giovedì, Ottobre 21

Uruguay, la marijuana di Stato diventa un problema Gli istituti bancari stranieri e in particolare statunitensi non accettano soldi legati a un’attività considerata illegale

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L’erba di Stato in Uruguay vive momenti complicati. La riforma simbolo dell’ex presidente Mujica, che ha legalizzato la marijuana per uso ricreativo, rischia di andare in fumo. Il 19 luglio scorso il piccolo Paese sudamericano è diventato il primo al mondo a coltivare, produrre e vendere cannabis.

Nelle casse dello Stato sono arrivati 90mila dollari per 70 chili di erba venduti, quindi non si può parlare di flop, ma intanto la Banca d’Uruguay ha iniziato a chiudere i conti di farmacie e imprese legate alla marijuana. Il motivo? Gli istituti bancari stranieri e in particolare statunitensi non accettano soldi legati a un’attività considerata illegale, formalmente equiparata al narcotraffico dalle norme anti riciclaggio.  Per questo gli istituti uruguaiani devono eliminare ogni legame con la vendita della cannabis.

Il presidente Tabaré Vázquez ha ammesso che trovare una via d’uscita «non è facile, ma stiamo lavorando duro». Secondo alcuni esperti l’unica soluzione è una modifica delle leggi federali Usa, con la marijuana depennata dalla lista delle sostanze proibite.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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