubblico ufficiale, cosa assolutamente non vera», ha spiegato Guaiana.

In Iraq le forze lealiste irachene continuano ad avanzare dai avanzano nei quartieri a nord-ovest di Mosul verso il centro, per stringere d’assedio i miliziani dell’Isis. Nell’ultima settimana l’esercito ha strappato allo Stato islamico 30 chilometri quadrati a nord-ovest del centro. Sono solo cinque i quartieri ancora controllati dall’Isis: quelli di Najjar, Rifai, Naft, quello del 17 luglio e la Città vecchia.

Lo Stato Islamico intanto ha lanciato oggi una controffensiva contro le forze curdo-siriane nel nord della Siria contro Tabqa, dove sorge una diga strategica, conquistata nei giorni scorsi dalle stesse milizie curde. Secondo i media, nell’attacco ai villaggi di Ayed Kabir e Mushayrafa sono stati uccisi numerosi miliziani curdi, mentre gli stessi curdi affermano che l’attacco nella parte ovest di Tabqa è stato respinto.

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