sabato, Luglio 24

Urne aperte in un'Algeri blindata Ieri il voto dei residenti all'estero

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La campagna elettorale per le elezioni presidenziali in Algeria è terminata.

È la prima chiamata alle urne dopo i recenti, grandi, cambiamenti che hanno scosso l’intera regione nord africana e di conseguenza ridisegnato i contorni della politica estera con la quale il Paese deve confrontarsi.

I cittadini aventi diritto sono circa ventitré milioni e di questi circa il cinque percento, cioè il milione di algerini con doppia nazionalità residenti all’estero, rappresentano coloro che nella giornata di ieri hanno aperto la tornata elettorale.

Il primo paese ospitante la comunità algerina all’estero è, in ragione della francofonia e della vicinanza culturale dovuta al precedente periodo coloniale concluso nel 1962, la Francia, che ospita circa novecento mila cittadini di origine nord africana.

L’attuale presidente in carica Abdelaziz Bouteflika, è in carica alla guida del Paese dal 1999, anno in cui si concluse la sanguinosa guerra civile che portò alla morte di oltre centocinquanta mila persone. Da allora Bouteflika ha sbaragliato la concorrenza elettorale arrivando a cercare conferma in questa tornata elettorale per la quarta volta.

Il settantasettenne è apparso solo due volte in pubblico durante la campagna elettorale e, durante l’incontro tenuto con Segretario di Stato statunitense John Kerry solo poche settimane fa, è apparso provato, la sua voce flebile e, si suppone, impossibilitato a compiere normali sforzi fisici a causa di un ictus che recentemente lo ha colpito.

L’Algeria ed il confinante Marocco, sono stati gli unici due stati nord africani ad aver superato senza restarne contagiati le rivolte arabe che hanno caratterizzato gli scorsi anni e, come conseguenza del mancato cambiamento, la popolazione appare in qualche modo frustrata.

Durante un comizio in favore del presidente in carica che si sarebbe dovuto tenere nell’est del paese, alcune settimane fa sono stati documentati forti, inusuali scontri che sono culminati con la messa a fuoco dell’area preposta al comizio e, ovviamente, l’annullamento di quest’ultimo.

I sei candidati concorrenti la leadership dell’anziano presidente, definiti ‘fantasmi’ da Bouteflika, hanno paventato un contesto poco trasparente e di possibili brogli attorno alle elezioni e questa mattina in un’Algeria blindata dallo schieramento di oltre duecentosessanta mila agenti di polizia, puntuali alle otto i  cinquanta mila seggi hanno aperto i cancelli.

Grande attenzione si concentrerà sull’affluenza che rappresenterà il primo dato chiave per una chiara lettura dei risultati.

I recenti sondaggi sul territorio, infatti, hanno delineato una certa rassegnazione della popolazione, soprattutto giovanile, riguardo la ‘scontata’ rielezione del presidente in carica per la quarta volta e, contemporaneamente un potenziale elettorale non determinante per l’ex Ministro della Giustizia dimissionario Ali Benflis, concorrente più quotato dell’anziano presidente e la restante rosa di candidati, fra i quali l’unico esponente femminile risulta l’esponente laburista Louisa Hanoune, cinquantanovenne rappresentante del Parti de Travailleurs (PT).

Proposte di boicottaggio al voto sono invece giunte dai partiti mi matrice islamica, che ritengono la classe politica del paese completamente slegata dalla vita reale dei cittadini e, per tanto, non rappresentativa.

Certo è che l’assegnazione della Presidenza del paese ad un candidato che non possa contare su un sostegno forte della popolazione, in un momento economico particolarmente difficile come questo che l’Algeria sta vivendo, potrebbe segnare il ritorno di disordini.

La gestione di uno Stato fondamentale come l’Algeria, grande oltre otto volte l’Italia, corridoio di convergenza fra costa mediterranea e l’area infiammata del sub Sahara e tra i primi esportatori di gas dal continente africano verso la vicina Europa, desta l’attenzione, oltre che europea, del principale partner algerino d’oltreoceano cioè gli Stati Uniti.

L’attesa per lo spoglio e la lettura del futuro dello stato nord africano è, quindi, trepida.

Questa sera la chiusura dei seggi sarà seguita dallo scrutinio notturno e porterà, nella giornata di domani, alla pubblicazione dei risultati.

 

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