mercoledì, Ottobre 20

Uruguay tra aumento salariale e recessione field_506ffb1d3dbe2

0
1 2


Situazione che potrebbe aggravarsi se consideriamo l’attuale negoziazione sindacale per l’innalzamento del salario minimo e la parallela discussione in Parlamento per l’introduzione di nuove imposte. Non a caso molti economisti uruguayani predicano cautela nelle concessioni salariali proprio per evitare un corrispondente aumento della disoccupazione, unica leva utile alle imprese per evadere dalla crisi. Di contro il Fronte Ampio vanta un fluente dialogo con i sindacati e pertanto non può politicamente sbarrare la strada all’avanzamento dei dialoghi per l’innalzamento del salario minimo. In definitiva su questo punto si ha la percezione che si stia giocando un’importante partita per il futuro del progetto politico del Fronte Ampio e dello stesso Vázquez che proprio nei giorni scorsi ha dato il via ad una strategica emissione di titoli di debito nel mercato internazionale. Un’operazione studiata e ben calibrata con lo scopo di ridurre il debito pubblico (3,7% del PIL) e permettere a Montevideo il pagamento di interessi passivi e ammortizzatori sociali.

Operazione finanziaria salutata con grande soddisfazione Herman Kamil, direttore dell’Unità di Debito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il ministro dell’Economia e della Finanza, Danilo Astori. La soddisfazione nasce dal fatto di aver approfittato del deprezzamento del dollaro e della caduta del tasso d’interesse, fattori che hanno permesso di emettere titoli di debito con scadenza al 2027 e al 2050 al tasso d’interesse rispettivamente del 3,52% e del 4,93%. Un costo nettamente inferiore a precedenti emissioni che pone Montevideo in condizione di minore rischio di insolvibilità. Inoltre dai mercati finanziari giunge un segnale di forte fiducia nella gestione economica e finanziaria del Paese in quanto il mercato ha accolto con favore i titoli uruguayani avanzando una richiesta cinque volte superiore a quanto realmente collocato nel mercato finanziario. Infatti Montevideo ha accolto un finanziamento di 1147 milioni di dollari con l’emissione di titoli di debito registrando soprattutto l’interesse da parte del mercato asiatico e degli istituiti bancari europei.

Con l’operazione appena descritta il Paese si è garantito una gestione delle impellenze economiche e finanziarie per i prossimi 18 mesi entro i quali dovrebbe cercare di risolvere i nodi della propria economia. Molto dipenderà da quanto accadrà da qui ai prossimi giorni in Brasile e da come gli Stati Uniti opereranno nel mercato internazionale. A Montevideo si spera di non avere nuovamente la necessità di riversare titoli di debito nel mercato finanziario per acquisire a caro prezzo l’ossigeno necessario alla propria economia anche perché il mercato finanziario oggi è così fluttuante ed alla mercé di numerosi eventi internazionali che, tra 18 mesi, gli interessi potrebbero registrare un forte innalzamento dando al debito un rischio ben più alto per i fragili equilibri di uno stato schiacciato dalla geopolitica regionale.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->