mercoledì, Dicembre 1

USA: attacco al ‘simbolo’ Sirte

0
1 2


Daesh, dunque, con il controllo di Sirte, sembrerebbe avere tutte le carte in regola per vincere la sua guerra in Libia, ma ancora qualcosa manca nel quadro appena tracciato. Fattori che spesso non vengono considerati, ma che sarebbero indispensabili per comprendere l’attuale contesto: uno di questi è che lo Stato Islamico non ha il totale controllo della città, ma ne condivide il governo con altre milizie jihadiste, le quali non approvano totalmente il programma del pretenzioso Califfo, come non ne innalzano le insegne.

Queste milizie sono spesso in lotta tra loro, oltre che con i governi libici; in più, gli equilibri tra le famiglie e le tribù libiche (una variabile essenziale in Libia) sono assai volubili e le stesse milizie che militano sotto le insegne dello Stato Islamico non sono altro che gruppi jihadisti che hanno accettato il Califfato di Daesh come sponsor per le loro azioni terroristiche di guerriglia.

Sebbene i comandanti di queste milizie stanno mostrando una grande abilità nel pianificare e coordinare attentati e offensive per mezzo dei combattenti stranieri, guerriglieri locali, mercenari centro africani e veterani della guerra in Mali, le loro forze sono costituite da un assai frammentato gruppo di pirati, narcotrafficanti, terroristi e guerriglieri, non ancora da un esercito vero e proprio, con capacità gestionali e di coordinamento tipiche delle unità militari. In tal modo, la loro capacità offensiva, seppur di ampio raggio, rimane assai limitata nello spazio e nel tempo: contro una tenace difesa, queste milizie devono battere in ritirata.

In sintesi, Sirte è una roccaforte che Daesh (o meglio le milizie da lui sponsorizzate) tiene stretta contro ogni tentativo di riconquista.

La città, tuttavia, non potrà essere strappata all’IS con la sola forza delle armi: ciò rischierebbe di innescare quella alleanza tra milizie che farebbe trovare un esercito libico in inferiorità numerica contro gli alleati di Daesh. Per riprendere Sirte, il nuovo Governo dovrà pazientemente intavolare trattative con le maggiori famiglie locali, al fine di strappare a Daesh quanto più consenso possibile nella zona, per poi trattare con le milizie non affiliate allo Stato islamico le condizioni per la deposizione delle armi, presumibilmente in cambio di tornaconti politici o economici e successivamente colpire con ogni forza gli alleati di Daesh nella zona di Sirte. Se questo lavorodiplomaticonon è stato condotto, gli attacchi americani potrebbero rischiare di causare ulteriore caos e distruzione. Far leva sulle opposizioni interne agli alleati di Daesh, costituiti al tempo stesso da ex rivoluzionari e da vecchi soldati del passato regime, sembra essere indispensabile per il buon esito del ‘lavoro’ americano.

L’offensiva su Sirte non solo ha come principale obiettivo la conquista e la liberazione della cittadina, dove si sono trincerati molti dei guerriglieri islamisti, ma potrebbe avere un significato ben più importante, stabilendo il passaggio definitivo dalla guerra tattica al Califfato ad una vera e propria guerriglia senza quartieri che si snoda in tre Paesi diversi.

La riconquista di Sirte gioca un ruolo di fondamentale importanza anche per la costruzione di un consenso interno per il futuro assetto politico del Paese.
La battaglia ideologica che si continua a combattere tra il Generale Khalifa Haftar e il Premier Fayez al-Sarraj,  dipenderà moltissimo dalle sorti di Sirte e come questa sarà riportata sotto il controllo del popolo libico.

La reazione degli uomini del Califfato potrebbe essere l’assedio ad oltranza. La città di Sirte rimane ancora una volta gioia e dolore di una Paese in continuo mutamento, sfaldata dalle lotte intestine ma chiara su un solo punto: la Libia ai libici.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->