lunedì, Luglio 26

USA, due candidati alla prova delle convention La questione dei ticket è scottante alla vigilia delle convention nazionali di luglio

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Con l’approssimarsi delle convention nazionali, la campagna per decidere chi sarà il quarantacinquesimo Presidente degli USA entra nel vivo.
Prima della fine di luglio, entrambi i partiti avranno scelto i loro candidati per la corsa alla Casa Bianca (una scelta in larga misura scontata, visti gli esiti delle primarie), avranno elaborato le rispettive piattaforme elettorali e avranno sciolto il nodo centrale deiticket’, ovvero le accoppiate Presidente/Vicepresidente che il prossimo 8 novembre si presenteranno all’appuntamento elettorale.
Nell’imminenza di questo passaggio-chiave varie tessere del complicato puzzle delle presidenziali sono andati al loro posto. Pochi giorni fa, Hillary Clinton ha raccolto l’endorsement ufficiale del suo avversario alla nomination democratica, Bernie Sanders dopo che, agli inizi di giugno, aveva ricevuto quello del Presidente Barack Obama. Questa doppia investitura rafforza notevolmente la ex First Lady, che vede così allontanarsi il rischio di dovere affrontare una convention divisa e litigiosa. Agli inizio di luglio, inoltre, la sua posizione in merito alla discussa vicenda ‘emailgate’ (l’uso delle sua email privata per lo scambio di comunicazioni ufficiali all’epoca in cui era responsabile del Dipartimento di Stato) è stata definitivamente archiviata; una decisione che ha sgombrato la strada delle elezioni da un ostacolo grosso, imbarazzante e potenzialmente pericoloso.

Il Partito democratico sembra, quindi, prendere la via per Philadelphia nettamente rafforzato. In realtà, la decisione di Sanders di appoggiare apertamente la sua ex rivale non ha riscosso favori unanimi. Una parte dei suoi sostenitori appare, anzi, insoddisfatta della scelta compiuta e contraria a fare convergere i suoi voti sul candidato comune. E’ una spaccatura che la campagna di Donald Trump ha già cercato di sfruttare, mettendo in luce il carattere innaturale di un’alleanza che gli stessi protagonisti paiono accettare a fatica. Anche la questione del ticket contribuisce ad agitare le acque. Se, da una parte, alcune voci sottolineano il potenziale di un’accoppiata Clinton/Sanders, dall’altra il ruolo che la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren ha assunto nella campagna della Clinton ha aperto la porta a nuove illazioni. L’idea di un ticket ‘rafforzativo’ tutto al femminile solletica una parte dell’elettorato democratico e degli osservatori. L’attuale Vicepresidente Joe Biden, ad esempio, si è espresso a favore di una candidatura della Warren. Di contro, le posizioni di quest’ultima in materia di tutela del consumatori e regolamentazione dei mercati finanziari (che le hanno valso la fama di avere gettato le basi intellettuali del movimento ‘Occupy Wall Street’) hanno spinto molti a criticare apertamente la possibilità che corra con un candidato la cui posizione è considerata troppo vicina a quella dei grandi gruppi di potere.

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