lunedì, Agosto 2

Uruguay: per Vázquez difficile succedere a Mujica

0
1 2


Venerdì scorso (15 aprile) è stato pubblicato in Uruguay il risultato di un sondaggio riguardante il gradimento sull’operato del Presidente Tabaré Vázquez. Il sondaggio ha dimostrato come solo il 33% degli intervistati approvi l’attuale gestione presidenziale evidenziando, di fatto, un crollo della figura politica del Presidente, ben distante dal 78% del 2015. Si tratta, tra l’altro, del risultato negativo peggiore mai avuto da una leadership del Fronte Ampio durante il suo Governo.
Ovviamente tali dati vanno guardati nel dettaglio in modo da osservare come il dissidio venga soprattutto da chi non si identifica con il partito politico al Governo: per gli appartenenti al Fronte Ampio il favore nei confronti di Vázquez è del 61%, con un disapprovazione del 10%, mentre dagli elettori appartenenti ad altri partiti politici arriva una bocciatura pari al 71% degli interpellati con solo un 5% di favore. A deludere maggiormente sono le politiche attuate in materia di sicurezza e istruzione.

Ma a questo punto è utile chiedersi cosa divida così, e per giungere ad una risposta non si può prescindere dal partire con un confronto tra Vázquez ed il suo predecessore ovvero José Mujica. Proprio quest’ultimo ha profondamente contraddistinto il precedente Governo dando all’Uruguay visibilità mediatica internazionale.
Una figura su generis spesso definita ‘il Presidente povero’ con riferimento al suo stile di vita ben lontano dalla consueta dall’ostentazione di potere e ricchezza a cui oggi siamo abituati. Mjica ha sempre mantenuto uno stile sobrio ed ha dato ampio spazio alla parola quale vera espressione dell’animo umano. Ognuno di noi è stato almeno una volta colpito da questa figura, tanto fisicamente minuta e fragile quanto immensa per trascorsi e espressione filosofica. Un guerrigliero Tupamaros che intraprende il percorso della lotta politica convenzionale divenendone massimo esponente nel 2010. Un uomo che ha inteso esprimere senza alcuna censura il proprio pensiero politico e sociale e per tale motivo è stato amato in ogni angolo del mondo.
La sua unicità ha portato l’Uruguay al centro dell’attenzione mondiale fino al 2015 e ne ha fatto esempio di sobrietà politica ed economica. Un Paese che finalmente assumeva una dimensione internazionale e che poteva far mostra degli ottimi risultati ottenuti con il suo modello di sviluppo. L’Uruguay di Mujica era riuscito a ritagliarsi un peso anche nel contesto regionale con gli altri mandatari a riconoscere il carisma del presidente di Montevideo.
Tuttavia occorre andare ben oltre e cercare la linea di confine tra la filosofia di Mujica e la reale politica, una sottile linea che alla fine riporta tutti con i piedi per terra. Si, perché dalla dialettica anticapitalista, prettamente popolare e rivoluzionaria è lo stesso Mujica a riequilibrare i valori, commisurando il tutto alla realtà dei fatti all’attitudine pragmatica di un Paese stretto tra due colossi regionali quali Brasile e Argentina.
Mujica, nel 2013, ai microfoni di ‘Al Jazeera‘ si esprimeva così: «l’economia non crescerebbe altrimenti, è un problema filosofico. Il Governo non può cambiare questa cosa, sono un prigioniero io stesso. Ciò che sto facendo è dove stiamo finendo […] c’è un grande spreco qui […] mentre altri non hanno una baracca dove dormire la notte. È pazzesco e ingiusto. Io mi oppongo a questo mondo. Sono prigioniero di questo mondo. Se provassi ad imporre il mio modo di vivere alla gente mi ucciderebbero […] il mio obiettivo è quello di lasciare un Uruguay meno ingiusto, di aiutare i più deboli e di creare un modo nuovo di fare politica […]». Parole lucide e reali che esplicano come la dialettica e la filosofia devono fare i conti con un sistema reale ben lontano e più vicino all’equilibrio tra interessi privati e pubblici. Questo forse è il passaggio che meglio spiega il Mujica Presidente che è riuscito, nonostante tutto, a regalare all’Uruguay una vetrina internazionale e che il suo successore non riesce a bissare. Lo stesso Vázquez avendo appurato il declino della propria popolarità ha apportato alcune modifiche al suo profilo politico, optando per una maggiore visibilità pubblica ed un maggior contatto con la gente. Una scelta che tuttavia non è riuscita nei suoi intenti a causa dello scandalo collegato all’azienda nazionale Ancap e quello sulle referenze del suo vice Raúl Sendic al quale si aggiunge un’inflazione crescente ed un rallentamento della crescita del Paese.

Cosa succede a Montevideo?

Innanzi tutto le statistiche regalano un quadro preoccupante per il Paese con un’inflazione in forte crescita ed un PIL che è cresciuto del solo 1% nel 2015 a causa di un impatto negativo di export, consumo interno e flussi di investimento in entrata che in congiunto hanno avuto un valore di -1,6%. Il settore privato è strettamente connesso al mercato del dollaro e ne subisce gli effetti di una dilatazione del valore del cambio in favore della stessa valuta statunitense. Inoltre, vi è stato un aumento dei salari in ambito governativo e la cosa non è stata molto gradita dall’elettorato che non può non notare l’aumento del deficit fiscale e dell’inflazione (nel 2015 oltre il 9% ed oggi all’11%).

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->