domenica, Ottobre 24

USA: buon esempio per cambiamenti climatici field_506ffb1d3dbe2

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Nella lotta ai cambiamenti climatici gli Stati Uniti devono dare il buon esempio, e sfidare il mondo a fare altrettanto. Con un lungo discorso dai toni ispirati, Barack Obama ha presentato oggi il suo ambizioso piano per la protezione per l’ambiente, con la riduzione delle emissioni di anidride carbonica delle centrali elettriche americane (del 32% dai livelli del 2005 entro il 2030), affermando che “quando il mondo incontra le sfide più dure, è l’America a guidare sulla strada da seguire“. Un piano quindi da presentare come esempio al vertice delle Nazioni Unite sull’ambiente, in programma a Parigi a dicembre perché  “nulla minaccia di più il nostro futuro e quello delle nuove generazioni del cambiamento climatico, il Pentagono afferma che i cambiamenti climatici pongono rischi immediati alla nostra sicurezza nazionale“. L’Agenzia Usa per l’ambiente, ha annunciato, “sta fissando per la prima volta gli standard per mettere fine all’emissione senza limiti di carbonio dalle centrali elettriche, che sono la fonte di un terzo dell’inquinamento da monossido in America e così ridurremo le morti premature” del 90%“, insistendo, “ci saranno 90.000 attacchi di asma in meno tra i bambini ogni anno per inquinamento“. In particolare quelli candidati alle presidenziali del 2016. Secondo Marco Rubio, ad esempio, gli esperti dell’amministrazione dovrebbero sviluppare delle politiche “buone per l’ambiente, ma buone anche per la nostra economia” che è colpita duramente. Per Jeb Bush quello di Obama è addirittura un piano “irresponsabile, che va “contro i governi degli Stati, che far perdere il lavoro ad infinite persone ed aumenterà il costo dell’energia per tutti“. L’ex governatore del Wisconsin Scott Walker ricorre invece all’ironia, affermando che il piano “dovrebbe essere chiamato il Costoso Piano per l’Energia, per le sue ripercussioni sui lavoratori e gli aumenti dei prezzi dell’energia. Obama ha risposto stasera con tono di sfida: “Se ci tenete così tanto a chi ha problemi economici e alle minoranze, allora cominciate a proteggere l’aria che respirano. Il nostro piano farà risparmiare ad ogni americano 85 dollari l’anno sulle bollette di luce e gas“. E sul fronte democratico trova molti sostenitori convinti, a partire dalla candidata alla Casa Bianca Hillary Clinton, che si è detta pronta, se diventerà  presidente, a difendere il piano.

In una serie di documenti della Casa Bianca visionati dal giornale Politico, l’annuncio di oggi viene definito come “lo sparo di partenza per una spinta a tutto campo del presidente e del suo governo, che include anche una visita di Obama nelle zone artiche dell’Alaska, un colloquio sull’ambiente con Papa Francesco nel corso della sua visita negli Usa a settembre, un discorso entro agosto ad un seminario annuale a Las Vegas sull’energia pulita e diverse altre iniziative. L’annuncio del piano doveva esser fatto dal prato della Casa Bianca, ma poi i metereologi hanno fatto sapere che avrebbe fatto troppo caldo, e la cerimonia è stata spostata all’interno, nella East Room. Per Obama tale piano “il passo piu’ importante
fatto dagli Usa in tema di cambiamento climatico“, aggiungendo che in tal campo “potremmo passare il punto di non ritorno“. Per questo, ha sottolineato “non abbiamo un piano B, bisogna
fare in fretta, siamo l’ultima generazione in grado di fare qualcosa“. Essi rappresentano “un danno economico” e quindi, prima che una minaccia per la salute, una minaccia per la sicurezza nazionale.  Con questo piano per l’energia pulita, in vista della conferenza internazionale di dicembre a Parigi, “gli Usa vogliono guidare la comunita’ internazionale in questa
battaglia”.  Nel discorso di presentazione, il presidente ha anche citato l’Enciclica del Papa francesco, che sottolinea come “combattere il cambiamento climatico è un obbligo morale”.
Il tempo non è dalla nostra parte”, ha detto il Presidente USA, “la terra è la nostra casa e la sua morfologia è cambiata”. L’annuncio del presidente arriva nella giornata in cui uno studio del World Glacier Monitoring Service dimostra che i ghiacciai del pianeta si sono ridotti a livelli mai visti negli ultimi 120 anni, con significativa accelerazione dello scioglimento nella prima decade del secolo. In media, lo spessore dei ghiacciai si riduce attualmente tra i 50 e i 150 centimetri all’anno, il che equivale “a 2-3 volte di più rispetto allo stesso periodo del XX secolo. Inoltre, secondo i dati preliminari riferiti agli ultimi cinque anni (non compresi nello studio) la riduzione delle masse dei ghiacciai procede a ritmo sostenuto. Nel XX secolo il record fu toccato nel 1998, ma dal 2000 in poi il primato negativo “è stato superato già  quattro volte, nel 2003, 2006, 2011, 2013, e probabilmente succederà ancora nel 2014″I negoziati internazionali sotto l’ombrello Onu hanno prodotto finora pochi risultati concreti: un fallimento totale a Copenaghen (2009) una intesa presentata come un successo (Durban 2011) ma che di fatto rinvia tutto a Parigi, che diventa quindi un appuntamento senza appello. I 195 Paesi che partecipano alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Unfcc) si sono impegnati a trovare una intesa a cui dovranno aderire anche i Paesi in via di sviluppo, esclusi dal protocollo di Kyoto, oltre agli Usa. La Cina produce oltre un quarto delle emissioni mondiali di Co2, contro il 16% degli Usa
e l’11% dell’Ue. A Parigi ogni Paese presenterà il suo piano di riduzione delle emissioni e su quella base si cercherà una intesa che entrerebbe in vigore nel 2020.

 

(tratto dal canale ‘Youtube’, con video della ‘AP’, ‘Associated Press’)

 

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