lunedì, Maggio 17

Unions Un progetto di coalizione sociale

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Da un certo punto di vista, il problema più grosso a Landini e al suo progetto di coalizione sociale glielo creano gli amici – mica i nemici.
Infatti, se ci fate caso, questa bellissima (per me) e fondamentale iniziativa non riesce a godere di buona stampa; almeno: non buona quanto meriti, e non buona quanto ti aspetteresti dai già pochi media d’area dove fioccano tanti distinguo e non molte adesioni piene e convinte. Non ancora – purtroppo.
Ciò si deve da una parte al vizio atavico dell’intelligencija della sinistra radicale, i cui esponenti vecchi e nuovi semplicemente ci sformano – se gli passa qualcosa sotto il naso che non siano stati essi stessi a predire, pianificare, varare e benedire – e ci sformano tanto più quanto più la novità abbia in sé i semi oggettivi della buona riuscita; e dall’altra, alla pura opera guastatrice di chi – a libro-paga di interessi soltanto camuffati ‘da sinistra’ – è infiltrato, da mesi o anni o sempre, per sorvegliare e punire i tentativi di creare una soggettività sociale, politica, culturale che rappresenti in Italia gli interessi del lavoro, del rispetto della Costituzione e della democrazia vera.

Landini non ha certo bisogno di difensori, né volontari né d’ufficio – e di sicuro non ha bisogno di me per questo.
Tuttavia, per il solo mio gusto, mi prendo qui la briga di rispondere ad almeno un punto di quelli obiettati – ripeto, non dagli avversari ‘di classe’ bensì da gente che a occhio e croce la FIOM potrebbe metter nel conto degli alleati.

L’obiezione in questione sarebbe più o meno: “L’idea è buona, ma Landini non ci sta dicendo come possa mettersi in pratica”.
Ecco, secondo me invece Landini il ‘come’ ce l’ha proprio detto. Ce lo sta dicendo!
E lo dice non, ovviamente, in forma di risposta discorsiva a domande espresse – più o meno intellettualmente oneste – da parte di interlocutori sul campo (la CGIL, la ‘sinistra’ del Centrosinistra, le Sinistre extraparlamentari, i movimenti…) o di osservatori ‘neutrali’ (i media, appunto), bensì agendo con grande coerenza in un determinato modo; modo che poi sta a noi, se siamo in grado e in buona fede, saper decodificare.

Mi pare che la decrittazione non sia poi così difficile.
Landini ha convocato sabato 14 a Roma un certo numero di rappresentanti di un certo ambito di realtà sociali, scegliendosi – col pieno avallo della FIOM, dopo un percorso di sensibilizzazione e reciproco scambio tra base e vertice sindacale – tutti gli invitati al confronto: Emergency, Libera, Gruppo Abele, Articolo 21, Libertà e Giustizia, ARCI, Legambiente… tanta bella gente davvero. E questo è già un ‘come’, il quale (finalmente, dico io) cambia parecchio la musica rispetto al passato: niente riunioni talmente aperte, indistintamente, che dentro ci finisce tutto e il contrario di tutto col risultato scontato in partenza che di lì a poco non si va più da nessuna parte!
Inoltre, ha avuto l’accortezza di non invitare i partiti. E, credo fermamente, non per una stolida impostazione antipolitica, degna di epigoni pannelliani o grillini, bensì per non aver da contrattare fin da subito con gli eterni indecisi: con i Civati ‘da penultimatum’, con i Vendola ‘da primarie del Centrosinistra’, con i Ferrero ‘AltraEuropaSì/AltraEuropaNò’; e pure questa scelta indica un ‘come’ del tutto chiaro: la coalizione sociale, se si farà, s’ha da fare con chi ha le mani libere sul serio!
Infine: Landini ha scelto di partire ora, in una stagione in cui elezioni politiche all’orizzonte non ci sono e, viceversa, per le amministrative/regionali gli schieramenti sono praticamente già determinati; e quindi, anche volendo (da parte di chi sia, in buona o in malafede) ‘tirare per la giacchetta’ questo progetto già nell’arena politico-elettoralistica, non ce ne sono proprio le condizioni: la coalizione può crescere in santa pace!

Amici e ‘compagni’ che chiedete un metodo e dite di non vederlo: il metodo, il ‘come’, la coalizione sociale se l’è dato – e lo si deduce da i fatti, una buona volta, anziché dalle parole!
Il che esemplifica un vecchio adagio di chi fa cittadinanza attiva, da sinistra, col cuore e con la mente insieme: “Finché ti chiedi ‘cos’è la Sinistra?’ ancora non la stai facendo; viceversa, quando la fai non te lo chiedi.”
Così Landini, mentre tutti si domandano (e i più molesti gli domandano) se sia ‘la Sinistra’ ciò che sta facendo, non si attarda a rispondere: lui la fa, e basta.
Ripeto: finalmente!

Ora – dico a me stesso – basta chiacchiere: c’è da far riuscire meglio possibile la prima uscita pubblica della coalizione sociale.
Tutte e tutti a Roma sabato prossimo, 28 marzo, per la manifestazione della FIOM e dei suoi compagni di viaggio!
‘UNIONS’ – diritti, lavoro, democrazia, giustizia sociale, legalità, reddito, Europa
da piazza Esedra alle 14, fino in piazza del Popolo dalle 16

Questa primavera ci terrà a battesimo.

 

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