sabato, Aprile 17

Usa, cosa prevede il nuovo Travel Ban di Trump?

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Donald Trump lo aveva promesso ed è arrivato: per difendere gli Stati Uniti dall’ingresso di terroristi stranieri ecco arrivare il nuovo Travel Ban, che sostituisce quello bloccato da diverse corti federali lo scorso gennaio. Se il precedente sospendeva per 90 giorni l’entrata di cittadini provenienti da sette Paesi (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) e stabiliva il divieto di entrata per i rifugiati di nazionalità siriana, stavolta cambia solo in qualche particolare: si ribadisce lo stop da sei Paesi e non sette come nel precedente Travel Ban, confermata la sospensione per 90 giorni, fatte salve le eccezioni, limitazioni e deroghe previsti dall’ordinanza. A rimanere fuori l’Iraq, visto che nonostante la guerra ancora in corso il Paese collabora nella lotta all’Isis.

Spetterà al segretario della Homeland Security di procedere a una revisione generale per verificare se e quali informazioni addizionali debbano essere aggiunte ai fini di una richiesta di visto o ammissione nell’Immigration and Nationality Act (Ina).  Entro 120 giorni, il segretario di stato e quello della sicurezza interna dovranno rivedere, insieme all’intelligence, i processi per l’assegnazione e la richiesta di inserimento dei rifugiati sotto l’Usrap. Viene aggiunto poi che l’ingresso quest’anno di 50mila rifugiati è dannoso per gli interessi degli Stati Uniti e che ogni entrata ulteriore va evitata fino a quando non si determina l’entità esatta del numero a fronte dell’interesse nazionale. Rimane il fatto che ‘il rischio di permettere l’ingresso di un cittadino di questi Paesi intenzionato a compiere atti terroristici o minacciare la sicurezza nazionale è elevato in un modo inaccettabile’, si legge nel decreto, così come che ‘nessun visto da immigrato o di altra natura emesso prima dell’effettiva entrata in vigore dell’ordine potrà essere revocato’.

E non si placano le polemiche, anche in questo caso: fa discutere la decisione di aver lasciato fuori Arabia Saudita e Pakistan dal Travel Ban. L’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite ha mostrato ‘preoccupazione’ per questo nuovo provvedimento, mentre dalla Somalia il segretario generale dell’Onu Guterres dice: Avremmo preferito vedere alleggerito questo decreto. Naturalmente dobbiamo comunicare col governo degli Stati Uniti, dato che li vive una grande comunità somala”.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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