martedì, Settembre 21

Usa: dibattito tra i Repubblicani ma nessun vincitore Temi economici e sociali al centro della discussione. Uniti solo contro Clinton e media

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Due ore e mezza. Tanto è durato il terzo dibattito televisivo, andato in onda sulla ‘CNBC’, tra i candidati Repubblicani alla corsa alla Casa Bianca per il 2016. Tanti i temi sul piatto, in particolare quelli economici, tanti gli scontri, ma alla fine nessuno dei dieci contendenti è riuscito ad emergere, tantomeno i due favoriti, Donald Trump e Ben Carson, il neurochirurgo che proprio negli ultimi giorni aveva superato nei sondaggi il magnate. Anzi. Per Trump il solito show, ma che non ha per nulla conquistato il pubblico. Anzi, a mostrare un certo nervosismo è stato proprio lui, in particolare alla prima domanda postagli dal giornalista John Harwood, che gli ha chiesto se il suo programma non fosse un ‘giornale di fumetti’: «Non è una domanda molto carina da porre. Il mio programma non è un libro dei fumetti». Poi la solita retorica, con Trump che conferma il suo ok alle armi e soprattutto alla costruzione di un muro al confine con il Messico per fermare l’afflusso di immigrati. A rispondergli qui un altrettanto sottotono Jeb Bush«La maggioranza degli americani non crede in un futuro nero, non sono pessimisti, credono in un futuro di speranza. E non credono nella costruzione di muri».

https://youtu.be/kixVBHE9sTU

Forse qualcosa meglio hanno fatto gli outsider, come John Kasich, governatore del Ohio, che proprio all’inizio  ha subito messo il dito nella piaga dei Repubblicani: «Volete rendervi conto che stiamo per scegliere un candidato che non ha esperienza e non sa fare il lavoro di presidente?». Ma non solo. Un attacco su tutta la linea ai suoi ‘colleghi’, rei di mostrare soluzioni ai problemi ‘irrealistiche’. E qui è partito l’attacco a Trump, in particolare alla sua idea di espellere 11 milioni di stranieri che vivono illegalmente nel Paese: cacciarli e lasciare qui i figli, che invece sono americani a tutti gli effetti? Ma anche accuse a Rand Paul e alla sua idea di tagliare pensioni e assistenza sanitaria, oltre ai tagli sulle tasse. Una mossa che forse pagherà quella di Kasich, che ha smascherato forse la troppa ‘semplicità’ delle argomentazioni di tutti i candidati.

A mostrare qualche muscolo in più poi, secondo la stampa americana, il senatore della Florida Mark Rubio, il governatore del New Jersey Chris Christie e il senatore texano Ted Cruz. Di sicuro l’unità dei Repubblicani si è ritrovata in due temi: Hillary Clinton e i media. Sulla candidata democratica unanime il coro di disapprovazione, con Rubio che ha attaccato: «Sui media si legge che è stata una grande settimana per Hillary Clinton. Ma è stata una settimana in cui è emersa la sua reputazione di bugiarda». Ad alzarsi anche la voce dell’unica donna, Carly Fiorina, che attacca l’ex first lady proprio sul tema delle donne, definendo «ipocritiche» le politiche che propone: «Non dobbiamo dimenticare che tre milioni di donne sono scivolate in povertà» con l’amministrazione Obama. Sul secondo tema poi altro coro di critiche: Rubio ha parlato di super-lobby schierata con i Democratici, ma a far discutere sono state le domande dei giornalisti, dirette a mettere in luce solo i difetti e gli ‘scheletri nell’armadio’ di ogni candidato. La Fiorina infatti è stata nuovamente punzecchiata sui suoi risultati alla guida della Hewlett Packard, mentre Rubio è stato accusato di problemi contabili e di assenteismo al Senato durante la campagna elettorale. Nel mirino, ovvio, anche Trump, a cui sono state contestate le procedure fallimentari dei suoi casinò di Atlantic city.

https://youtu.be/HQLfaXzgE-0

A vincere? forse proprio la loro ‘nemica’, Hillary Clinton, che ha seguito il dibattito e ha commentato il tutto su Twitter. «Non possiamo più aspettare. Dobbiamo agire per prevenire la violenza con le armi da fuoco», mentre sulla questione sociale ha detto: «In America non c’è posto per cittadini di seconda classe. Non possiamo più aspettare per un’ampia riforma dell’immigrazione».

(video tratti dal canale Youtube della Reuters e CBS New York)

 

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