venerdì, Luglio 30

USA: Biden e il giuramento più terrificante Fallimenti in materia di sicurezza e intelligence, profonde crepe nella società americana, complicità di congressisti e attuali e ex membri delle forze armate: questo dentro il 6 gennaio. La vera minaccia è in ciò che l'attacco del 6 gennaio ha scatenato nel lungo termine per l’America nel bel mezzo di una sorta di radicalizzazione di massa

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Donald Trump si prepara ad altri 100 perdoni, JoeBidn al più terrificante e blindato giuramento della storia degli States, e gli amici di Jake Angeli lo ‘sciamano’ si preparano al lungo assedio alla democrazia americana. I supermatisti e fascisti del resto del mondo stanno a guardare, per ora, il dilemma è se e come ‘imitare’ i protagonisti del 6 gennaio di Washington, più o meno come 4 anni fa, quando Trump stava per giurare e i suprematisti si preparavano per istruirsi alla ‘scuola’ di Steve Bannon (ora forse tra i destinatari della perdonanza trumpiana) e a diffondere il suo verbo.

Secondo i più accreditati media americani, cominciano dipanarsi le nebbie attorno a quanto effettivamente accaduto il 6 gennaio aWashington e gli USA guardano in faccia alla ‘portata terrificante dell’attacco al Campidoglio’. Un report di Nicole Gaouette, giornalista esperta in sicurezza nazionale, spiega bene come gli americani inizino a non nascondersi più quanto dall’esterno appariva abbastanza chiaramente fin dall’inizio.

«Le autorità federali stanno mettendo insieme un quadro agghiacciante dell’insurrezione del 6 gennaio che rivela importanti fallimenti in materia di sicurezza e intelligence, sottolinea profonde crepe nella società americana e allude alle sfide politiche future per il Presidente eletto Joe Biden», scrive per ‘CnnGaouette.
«Le prove suggeriscono la
pianificazione da parte degli insurrezionalisti, e ci sono domande e preoccupazioni sul fatto che possano aver ricevuto sostegno da alcuni poliziotti del Campidoglio,membri, attuali ed ex, delle forze armate e persino alcuni membri del Congresso». «Gli eventi di quel giorno sollevano interrogativi sui fallimenti dell’intelligence, sulla risposta letargica dei militari quando i legislatori, in preda al panico,chiedevano aiuto per telefono, e sui potenziali punti ciechi delle forze dell’ordine o sull’ignoranza intenzionale sui pericoli posti dai suprematisti bianchi e dai nativisti di destra».
E nei giorni immediatamente successivi, «mentre gli alti dirigenti dell’amministrazione che normalmente avrebbero preso l’iniziativa sono rimasti in silenzio per giorni -compresi i capi del Dipartimento di giustizia, il Dipartimento per la sicurezza interna e lo stesso presidente- i funzionari federali hanno lanciato la più vasta azione antiterrorismo dall’11 settembre 2001».

I «verbali dei tribunali e le notizie hanno confermato che attuali ed ex membri delle forze armate statunitensi hanno partecipato all’insurrezione. La notizia ha scatenato dichiarazioni inedite da parte dei leader delle principali agenzie di sicurezza che hanno sentito il bisogno di ricordare ai loro uomini e alle loro donne la loro lealtà alla Costituzione». Il Dipartimento della Difesa ha osservato un aumento dell’ideologia suprematista bianca tra i membri del servizio in servizio attivo e i veterani, ha detto alla ‘CNN’ un alto funzionario della Difesa.

E ora i congressisti hanno paura, paura dei rivoltosi, e di quanto si nasconde all’interno del sistema, in particolare dopo l’allerta diramata nei giorni scorsi dall’FBI, secondo la quale ‘proteste armate’ sono in programma in tutte le 50 capitali degli Stati e a Washington in occasione del giuramento, prima e dopo. «Le forze dell’ordine federali hanno emesso bollettini urgenti chiedendo assistenza per garantire la sicurezza dellaNazione».Alcuni congressisti stanno chiedendo giubbotti antiproiettile.

«Molti legislatori della Camera stanno prendendo in considerazione un’altra possibilità spaventosa: che l’azione abbia ricevuto assistenza da alcuni dei loro colleghi».
Trentuno membri del Congresso, molti dei quali che hanno prestato servizio nell’Esercito e sono addestrati a riconoscere attività sospette, hanno inviato una lettera alle strutture di sicurezza del Campidogliochiedendo loro di indagare sui tour ‘insoliti’ e ‘preoccupanti’ che hanno visto e segnalato il 5 gennaio.

«Le prove scoperte finora, comprese le armi e le tattiche viste nei video di sorveglianza, suggeriscono un livello alto di pianificazione, ha detto un funzionario delle forze dell’ordine federali. E i documenti depositati in tribunale offrono nuovi dettagli scioccanti.

Secondo una fonte a conoscenza della questione e un alto funzionario del DHS, l’FBI e il Dipartimento per la sicurezza interna non hanno emesso valutazioni delle minacce sul potenziale di violenza al Campidoglio degli Stati Uniti prima dell’attacco. In genere, l’FBI e il DHS redigono una valutazione congiunta circa le minacce per eventi di alto profilo e la inviano alle forze dell’ordine e alle parti interessate. Ma nessun rapporto del genere è stato compilato da nessuna delle due agenzie per la certificazione del 6 gennaio della vittoria di Biden, un evento controverso per i seguaci del Presidente».

Il ‘Washington Post’ ha riferito venerdì che tre giorni prima dell’attacco, un rapporto dell’intelligence interna della Polizia del Campidoglioaveva avvertito che i sostenitori di Trump arrabbiati potrebbero attaccare il Congresso. Il rapporto di 12 pagine descrive uno scenario stranamente simile a quello che si è svolto, con i sostenitori del Presidente infuriati che cercavano di fermare la certificazione di Biden e ribaltare i risultati delle elezioni. Un giorno prima che scoppiasse il caos, un avamposto dell’FBI in Virginia ha emesso un avvertimento interno che gli estremisti stavano arrivando a Washington pronti a commettere violenza.

Il ‘Post’ ha anche riferito che dozzine di persone in una lista di controllo dei terroristi erano arrivate a Washington per gli eventi del 6 gennaio. La maggior parte di loro erano sospetti suprematisti bianchi con precedenti cosìinquietanti da essere inseriti nel database nazionale di screening dei terroristi come potenziali rischi per la sicurezza.

Quattro agenzie federali hanno annunciato venerdì che apriranno le indagini sui propri ruoli il 6 gennaio. Il Dipartimento della Difesa, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento degli Interni esamineranno tutti i loro preparativi per gli eventi di Washington quel giorno che potrebbero aver avuto luogo. una parte nel permettere ai rivoltosi di violare il Campidoglio».

Guardato dritto negli occhi quanto davvero si è mosso in quel 6 gennaio, almeno per sommi capi, ovvero la definizione delle categorie di appartenenza dei protagonisti, il problema è il dopo. Gli esperti temono che la vera minaccia possa essere in ciò che l’attacco del 6 gennaio ha scatenato nel lungo termine. Il numero di estremisti potenzialmente violenti sta crescendo. «Le trame di domani stanno prendendo forma ora», ha detto alla ‘CNN’ Oren Segal, vice presidente del Center on Extremism della Anti-Defamation League, aggiungendo che «Non è prima dell’inaugurazione che dobbiamo preoccuparci del loro tentativo di scatenare un’altra guerra civile, è dopo».

Segal richiama quanto accaduto in Michigan la scorsa primavera, in quel caso Trump è stato in qualche modo partecipe, criticando il governatore Gretchen Whitmer per le sue restrizioni per il Covid-19 prima e dopo la notizia del complotto. Durante le proteste si sono saldati miliziani, anarchici, e tutte le frange ‘anti-qualcosa’. A questo insieme di proteste si aggiungano le bugie sulle elezioni rubate e sull’attacco al Campidoglio, e si avrà un «tipo di energia cinetica» ben difficile da fermare.

L’America è nel bel mezzo di una sorta di radicalizzazione di massa. Secondo molti esperti, Trump non ha appiccato il fuoco, piuttosto lo ha grandemente alimentato gettando gas sulle fiamme.

«Vedere Biden insediato, una donna nera e dell’Asia meridionale come suo vicepresidente, e poi rendersi conto che Trump se ne è andato, alimenterà le fiamme per coloro che sosterranno falsamente che l’Amministrazione Biden è illegittima», avverte Segal.

Un Paese «in una sega circolare» a causa di divisioni, azioni estremiste e retorica politica, così sono gli Stati Uniti in questo inizio di Amministrazione Biden. «Trump ha confezionato in regalo la narrativa per i prossimi quattro anni», spiega Segal.

Gli esperti temono che emerga un falso senso di sicurezza se il Paese riuscirà a superare l’inaugurazione senza alcuna violenza. Ma cosa succede quando saranno ritirate le barricate? Quando le truppe della Guardia Nazionale se neandranno? Quando le piattaforme tecnologiche, il pubblico in generale e i media rivolgeranno la loro attenzione ad altre questioni? La minaccia rimarrà, dicono gli esperti.

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