lunedì, Dicembre 6

Università indiane fuori dalle classifiche mondiali true

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Punjab University universita India

Youth Incorporated, Education Times e Rediff.com hanno rilasciato in questi giorni il World Reputation Rankings. L’indagine ha interessato 58.117 risposte provenienti da più di 150 Paesi in quattro turni annuali. I risultati 2014 si basano su 10.536 risposte date da accademici di alto livello che dovevano fra l’altro avere come caratteristica comune l’aver svolto una media di 18 anni di lavoro nel campo dell’istruzione superiore. Il sondaggio è stato per l’India una delusione. 

Solo qualche hanno fa alcune università indiane erano considerate fra le migliori al mondo, oggi hanno perso centinaia di posizioni. Se anni fa c’era in Italia, fra i nostri giovani ricercatori, una corsa per andare a lavorare in un’università indiana, oggi vale la pena di pensarci un pochino sopra, dato che il World Reputation Rankings del Times Higher Education Magazine 2014 non le tiene in considerazione, visto che sono uscite completamente dalle prime 100 posizioni.

Non meravigliamoci, noi non stiamo meglio, una notizia buona però è che, come è per tutte le università europee, stiamo meglio degli anni precedenti. Università in Danimarca, Germania, Olanda e Norvegia hanno migliorato le loro posizioni nella classifica. Ovvio che gli atenei del Vecchio mondo migliorano e altri invece non riescono a stare al passo. Se si passa a valutare le università secondo il settore di specializzazione, per il ramo artistico e umanistico ancora nessuna università per l’India nelle prime 100, mentre l’Italia piazza al 76° posto Bologna e all’80° la Sapienza di Roma.

Nel settore in cui era forte, ingegneria e tecnologia, l’lndia è semplicemente sparita e l’Italia  piazza il Politecnico di Milano e l’Università di Pisa rispettivamente all’83° e al 94° posto. Le università mediche e farmaceutiche, di scienze biologiche, di scienze fisiche e scienze sociali non vedono primeggiare nessuno dei due Stati. 

Nella classifica generale, famosi atenei hanno ottenuto risultati peggiori del previsto: la Punjab University ha trovato un posto nella sezione non numerata singolarmente che va da 226 a 300. Questa università si sviluppa su un campus di 550 acri nella città di Chandigarh. Ha 75 insegnamenti e dipartimenti di ricerca, più di 190 scuole affiliate in tutta la regione. Si tratta di una delle università più antiche dell’India e vanta tra i suoi alunni l’attuale Primo Ministro Manmohan Singh e l’astronauta della NASA Kalpana Chawla (che morì nel disastro dello Space Shuttle Columbia).

Lo storico Istituto indiano di tecnologia di Delhi,  che fu uno dei primi e più importanti istituti a portare avanti a metà del XX secolo il rinnovamento del sistema universitario indiano, che vanta 11 centri accademici, 13 dipartimenti e 4 scuole accademiche, che dichiara come sua missione di voler contribuire al miglioramento dell’India e del mondo «attraverso l’eccellenza nei settori dell’istruzione e della ricerca scientifica e tecnica» e che ha avuto fra i suoi studenti odierni leader nel campo della scienza e della tecnologia, si piazza al livello più basso, nel gruppo generale 351-400 .

Quello che è certo è che tutto questo non piacerà all’India, visto che le università forti in grado di competere su un palcoscenico mondiale sono essenziali per il successo futuro di un Paese. È incoraggiante, tuttavia, che il XII piano quinquennale è dedicato al miglioramento della qualità nell’istruzione superiore, la cui qualità è sicuramente decaduta dopo anni di travolgente espansione. Fra i fattori che potrebbero contribuire a ribaltare la tendenza attuale e contribuire a migliorare il rating indiano l’aumento degli investimenti che permetterebbe di incrementare e migliorare la ricerca scientifica. Occorre comunque dire che non c’è niente di semplice, che non esiste un’unica ricetta per il successo quando si tratta di migliorare una reputazione.  

La cosa più sorprendente è che se prendiamo le economie emergenti e i cosiddetti BRICS, l’India raggiunge il 13° posto con l’Università di Panjab e piazza in varie posizioni i suoi famosi istituti di tecnologia cominciando dall’Indian Institute of Technology di Kharagpur, 30° posto, Indian Institute of Technology di Kanpur, 34°, Indian Institute of Technology di Delhi, 37°. Al 47 si trova l’Università di Jadavpur, seguita da l’Aligarh Muslim University, 50° posto, Jawaharlal Nehru University al 57° posto. Come si può vedere l’India piazza nella prima parte un importante numero di università. Questo in contrapposizione al fatto che il Paese è l’unico delle cosiddette nazioni BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) che non ha una università tra le prime 100 del mondo. La Cina ne ha due, entrambe nella top 50, Russia e Brasile e questo dovrebbe essere un ulteriore motivo di preoccupazione.

 

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